SPOLETO AL VOTO
Redazione – Sbirciando curiosamente fra gli oltre 400 candidati della città di Spoleto, curiosamente abbiamo colto il nome di Francesco Macri’, piu’ volte da noi intervistato, quale personaggio noto alle cronache, protagonista di un Libro-Inchiesta “QUANDO IL BOSS NON TELEFONA PIU’ “, spesso presente sulla stampa nazionale quale esperto di Criminalità Organizzata e terrorismo internazionale e conosciuto sopratutto per una sua vicenda professionale legata agli attentati a Falcone e Borsellino. Intimo amico del fratello di Borsellino Salvatore, Macri’ ha collaborato con il compianto ex Prefetto Antonio Manganelli Capo della Polizia per attività di natura Istituzionale. Non e’ comunque poi cosi difficile intuire che Macri’, non puo’ essere poi cosi’ lontanto dal mondo degli 007, che lui continua ( ovviamente ) a negare, sopratutto viste le tante foto che lo ritraggono vicino a ministri e presidenti esteri. Senza dimenticare, a riprova di un importante ruolo Istituzionale ricoperto da Francesco Macri’, che negli anni 2014-15 fu rinviato a giudizio insieme ad altri soggetti istitizionali (o meno), dalla Procura di Spoleto per un fatto legato ad una sospetta trattativa commerciale fra l’ Italia, l’Afghanistan, il Canada e la Germania. Fatta questa necessaria presentazione abbiamo contattato il neo candidato consigliere Francesco Macri’ per porre qualche domanda.
Reale motivo Sig. Macri’ di partecipare a questa competizione?
Salve, come gia’ detto ad altri Suoi colleghi per il semplice motivo di essere spoletino, di avere due figli, di assistere giorno per giorno alla “fase terminale” di una splendida citta’ d’arte unica al mondo, e di essere consapevole che siamo giunti realmente ad un punto di non ritorno se tutti insieme non ci diamo da fare per salvare il salvabile.
Un profilo del Suo candidato sindaco Sergio Grifoni?
Semplice, una professionista serio che vive dignitosamente da sempre grazie alle sue capacita’ professionali e non sulle spalle della politica, si e’ sempre battuto per il bene di questa citta’, non proviene da una cultura di sinistra, ( e fare storicamente politica in Umbria contro la sinistra vuol dire Coerenza e tanto Coraggio) da sempre impegnato nel sociale e mi permetta, una persona davvero per bene. Per quanto mi riguarda e’ piu’ che sufficiente!
Ha un Suo programma?
Guardi Le dico semplicemente che il mio programma puo’ farmi perdere molti voti fra i piu’ giovani ( non tutti) ma sicuramente acquisirne molti fra i genitori. Le mie competenze, anzi..ex competenze, mi portanto a ritenere che a Spoleto vige una scellerata sottovalutazione da parte dei miei concittadini sugli abusi di alcool e sostanze stupefacenti fra i piu’ giovanissimi; fenomeno al quale se non si porra’ davvero un freno potra’ essere la piaga delle prossime generazioni.
E quale metodo adottare?
Questo e’ un fenomeno complesso, sopratutto a livello metropolitano, ma su una piccola realtà quale Spoleto, si possono avere buoni risultati; un arma letale e funzionante sullo spaccio e il consumo e’ quella del massiccio controllo del territorio, e mi spiego: unire alle autorità preposte ai controlli ( Carabinieri-Polizia-Guardia di Finanza ) la Polizia Municipale, puo’ essere davvero un bel deterrente. Posti di blocco con perquisizioni, servizi in borghese in luoghi sensibili, monitoraggio tramite telecamere in aree di scarsa sorveglianza, utilizzo di cani antidroga, possono portare ad eccellenti risultati. Il mio slogan: “meno multe per divieto di sosta e piu’ azioni di polizia giudiziaria“, anche in relazione al fatto che la dotazione dell’arma
alla Polizia Locale non fu di certo fatta per fare multe!
