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“ TERRE CONTRARIE “ UN LUOGO DELL’ANIMA : TIONE DEGLI ABRUZZI ATTRAVERSO I RACCONTI DI LELJ E TITTAROSA – DI VALTER MARCONE

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Redazione- Ci sono luoghi che con un’affascinante espressione vengono defniti “ luoghi dell’anima” ,una locuzione che non è un’etichetta ma un sentimento vitale che sintetizza un mondo : quello che ci circonda, ci appartiene , a cui apparteniamo , ci racconta nel tempo e nello spazio , ci permette di “ esserci” quando essere diventa troppo minimale .

Tione degli Abruzzi dunque luogo dell’anima come territorio, memoria, immaginazione e racconto da coniugare con la bellezza nella complessità e nella diversità delle storie .di ognuno di noi che frequentiamo questo paese. Tanto da restituire attraverso la rappresentazione, la visione o il modo di guardare,quella percezione che solo l’anima è capace di esprimere.

E’ quello che in sostanza fa il regista Amedeo Di Nicola raccontando nel video “ L’ Ecomuseo della Nostalgia” (1) tutto questo.. Un video da vdere su YouTube che tratteggia la storia di Giovanni Titta Rosa (Santa Maria del Ponte 1891 – Milano 1972) e Massimo Lelj (Tione degli Abruzzi 1888 – Roma 1962), due scrittori abruzzesi nati a poche centinaia di metri di distanza, appunto Tione degli Abruzzi e Santa Maria del Ponte ,nella bassa Valle Aterno. Partendo da queste due storie, diverse eppure vicine, il regista Amedeo De Nicola traccia un programma museologico, inteso a valorizzare la biografia e soprattutto l’opera di entrambi. Tra i due luoghi di origine di Lrlj e Titta Rosa scorre il fiume Aterno, protagonista, – insieme alla ferrovia che lo attraversa in un percorso anche accidentato ,l’Aterno che si inabissa poi nelle Gole di S. Venanzio e ci fa scoprire l’omonimo eremo – di una economia non sempre di sussistenza, carico di testimonianze e tradizioni millenarie, raccontate ancora oggi dai luoghi della memoria, ispiratori della malinconica prosa dei due scrittori.

Due agglomerati di case divisi dal fiume e dalla stazione ferroviaria ,per la cui costruzione si dovette attendere molto tempo – si doveva prendere il treno alla stazione di Beffi o di Fontecchio – ma al cospetto del grande Sirente. Santa Maria del Ponte la frazione di Tione in cui le mura medievali si alternano alle case nel cui centro storico si entra attraverso due porte una delle quali, la più suggestiva ,Porta Santa Maria , sovrastante la Collegiata che ha dato il nome all’agglomerato di case.Tione arroccato lungo il monte dal cui abitato spunta una torre di avvistamento utile forse fin dai tempi degli antichi romani.

Una Collegiata che ha svolto un ruolo determinante nella economia del territorio ,espressione della ricchezza prodotta dal lavoro, dalla fertilità dei campi e dall’habitat del fiume sottostante che ha permesso la nascita di capolavori artistici appartenenti alla chiesa di quella Collegiata . Come il “Presepe” in terracotta policroma e dorata (sec. XV-XVI) attribuito a Saturnino Gatto , formatosi probabilmente nella bottega fiorentina del Verrocchio , che ha affrescato, capolavoro indiscusso, le pareti della Chiesa di S. Panfilo a Villagrande di Tornimparte ; il“Sant’Antonio Abate” (1512), altro capolavoro di Saturnino Gatti, la cui figura è costruita da più blocchi d’argilla giustapposti dove si risentono le influenze della formazione dell’artista .acquisita dal Gatti al fianco dell’orafo Giacomo Di Paolo e di suo figlio Silvestro dell’Aquila, dei maestri Giovanni di Biasiuccio e Sebastiano di Cola da Cosentino; il “Trittico di Beffi” (Madonna con Bambino in trono e angeli, Natività di Gesù, Funerali della Madonna, Incoronazione di Maria Vergine), dipinto a tempera su tavole a fondo oro di inizio XV secolo, del “Maestro di Beffi , opere tutte oggi conservate, per ragioni di sicurezza, al Munda di L’Aquila.

Ma torniamo a “Terre contrarie”,realizzata dall’ APS Lelj, con il patrocinio del Comune di Tione degli Abruzzi e del Parco Sirente Velino e curata da Amedeo Di Nicola, che è uno degli appuntamenti di questo 2025 del progetto programma Stagioni al Sirente dell’Associazione Massimo Lelj giunto alla settima edizioni. Un lavoro ideato da Amedeo Di Nicola che svolge anche l’attività di funzionario amministrativo con formazione umanistica ed esperienza ventennale nella pubblica amministrazione. Proveniente dal giornalismo e dalla comunicazione istituzionale si specializza poi nella gestione di gare e appalti unendo nella propria attività competenze culturali e gestionale: Attualmente in servizio presso la Sovrintendenza Archeologica Belle Arti e paesaggio per le province di L’Aquila e Teramo affianca l’attività professionale l’impegno e iniziative culturali .

Ebbene in questo lavoro ,una mostra allestita proprio nei luoghi di Massimo Lelj , la sua abitazione giovanile a Tione, inaugurata il 10 agosto rimarrà aperta durante tutto il mese di agosto nei giorni 12, 14, 16, 18, 19, 20, 21 e 26 dalle ore 16 alle ore 19.00. , Di Nicola esplora i “ritorni letterari” di Massimo Lelj e Giovanni Titta Rosa, attraverso l’esposizione di circa 60 volumi tra opere poetiche, narrative e saggistiche dei due autori, oltre a materiale d’archivio come riviste edite dagli anni ’20 agli anni ’50. Ricordiamo che Lelj e Titta Rosa hanno dedicato alla loro terra natale struggenti ricordi dell’infanzia, principalmente in Stagioni al Sirente e Romanzetto del Tione il primo, L’Avellano e Giorni del mio Paese il secondo. Un percorso in un contesto in cui la cultura materiale fa da sfondo ma non troppo ai temi delle pagine di Lelj e Titta Rosa contenuti nei documenti esposti. Infatti il luogo di esposizione è impreziosito dalla presenza di manufatti, oggetti della culura materiale e del lavoro contadino. Naturalmente “Terre contrarie” è parte integrante della rassegna “ Stagioni al Sirente” che prende nome proprio dal titolo dell’ominimo libro di Massimo Lelj pubblicato nel 1931 che racconta le attività e gli eventi più importanti della vita, del lavoro e della cultura contadina nel suo paese natale di Tione .

L’Associazione di Promozione Sociale “Massimo Lelj” è nata il 5 novembre 2016 a Tione degli Abruzzi, con la finalità di realizzare iniziative e progetti culturali, educativi e formativi, ispirandosi a principi di democrazia, solidarietà ed etica, al fine di elevare la conoscenza e la crescita personale della comunità tionese . L’Associazione, che inizialmente aveva tra i suoi scopi primari la diffusione e la ristampa delle opere dello scrittore tionese Massimo Lelj, ha nel tempo allargato la propria attività di promozione letteraria a tutti gli scrittori natii del territorio o che dello stesso hanno scritto e parlato, anche attraverso la manifestazione Stagioni al Sirente, che rappresenta parte dell’attività del sodalizio.

Dal 2017 l’APS ha la propria sede all’interno del settecentesco palazzo Lelj, dove lo scrittore tionese visse durante l’infanzia e la prima adolescenza e in una porzione del quale dal 2020 è attivo un centro visita del Parco Regionale Sirente-Velino.

E’ intento dell’associazione in un prossimo futuro di destinare parte del Palazzo Lelj, ristrutturato e consolidato e gestito dall’APS, ad un progetto museale centrato sulle figure degli scrittori Massimo Lelj e del conterraneo Giovanni Titta Rosa.

Una iniziativa importante con uno sguardo forse a quello che è un parco letterario . E come per i parchi letterari l’associazione non si limitano a promuovere i luoghi che hanno ispirato Lelj , ma contribuisce, cone numerose iniziative anche alla tutela dell’ambiente, intrecciando in modo profondo cultura, paesaggio e identità locali. Le manifestazioni di “Stagioni al Sirente “ sono chiaramente un’esperienza che rispetta le esigenze di chi vive il territorio e di chi lo visita, favorendo un rapporto armonioso tra uomo, natura e memoria letteraria.

E proprio “luoghi dell’anima “ è stato il tema della seconda edizione del Premio Nazionale intitolato a Sabatino Trionfi voluto da Daniela Mannelli Trionfi che questo anno in alternanza allo scorso anno in cui è stato dedicato alla poesia ha riguardato la fotografia . Sabato 16 agosto in una Piazza Don Natale Mariani gremita si è svolta la manifestazione di premiazione moderata da Amedeo di Nicola alla presenza del Presidente del Premio Danilea Mannelli Trionfi il presidente della Giuria Eleonora Colantoni e i membri della giuria Roberto Dundee Amedeo Di Nicola, i lettori Fracno Narducci e Diana Centi Pizzutilli . Con i vincitori in ordine *I CLASSIFICATO: “Una carezza” di Alessandra Galassi ,II CLASSIFICATO: “Con l’occhio del cuore nel mondo”* di Alessio Ciocca III CLASSIFICATO: “Lo scorcio del cuore” di Simona Stagnitto e una Menzione d’onore della Presidente di giuria: “L’occhio del Sirente” di *Alessandro Liberati*

Una premiazione preceduta da un pomeriggio di arte e musica con Angoli d’Arte in cui gli artisti erano così disposti Arco San Nicola – Daniela Manelli Trionfi,Chiesa San Nicola – Raffaella Capannolo,Arco Tarquini – Sandra Tiberti,Monumento Lelj – Antonio Zenadocchio,Largo Sileno – Ada Tiberi,Via e Arco Lelj – Vespa Virgilio,Torre – Laura Rosati luoghi toccato dal Duo DisCanto che con la sua musica ha accompagnato una passeggiata artistica tra queste postazioni . Michele Avolio, da oltre trenta anni cantore e custode della tradizione popolare abruzzese,.(2) accompagnato da Micaela Faiella ha portato con la sua voce i testi , le musiche e la ricerca degli antichi canti della tradizione pastorale. e non solo permettendo una immersione appunto nelle atmosfere da “ paese dell’anima”.

Invece il primo evento della settima edizioni di Stagioni al Sirente si è tenuto alle Pagliare di Tione. Un pubblico numeroso accompagnato da Amedeo Di Nicola per un pomeriggio anche in questo caso di arte, questa volta la poesia e musica. Un pomeriggio tra i canti del coro del CAI di L’ Aquila, le poesie di Ada Tiberi, Raffaella Capannolo, Daniela Mannelli Trionfi ,Lucia Di Giulio nel ricordo della mamma Alma, Antonio Duronio nel ricordo del caro Paride, nella letteratura con gli scritti di Massimo Lelj, Giovanni Titta Rosa, Paride Duronio.

Naturalmente va detto grazie al fervore dei soci che eventi del genere si svolgono durante tutti i mesi dell’anno e non solo in quelli estivi mantenendo viva la comunità di Tione.

A proposito dei luoghi dell’anima mi piace riportare una citazione che Amedeo Di Nicola posta sul suo profilo fb “La parte migliore della nostra memoria è fuori di noi, in un soffio piovoso, nell’odore di rinchiuso di una camera o nell’odore di una prima fiammata, dovunque ritroviamo di noi stessi quel che la nostra intelligenza, non sapendo come impiegarlo, aveva disprezzato, l’ultima riserva del passato, la migliore, quella che, quando tutte le nostre lacrime sembrano disseccate, sa farci piangere ancora. (M. P.) Che è dunque il senso proprio delle pagine di Lelj e Titta Rosa che affiorano dalle immagini e dai reperti della mostra “Terre contrarie”. Pagine riferite alle esperienze di vita della loro infanzia, appunto di fanciulli e adolescenti che forse possiamo ritenere gioiose e quindi della nostalgia di quel mondo da cui si erano allontanati sia per il tempo anagrafico sia per le loro esperienze di vita in contesti urbani. . Quel mondo contadino che è, sì, un mondo dell’anima perchè è il retroterra della nostra civiltà , dei nostri valori che spesso vengono oggi misconosciuti .

Un mondo dalle pagine di Lelj e Titta Rosa che Di Nicola fa rivivere nell’allestimento della mostra Terre contrarie . Un percorso che, proprio per usare un linguaggio vicino alla tecnica fotografica , cara , alle sue esperienze – Di Nicola racconta nel suo canale YouTube anche altre realtà e temi interessanti – attraverso la chiusura del diaframma e raggiunge e propone una profondità che offre una nitidezza che scende nei particolari attraverso i quali la narrazione si impreziosisce. . Quindi le sequenze si fanno materia dell’anima ma anche “essenza materica” contratta in manufatti che esprimono non solo il “lavoro “del mondo contadino ma anche saperi secolari che tramandano mondi come diceva Flaiano in questa sua locuzione “con i piedi fortemente poggiati sulle nuvole”. Nuvole . E proprio attraverso le nuvole di un tempo storico gli elementi di questo mondo vengono tramandati e ci fanno dire ancora oggi che è bello non solo quello che riusciamo a vedere attraverso la trasparenza delle nuvole ma quello che non sapevi di aver visto fra le nuvole . Un sorpresa, un modo di guardare al mondo con gli occhi della meraviglia delle descrizioni di Lelj e Titta Rosa perchè loro stessi , nel loro presente , avevano i piedi fortemente poggiati sulle nuvole, quelle che permettevano loro di viaggiare nel tempo, “a ritroso nel tempo”, per raccontare la memoria dei loro ricordi ma anche per dare uno sguardo profetico sul futuro che è il nostro presente. Un presente in cui noi ci accingiamo, anche grazie a iniziative come quelle di Stagioni al Sirente, a considerere e riconsiderare il nostro sguardo sul mondo che ci circonda . Un mondo che ci appartiene , specialmente per le persone con una certa età, perchè le radici affondano in un passato che Lelj e Titta Rosa hanno descritto, monumenti della memoria ,radici senza retorica, spazio di riaffermazione di valori e realtà da non dimenticare,

Perchè ,proprio per sottolineare un altro aspetto del valore di quegli scritti,quello letterario , di Lelj e Titta Rosa – che De Nicola rimette sotto la lente di ingrandimento e quindi “ a fuoco”- occorre dire che la loro voce , in un secolo breve , si è alzata “limpida” , senza compromessi a testimonianza non solo delle loro radici ma anche di quello che può essere la vita nel presente e nel futuro . Cosa che fa scrivere per esempio questa riflessione sul linguaggio a Massimo Lelj in cui le nazioni hanno un principio poetico : “ Esso( il linguaggio ) svela il nuovo e i tratti misteriosi, ed è un punto di fusione e comunicazione , che genera il modo nazionale d’immaginare anche i costumi, l’eroismo, le leggi; stabilisce e tramanda la memoria di quel che siamo e a cui siamo destinati”. Una testimonianza come dicevamo già “con i piedi sulle nuvole “ che appunto in “Poesia e forza delle nazioni” pubblicato dall’ editore abruzzese Carabba,( il cui catalogo propone, negli anni Trenta, del Novecento opere di Alvaro, Gallian e Titta Rosa, ma anche Falqui, Govoni, Vittorini, Montale) , trova il trampolino di lancio per arrivare fino ai nostri tempi in cui tanto si discute di “ nazione”. Ma questo è solo uno dei tanti esempi che a questo proposito si protrebbero ricordare per entrambi i due letterati Lelj e Titta Rosa .

Quello che resta di tutto questo fervore di studi, citazioni, ricordi, memorie attorno a queste due figure sicuramente di spicco nel panorama letterario italiano ma anche nella modesta storia degli avvenimenti che hanno caratterizzato la vita di un territorio, è l’attenzione che oggi si vuole loro dare in termini di conoscenza, tutela e valorizzazione. Un territorio che rivive nelle pagine da loro scritte così vicine anche alla nostra sensibilità moderna tanto da essere l’intima sostanza e natura di un percorso che si proietta nel futuro a favore delle nuove generazioni . Grazie anche alla tenacia di una associazione che proprio a Massimo Lelj ha voluto improntare non solo il nome ma anche gli eventi e i progetti di attività, compresa la valorizzazione della sua residenza giovanile tionese.

(1)https://www.youtube.com/watch?v=7W9IwmANdX0

(2)Maggiori informazioni https://discanto1.webnode.it/gruppo/

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