” ATTENTI A QUEI DUE ” DI VALTER MARCONE
Redazione- Attenti a quei due . Ovvero fermate quei due . Fermate Donald Trump e Benjamin Netanyhau .Porteranno il mondo alla terza ed ultima guerra mondiale .L’armageddon è dietro l’angolo. La battaglia tra il bene e il male allunga e allarga lo scenario del conflitto che dopo quello dei cosiddetti dodici giorni è tornato sulla scena del Medio oriente. Stati Uniti e Israele hanno bombardato l’Iran per una resa dei conti da parte di Israele definitiva , almeno nelle intenzioni . L’operazione, chiamata “Ruggito del Leone” e preparata da tempo, è scattata il 28 febbraio 2026. Questa offensiva dopo quella . contro siti nucleari, prende di mira Teheran e varie città e aree del Paese , tende ad esliminare , come è stato di fatto la guida suprema e decapitare il potere militare ed economico e quindi a determinare un cambio del regime .
Un cambio forse impossibile stando alle prime reazioni dell’Iran . Un cambio che dovrebbe essere del modello venezuelano che si tenta di ripetere ma invano in Iran,considerato il diverso contesto geopolitico, per la quale Donald Trump ha rivendicato un ruolo determinante pretendendo anche nel caso dell’Iran di avere la decisione finale per la scelta della nuova leadership. . Dunque un intervento congiunto americano israeliano che tende a ridisegnare la geopolitica del Medio oriente e alla creazione di un nuovo assetto dell’area in cui l’unica potenza egemone sia Israele. Anche se questa prospettiva viene drasticamente ridimensionata dall’ascesa di un’altra potenza nell’area mediorientale , ostile ad Israele, la Turchia.
In una spirale di tensione che ormai risale e perdura in seguito a quello che è accaduto il 7 ottobre 2023. La risposta da parte di Israele all’attacco di Hamas ha coinvolto i vari attori del cosiddetto “Asse della resistenza” guidato dall’Iran, come il partito-milizia libanese Hezbollah, il movimento Houthi in Yemen e altre milizie sciite nella regione. Il conflitto grazie anche all’indebolimento del “Partito di Dio” libanese e la caduta di Bashar al-Assad in Siria, ha notevolmente ridimensionato questo sistema regionale di contrapposizione ad Israele.
Per quanto riguarda Israele le ragioni del suo attacco all’Iran sono chiare ed evidenti mentre le ragioni addotte da Donald Trump sono come al solito confuse, velleitarie . In ostanza dalla risposta al tentativo di espandere il proprio programma nucleare da parte dell’Iran a quelle che Teheran avrebbe respinto ogni proposta di accordo nei round di colloqui che si sono tenuti nelle ultime settimane. Giustificazioni che sia l’AIEA sia l’andamento dei colloqui negano. Infatti l’AIEA dichiara apertamente che non c’è nessun pericolo di espansione mentre i negoziatori iraniani confermano i progressi per un possibile accordo.
Un attacco dunque preparato in qualche modo dall’invio di portaerei nel mare medioorientale con una finestra ben precisa per un attacco che eliminasse la guida suprema nel vano tentativo di un cambiamento di regime, Ma un attacco senza strategie e senza prospettive, per qualche verso incomprensibile che fa nascere il sospetto di una supposta volontà di tenere viva l’attenzione su scenari di guerra sia da parte di Trump che di Netanyhau per distoglierla da probelmi personali di rilievo che in entrambi i casi potrebbero disarcionare i due condottieri e sottoporli a sanzioni pesanti per i comportamenti illegali che vengono loro attribuiti. .
Comunque in ogni caso l’azione congiunta Stati Uniti d’America Israele nasconde situazioni “complesse “ in entrambi i paesi a cominciare dalle difficoltà per entrambi i leader Trump e Netanyahu, sia dal punto di vista della loro posizione personale che sfiora comportamenti sanciti penalmente sia delle loro politiche nazionali. Insomma produrre guerre , morte, sofferenza per distrarre l’attenzione da quei problemi che li chiamano a responsabilità senza sapere che così facendpo si assumono responsabilità ben più gravi e irrimediabili come nel caso di una estensione del conflitto con esiti di distruzione totale..
Una situazione i cui primi effetti si sono visti con il crollo delle borse, l’aumento del costo del petrolio ,la chiusura dello stretto di Hormuz con l’impossibilità di distribuzione della produzione petroliifera per esempio dell’Iraq , dell’Arabia Saudita. Una situazione nella quale a pagare un prezzo alto per il rincaro del costo delle fonti energetiche è l’Europa che non riesce a dire qualcosa di definitivo in merito alla sua posizione. Una posizione frammentata che è il risultato di quel voto all’unanimità che serve ai sovranisti per mantenere in stallo le politiche europeee e garantire la loro ascesa. Un constesto che , visto l’aumento del costo del petrolio, dell’alleggerimento delle sanzioni da parte degli Stati Uniti d’America alla Russia di Putin rischia di garantire all’autocrate risorse finanziarie per risorse ai fini di un prolungamento della guerra in Ucrania e quindi arriavre ad una vittoria. Guerra Iran Israele Stati Uniti che mette in secondo piano quella tra Russia e Ucraina e che conferma il progetto trumpiano di far pagare all’Europa un prezzo molto alto non fosse per la semplice politica dei rapporti bilaterali che Trump predilige al posto di un rapporto complessivo con l’Europa come unico soggetto di rapporto e contrattazione. D’altra la guerra alle porte d’Europa questa volta innescata da un alleato come Trump e le difficoltà della stessa Europa a prendere una posizione condivisa dai 27 paesi denota ancora una volta il carattere di una unione che rimane una “ unione di sovranità”, che non ha un esercito comune e che ha solo un mercato ed una moneta comune . Cosa che doveva essere il primo passo di un processo di integrazione ben più completo.
Una espansione del conflitto con la quale l’Iran risponde all’attacco che sarebbe dovuto essere “lampo” , uccisione della guida suoprema, decapitazione del regime , sostituzione immediato con un altro regime , ma che si è visto non è stato così. Una espansione che mira a coinvolgere i paesi dell’intera area mediorientale anche se in realtà gli obiettivi dell’Iiran soino le basi americane in molti di quei paesi. Una risposta sorprendente per il numero di ordigni lanciati, per la strategia di risposta e per le dichiarazione dello stesso Iran che a Trump dice : ora siamo noi a decidere quando terminerà questo conflitto.
Perchè le dichiarazioni del tycoon statunitense che fanno presumere come imminente la fine della guerra con espressioni di vittoria per l’anninetamento del nemico , se da una parte innescano speranze nei mercati e quindi deternminano un calo del prezzo del petrolio,salito vorticosamente dopo la chiusura dello stretto di Hormuz, dall’altro suscitano ancor più la reazione dell’Iran, che anche in questo caso diventa imprevedibile, perchè è tale la rabbia e l’orgoglio dei pasdaran che in fin dei conti dividono il potere( sono detentori di potere economico, finanziario, militare, repressivo) , con le altre istituzioni che potrebbe veramente sconvolgere il mondo.
Uno sconvolgimento che potrebbe essere determinato da quella che al momento è solo una . indiscrezioni e analisi di diversi osservatori internazionali. Starebbe emergendo l’ipotesi che l’Iran possa tentare di acquistare armi nucleari direttamente dalla Corea del Nord ,L’eventuale accordo tra Teheran e Pyongyang rappresenterebbe un punto di svolta nel delicato equilibrio strategico globale. Una prospettiva veramente inquietante per cui vengono monitorati e sorvegliati i convogli navali con i quali la Corea del Nord potrebbe trasferire a pezzi armi atomiche in Iran .
In un contesto più generale «L’attacco del presidente Trump alle strutture nucleari dell’Iran rafforzerà senza dubbio la legittimità della politica nordcoreana volta alla sopravvivenza del regime e allo sviluppo di armi nucleari», ha dichiarato alla Cnn Lim Eul-chul, docente di studi nordcoreani all’Università Kyungnam in Corea del Sud. «La Corea del Nord percepisce il recente attacco aereo degli Stati Uniti come una minaccia militare preventiva e probabilmente accelererà gli sforzi per potenziare la capacità di attacchi missilistici nucleari preventivi», ha aggiunto Lim.
Un conflitto dunque che ha dimostrato la capacità dell?iran di produrre azioni di attacco e non solo di difesa in modo inaspettato e quindi di allargare il conflitto. Che poi in realtà è una vera strategia di difesa per un paese che certamnente non può competere con la superiorità tenicca di Stati Uniti e Israele congiunta. Un paese però diviso statndo alle reazioni per la morte di Ali Khamenei . C’è stato chi ha pianto di dolore e chi ha ballato di soddisfazione a testimonianza di questa divisione. E’ certo che l’Iran non è in grado di battere Stati Uniti e Israele che sono tecnolgicamente più avanzati in tema di armamenti. Può però estendere il conflitto a tutta l’area medio orientale con la possibilità che il conflitto da locale si trasformi in generale. Il sistema di potere iraniano ha mostrato una capacità di tenuta già vista in crisi precedenti, fondata su una struttura altamente centralizzata e su un apparato di sicurezza coeso, in particolare le Guardie della Rivoluzione (IRGC) e i servizi di intelligence.” Tanto che dal quartier generale della Quinta Flotta in Bahrein alla base di al-Udeid in Qatar, passando per Camp Arifjan in Kuwait e gli svariati siti impiantati in territorio israeliano, gli attacchi iraniani si sono concentrati soprattutto sulle infrastrutture di tracciamento missilistico (radar, parabole satellitari, ecc.) che coordinano i sistemi di difesa regionali, nell’ambito di un piano d’azione preparato meticolosamente e rivolto a “smontare” pezzo per pezzo il sistema di comando e controllo statunitense.” ( 1)
Dunque sono stati coinvolti Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Oman, Arabia Saudita, Kuwait: con azioni mirate da parte di Teheran verso basi americane o infrastrutture provocando anche una estesa interruzione delle comunicazioni aeree a memoria d’uomo . Con danni reputazionali enormi : metropoli costruite come paradisi per turisti e capitali si ritrovano improvvisamente esposte alle tensioni geopolitiche. Un allargamento che .dall’altra parte del fronte permette ad Isarele di effettuare massicci bombardamenti israeliani hanno colpito Beirut e il Libano, prendendo di mira postazioni di Hezbollah, entrando successivamente con i suoi riservisti sul territorio libanese. Un coinvolgimento che ha sfiorato anche l’Europa con un drone su Cipro che ha provocato una reazione immediata della Grecia con divisioni navali a tutela delle coste di quell’isola seguita da navi britanniche e francesi.
Russia e Cina .Mosca chiede che la situazione relativa all’Iran torni immediatamente sulla strada di una soluzione politica e diplomatica e si dichiara pronta a facilitare la ricerca di soluzioni pacifiche basate sul diritto internazionale. Lo afferma in una nota il Ministero degli Esteri russo.
«Chiediamo che la situazione torni immediatamente sulla strada di una soluzione politica e diplomatica. La Russia, come sempre, è pronta a facilitare la ricerca di soluzioni pacifiche basate sul diritto internazionale, sul rispetto reciproco e sull’equilibrio degli interessi», ha sottolineato il Ministero degli Esteri russo.La Cina condanna in maniera assoluta l’attacco e l’assassinio della Guida suprema dell’Iran, Anche il rappresentante ufficiale del Ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, chiede la cessazione immediata delle operazioni militari, per impedire un’ulteriore escalation in Medio Oriente e nel resto del mondo.
Un situazione in evoluzione la cui escalation in termini di offensive e controffensive va controllata. Appunto come si diceva : attenti a quei due perchè potrebbero portare il mondo ad una catastrofe visto che a volte non si capoiscono assolutamente le ragioni del loro comportamento. O si capiscono troppo bene La guerra non è un video gioco come afferma cardinale Blase J. Cupich, arcivescovo di Chicago:”Una vera guerra, con vera morte e vera sofferenza, trattata come se fosse un videogioco. Mentre oltre mille uomini, donne e bambini iraniani morivano dopo giorni di bombardamenti missilistici statunitensi e israeliani. Questa rappresentazione terrificante dimostra che viviamo in un’epoca in cui la distanza tra il campo di battaglia e il salotto di casa si è drasticamente ridotta”.E’ l’opinione del cardinale Blase J. Cupich, arcivescovo di Chicago, considerato molto vicino a Papa Leone.
Speriamo che il video gioco di Donald Trump e Beniamin Netanyhau si inceppi, non si carichi più insomma si fonda in consolle, ma solo in consollle.
( 1 )https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/03/06/guerra-iran-usa-epic-fury-fallimento-news/8314462/?
