“I TORNI NON CONTANO “ – DI VALTER MARCONE
Redazione- Il 19 dicembre l’Europa ha deciso , scegliendo in alternativa all’uso dei fondi russi congelati di dare 90 miliardi all’Ucraina ,forse in armi, forse in aiuti per il bilancio quasi deficitario e la ricostruzione attraverso un debito comune europeo per l’Ucraina.All’italia spetta un contributo dunque di 13 miliardi .Una decisione che non ha ancora portato però all’esborso concreto di quella somma .A marzo 2026 i leader Ue non sono riusciti a superare il blocco dei premier di Ungheria e Slovacchia sul prestito da 90 miliardi di euro destinato Kyjiv e concordato a dicembre.Orbán infatti continua a ribadire la sua posizione, legando il via libera al prestito alla ripresa delle forniture di petrolio attraverso l’oleodotto Druzhba, che attraversa l’Ucraina e rifornisce Ungheria e Slovacchia. Bruxelles punta comunque a erogare una prima tranche entro l’inizio di aprile se non addirittura completamente dal 12 aprile data delle elezioni in Ungheria ove Orban non dovesse essere rieletto.
Comunque vada per il nostro paese sono sempre ancora 13 miliardi di debito Un debito che sommato a quello dell’aumento fino al 5 per cento per le spese del riarmo fa gridare da più parti una preoccupazione per la situazione economica e finanziaria del nostro paese che scivola inavvertitamente verso un disastro . Un Italia “ finita tra dieci anni “.. Allora, da non addetto ai lavori, ovvero senza alcuna competenza in tema di finanza pubblica, economia aziendale e molte altre discipline, mi sono permesso seguendo una “ moda “ ormai in largo uso di interrogare una intelligenza artificiale .
AI Overview di Google catastroficamente mi ha risposto così : “ L’idea che l’Italia sia “finita” tra 10 anni è una preoccupazione diffusa, legata soprattutto alla stagnazione economica, l’ alto debito pubblico (che supera il 139% del PIL), la bassa crescita (attesa dello 0,5-0,8% per il 2025-2026 secondo l’Istat) e la fragilità politica che potrebbero portare a una crisi di sostenibilità finanziaria, nonostante l’Italia non abbia mai dichiarato default. Tuttavia, ci sono anche progetti di ricerca, come “Laboratorio futuro” , che analizzano questi problemi per proporre soluzioni, mentre dibattiti sull’uscita dall’Euro suggeriscono potenziali benefici (competitività) ma anche rischi (inflazione, perdita potere d’acquisto).
E ho scoperto al link https://www.laboratoriofuturo.it/ che “Giocare d’anticipo è lo scopo di Laboratorio Futuro: dare uno sguardo al domani per poter meglio agire oggi, per affrontare i grandi mutamenti, per orientarci nella complessità. Un insieme di ricerche e indagini a disposizione di tutti coloro che hanno a cuore il destino del nostro Paese.” Infatti Laboratorio futuro è un progetto dell’Istituto Toniolo che analizza l’Italia che verrà attraverso ricerche e indagini su sanità, lavoro e società, con l’obiettivo di orientare le scelte attuali, e non ha una specifica tendenza politica, ma raccoglie dati oggettivi, evidenziando per esempio l’interesse dei giovani per la politica ma la loro percezione di esclusione e la fiducia crescente nei partiti, e si lega a iniziative scolastiche che usano la “futures literacy” per sviluppare il pensiero critico e la flessibilità, preparando gli studenti ai cambiament i.Il Laboratorio Futuro opera attraverso l’approfondimento di temi specifici, individuati grazie alla Partnership con IPSOS in quanto percepiti come urgenti dall’opinione pubblica oppure individuati dal Laboratorio per le importanti ricadute sociali. Il Laboratorio esamina la situazione attuale e, in termini il più possibile divulgativi, tratteggia alcuni possibili scenari a 10 anni per il Paese. L’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori nasce il 6 febbraio 1920.
Padre Agostino Gemelli, alla cui tenace volontà si deve la nascita dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, insieme agli altri membri del comitato promotore, decise di intitolare l’istituto fondatore dell’Ateneo alla figura di Giuseppe Toniolo (1845-1918), professore universitario e uno dei massimi esponenti del cattolicesimo italiano ed europeo a cavallo fra Ottocento e Novecento.
E mi sono fatta un’idea : dopo tre anni dell’attuale governo (dal 2022), l’economia italiana mostra segnali contrastanti: crescita modesta del PIL, pressione fiscale in aumento a causa del “fiscal drag” (tassazione più alta su redditi cresciuti meno dell’inflazione), debito pubblico che cresce, calo della produzione industriale e tagli nella spesa pubblica (sanità, scuola, ricerca), mentre i salari reali subiscono l’erosione inflattiva, con critiche verso politiche che sembrano favorire i redditi più alti
E’ chiaramente una idea mia che la propaganda della destra smentisce categoricamente Infatti finora il governo Meloni si è trovato a gestire un’economia in crescita, nonostante i problemi strutturali, con una maggioranza stabile e una rinnovata credibilità internazionale dovuta anche alla situazione in Francia e Germania a livello politico. A favore dell’attuale governo ci sono anche i soldi del PNRR, un progetto che però va verso compimento.
I vari fattori citati hanno permesso al governo in carica una politica di mera amministrazione e una propaganda sui risultati economici: non è di certo l’unico governo ad averlo fatto, ma è necessario sottolineare che la crescita degli occupati e la performance del PIL che hanno contraddistinto il nostro paese negli ultimi anni non sono il risultato delle azioni del governo attuale.
E che a sua volta viene smentito per esempio da queste considerazioni che prendo come esempio tra i tanti di una dinamica che appunto tra “ botta e risposta fa venire il mal di testa a chi volesse tentare di capire”: “L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, tuttavia, condivide un aspetto peculiare con i precedenti appena citati, ossia lo scollamento totale dalla realtà. Il trionfalismo entusiasta che anima le dichiarazioni degli esponenti della maggioranza è infatti uno schiaffo fortissimo alla realtà, che è del tutto diversa dalla narrazione, alimentata a suon di slogan, di questa destra bislacca, volgare e dilettantesca. Una destra che fagocita qualsiasi distinguo, che rende ormai impossibili persino le (sottili) sfumature tra posizioni e storie che, una volta, apparivano in qualche modo diverse. Se un tempo, ad esempio, Tajani poteva sembrare differente da Salvini, oggi è tutto confuso e indistinto. Una pastoia politica con la quale si costruisce una propaganda ininterrotta, che prova maldestramente a nascondere la pochezza, l’inadeguatezza e gli strafalcioni memorabili di questo governo. “https://ilmegafono.org/2025/11/07/la-propaganda-inutile-e-costosa-del-governo-meloni/
Sconsolatamente mi viene da dire che regna incontrastato l’utilizzo manipolatorio dei dati nel dibattito pubblico. Questi sono utilizzati, sia a destra che a sinistra, per poter vantare le proprie esperienze di governo passate e presenti..Spesso però le affermazioni di entrambi gli schieramenti si basano su interpretazioni fuorvianti ed errate.
L’unico metro reale è dunque proprio la realtà di ciascuno di noi. Si badi bene questa considerazione a parer mio è fondamentale: ognuno di noi potrà farsi una opinione “ vera” in questo caso facendo i conti con la propria realtà . Con la realtà di ogni giorno della sua vita in una città o in paese, davanti al carrello della spesa, andando a lavoro o andando a cercare un lavoro, accompagnando i figli a scuola o recandosi ad un CUP a prenotare una visita.
Anche se” i torni non contano “ ovvero i conti non tornano . Ho cercato sul web e ho fatto un elenco “ una specie di lista della spesa , una lista della serva “ riferita al nostro paese , che forse può essere contestato per la mia incapacità di mettere insieme informazioni ma che invita il lettore a farsi una sua lista della spesa .
Dobbiamo restituire 140 miliardi del PNRR.
Dobbiamo tagliare 13 miliardi l’anno per il patto di stabilità.
Dobbiamo spendere 445 miliardi in 10 anni per comprare armi.
Dobbiamo pagare 90 miliardi l’anno di interessi sul debito pubblico.
Dobbiamo pagare una fetta notevole di quei 90 miliardi che l’Europa darà all’Ucraina con la quota parte di rimorso, perchè è un debito comune eurorpeo , da parte dell’Italia di almeno 14.
La faccenda dei conti è importante . Certamente . Ma di pari passo non si possono dimenticare alcune questioni altrettanto importanti che contribuiscono , come l’elenco della spesa che mi sono permesso di condividere con i lettori, a definire il futuro di questo paese ma soprattutto quello dei giovani che saranno sempre meno ma che si troveranno a gestire situazioni comunque veramente problematiche .
Ecco allora un’altra lista della spesa compilata con la complicità della intelligenza artificiale di Google Una lista che mette in evidenza i problemi futuri del nostro paese ma allo stesso tempo apre la discussione su una visione di questo futuro e sul come realizzare quel cambiamento che comunque è nelle cose . Ovvero per rafforzare la capacità di programmare e gestire un futuro che non sia solo la sottomissione agli accadimenti ma esprima possibilità di governo per alternative reali e credibili fin da ora .
.Al primo posto vorrei mettere la denatalità e .di conseguenza il rapporto tra persone in età lavorativa e pensionati che è destinato a passare da 3:2 a 1:1 entro il 2050. Questo pone una sfida enorme alla sostenibilità del sistema sanitario e pensionistico. C’è poi il problema dei numerosi giovani che continuano a lasciare il Paese non solo per stipendi più alti, ma per migliori prospettive di carriera, mettendo a rischio il ricambio generazionale e l’innovazione. Da ultimo anche la fuoriuscita di pensionati che trovano in altri paesi la possibilità di avere alloggi decenti e soprattutto di soddsfare le loro esigenze con la pensione che in quei paesi risulota adeguata al costo della vita .Il livello del debito rimane una delle principali zavorre. La gestione degli interessi richiederà una spesa pubblica molto rigorosa negli anni a venire per evitare l’instabilità finanziaria. Il problema del costo dell’energia che periodicamente rischia di destabilizzare tutti gli sforzi appunto per controllare debito, inflazione e costo della vita.la fine delle risorse del PNRR che doveva essere ta l’occasione storica per modernizzare le infrastrutture, digitalizzare la pubblica amministrazione e favorire la transizione ecologica. Comparti nei quali la capacità di spesa è andata e rilento vanificando a volte le progettazioni e le attese-Mentre,per quanto riguarda l’industria si registra un’accelerazione negli investimenti in macchinari avanzati (+7,2% a fine 2025), segno che le imprese stanno puntando sull’automazione per restare competitive. La farmaceutica, l’alimentare (secondo settore per importanza) e l’elettronica mantengono una crescita stabile e guidano il fatturato industriale, previsto sopra i 1.140 miliardi di euro. Il comparto tessile e l’automotive (particolarmente influenzato dalle scelte di Stellantis) soffrono maggiormente la debolezza del mercato europeo.
Dunque pare che al momento i conti non tornino anche nel mondo e non solo nel nostro paese . Ma è la realtà, la confusione della realtà in un micro e macro processo di cambiamento “ disordinato” del mondo che bisogna imparare a riconoscere e a governare .Le “liste della spesa “ che sono state proposte per il nostro paese sono solo un accenno ,un esempio di nodi al pettine che diventano conti che non tornano e qui si potrebbero fare altre liste della spesa , in una situazione geopolitica complessa che si fa sempre più difficile per molti versi . Compreso comportamenti a volte incomprensibili o forse conprensibilissimi di protagonisti mondiali che in definitivai esprimono i modi del peggiore colonialismo che ha determinato la storia per secoli .e rischia di far tornare indietro proprio quella Storia che sembrava essersi avviata verso aperture importanti. Quali ad esempio la cooperazione, la globalizzazione , l’affermazione e quindi l’attuazione del diritto internazionale, il multilaterismo per un mondo migliore.
Quasi un dietro front in poche mosse che al gioco degli scacchi vede il “dietro front” come una difesa che sembra debole o espressa dal rifiuto di uno scambio con un , seguito a sorpresa (spesso un sacrificio) che capovolge la situazione. O al gioco di carte del tressette dove “ bussare ” permette alla coppia ( e per esempio nel cao della guerra Iran Stati Uniti d’America sappiamo quali sono i due compari ) di comunicare le proprie carte migliori e di massimizzare il punteggio, gestendo il gioco in modo strategico senza parlare. Ecco appunto la logica del dietro front senza parlare per guadagnare la sorpresa in cui a pagare i conti sono sempre i più deboli . Che nell’esempio sopra richiamato sono Asia ed Europa ma che in generale sono le popolazioni inermi come quelle della Palestina, dell’Ucraina, del Libano e l’elenco potrebbe essere veramente lungo.
