LA SALUTE, L’ISTRUZIONE, L’ECONOMIA E LA PANDEMIA
Redazione- Qualche tempo fa avevo scritto che la pandemia in corso poteva costituire un’opportunità per costruire e vedere l’alba di un nuovo Umanesimo. Avevo anche scritto che ne saremmo usciti tutti provati Sì, ma migliori …
A distanza di mesi mi accorgo che quelle erano vane speranze, che forse aveva ragione Freud quando nel più cupo pessimismo ebbe a dire che l’uomo (proprio non c’è niente da fare!) si conferma nella sua bestialità e aggressività prevaricatrice sull’altro.
Sempre un anno fa su Anankenews avevo scritto in merito a La Pandemia e la Bellezza, facendo opportune riflessioni su come la pandemia, ancora in corso, e il suo impatto psicologico, sociale ed economico avrebbero influito su tutti noi, prendendo spunto anche dall’aggressività e dalla maleducazione imperanti. Riflettevo su come oggi si reagisce solo per aggredire, non per condividere o per rivendicare e fare valere i propri diritti.
I diritti? E cosa saranno mai i diritti? Se c’è ancora qualcuno che osa rivendicarli, i diritti, dinanzi ai cancelli della fabbrica presso cui lavora, subodorando l’imminente licenziamento via mail, c’è poi qualcun altro pronto a pestarlo con bastoni o manganelli se non addirittura a falcidiarlo sull’asfalto. C’è così tanta ignoranza che il termine “diritti” ha perso ogni sua connotazione, privato com’è stato di ogni concezione filosofico-politica.
E che cosa sono la filosofia e la politica? Oggi si fa un gran parlare. Si parla troppo e si riflette poco. Si parla sui social in particolare. Non posso dire che si scrive … I social abbondano di strafalcioni oltre che di livore.
Dal Dizionario della Lingua Italiana di G. Devoto e G.C. Oli, il termine Filosofia significa
Attività spirituale autonoma che interpreta e definisce i modi del conoscere e dell’agire umano nell’ambito assoluto ed esclusivo del divenire storico. – Disciplina che ha per oggetto lo studio dei momenti dell’attività speculativa secondo schemi metodologici determinati …
Dall’ Enciclopedia Treccani, il termine Filosofia significa
Nelle più antiche manifestazioni della tradizione occidentale la filosofia si presenta come una scienza, anzi la scienza per eccellenza, e si occupa delle origini e della struttura delle cose. Nota comune ai diversi filosofi è la ricerca del principio della realtà, di un qualcosa che stia a fondamento della molteplicità dei fenomeni e la renda intelligibile. Secondo la testimonianza aristotelica, per la maggior parte dei primi filosofi questo principio è di carattere materiale: in Talete, per es., è l’acqua il principio comune delle cose.
Sempre dal Dizionario della Lingua Italiana di G. Devoto e G.C. Oli, il termine Politica vuol dire:
Teoria e pratica che hanno per oggetto la costituzione, l’organizzazione, l’amministrazione dello Stato e la direzione della vita pubblica …
Dall’ Enciclopedia Treccani, il termine Politica implica:
a. La scienza e l’arte di governare, cioè la teoria e la pratica che hanno per oggetto la costituzione, l’organizzazione, l’amministrazione dello Stato e la direzione della vita pubblica …
b. Più concretamente, l’attività svolta per il governo di uno Stato, il modo di governare, l’insieme dei provvedimenti con cui si cerca di raggiungere determinati fini, sia per ciò che riguarda i problemi di carattere interno (p. interna), sia per ciò che riguarda le relazioni con altri stati (p. estera, p. internazionale). Con riferimento alla natura dei vari problemi presi in considerazione: p. economica, lo studio dei diversi orientamenti che può assumere l’intervento statale nella vita economica e dei loro probabili effetti…
c. Modo particolare con cui uno Stato, un governo, un capo di governo imposta e cerca di risolvere l’insieme dei problemi politici di varia natura …
Ora se la filosofia coincide con l’attività spirituale autonoma che interpreta e definisce i modi del conoscere e dell’agire umano e se la politica è l’arte del governare uno Stato, entrambe (filosofia e politica) presuppongono un’attività ancora più importante e basilare: PENSARE.
Oggi di veri pensatori sembrano essercene pochi in giro, anzi pochissimi, e sono in fase di estinzione, purtroppo! I politici non ci sono più. Il vero politico, a mio avviso, deve avere una visione alta, nobile e ampia dell’esistenza e del servizio che pone a vantaggio della Comunità, in cui e per cui opera, e deve tendere e provvedere a quelle (alta visione + Comunità).
Quando spariranno i pochi pensatori sopravvissuti – scrivevo circa un anno fa – il VUOTO abbraccerà l’universo e l’uomo sarà perso.
Assisteremo a tempi bui, resi ancora più bui dall’avidità. E l’avidità comporta ogni altra miseria morale.
Questo è il tempo delle immagini, che, straripanti, inquinano l’etere cosmico e rifletto che nel Medioevo, quando l’ignoranza era diffusissima poiché buona parte della popolazione non sapeva leggere, né scrivere, la Chiesa ricorse proprio alle immagini per spiegare al volgo i racconti biblici. Oggi la diffusione delle immagini va di pari passo con il ritorno dell’ignoranza in una fetta grandissima di popolazione mondiale. Solo che oggi la “Chiesa” è rappresentata dai Social. Del resto nel Medioevo (religione e fede religiosa a parte) la Chiesa era costituita dai “religiosi”, in qualche modo equivalenti agli scribi dell’antico Egitto, agli influencers di oggi, i quali avevano ed hanno ancora il potere di orientare, di influenzare etc.
Mi pongo allora una domanda: quale potere è più importante di quello che riesce ad orientare le menti, a influenzarle, a persuaderle, seppur nel modo più occulto? Non vi è, a mio avviso, potere più incisivo e determinante, che, fra l’altro e all’apparenza, neppure si “sporca”.
Qualcuno obietterà che questa è democrazia. Concordo, ma temo si tratti di una democrazia virtuale, dunque apparente, poiché non fattuale come quella del ‘900 quando le folle manifestavano nelle piazze.
Stando a ciò a cui abbiamo assistito giorni fa, oggi per far scendere le persone in moltitudine nelle strade occorrono gli Europei di calcio!
Mi chiedo ancora: può confidare negli eroismi calcistici un Paese con famiglie da sfamare, con un’economia da sostenere e salvaguardare, con una salute da tutelare?
Economia e Salute “vanno a braccetto”. Sono imprescindibili, a meno che non siano altri a “sostenermi”. Se mi ammalo non posso lavorare. Se non lavoro di che campo?
E torniamo al concetto di filosofia e di politica e ai “pensatori” che scarseggiano non solo nel nostro Paese quanto a livello mondiale. Il termometro è rappresentato dal Covid-19.
Che c’entra il Covid? C’entra, c’entra! La risposta è sempre nei dati INVALSI che fotografano il grado di analfabetismo non solo matematico ma anche linguistico e di decodifica linguistica fra la nostra popolazione nonché negli ultimi dati di diffusione della variante Delta in Italia e in Europa.
Per il nostro Paese, valgono a conferma i risultati delle prove INVALSI che “gridano vendetta” al 700° anniversario dalla scomparsa del Sommo Poeta Dante, teologo, filosofo, astronomo, astrologo.
Per due anni consecutivi ci sono state le restrizioni e il distanziamento; le scuole hanno dovuto adottare la DAD per gli studenti. I contagi hanno obbligato alle chiusure etc. etc. Tutto vero, ma se la DAD è stata fallimentare – non a causa degli insegnanti che hanno avuto un surplus di lavoro quanto a causa degli studenti che sono cresciuti con la “filosofia” del “E’ qui la festa?”, e delle famiglie a cui importa poco della formazione e dell’istruzione dei propri figli poiché “pagano” molto di più il “pallone”, i concorsi di bellezza o “altro” – allora un governo serio e responsabile del futuro del Paese, i politici che amministrano e che dirigono, i ministri attenti e coscienziosi avrebbero dovuto parlare al Paese, ai giovani, ai genitori e spiegare che forse sarebbe stato il caso di ripetere almeno uno dei due anni persi causa Covid-19. E i nostri governanti avrebbero potuto e saputo esperire una formula al fine di non fare “pesare” sul C.V. degli studenti quella ripetizione dell’anno scolastico.
In Germania, ad esempio, il governo ha fatto scegliere alle famiglie. E le famiglie dovrebbero comprendere che è impossibile avere 60 milioni di campioni alla Maradona. Allora sarebbe molto meglio avere un bravo ingegnere, un bravo sarto, un medico ed infermiere coscienziosi etc., poiché questi, qualsiasi sorte riservi loro il destino o la storia, riusciranno sempre a “campare” grazie alle competenze e alle esperienze maturate.
Ancora .. i politici, i ministri e, nel caso dei contagi che aumentano, i membri del CTS perché hanno permesso confusione, assembramenti ed altro, quando (prima e meglio di tutti noi) già conoscevano gli esiti della diffusione variante Delta? Irresponsabili.
A noi cittadini quando è stato detto di restare in casa, l’imput è stato rispettato. Quando è stato detto di uscire, idem. Se a Roma coloro che ci governano e amministrano avessero previsto in anticipo i festeggiamenti di lunedì 12 luglio scorso e se avessero invitato la popolazione a non riversarsi per le strade, a limitarsi a seguire il corteo dei campioni dai balconi delle abitazioni e/o degli uffici, credo proprio che non ci sarebbe stato quel bagno di folla, che auguro a tutti non comporti un’impennata di contagi.
Vi erano le più alte autorità dello Stato. Sembra che fossero tutti assenti. Mi chiedo dove siamo … e penso male: tutto “studiato”, tutto premeditato, al fine di accrescere una moltitudine di zombie e ghosts da vedere soccombere per meglio “governare”, spadroneggiare e spodestare.
Ora preghiamo e speriamo che la variante Delta nelle sue mutazioni diventi più umana ed intelligente dell’uomo stesso e che consenta alla nostra salute e all’economia di continuare a sopravvivere.
Contro le tesi e le opposizioni dei No-Vax e degli indecisi uno dei più validi, illustri, ultimi nostri pensatori, il filosofo Umberto Galimberti, intervistato giorni fa, ha sostenuto che l’ultima “ratio” (nella confusione in cui versiamo e che non ha precedenti) è l’obbligo forzato dei vaccini. L’obbligo limiterebbe non solo i danni alla salute delle persone quanto e soprattutto quelli all’economia. Altrimenti rischiamo di perdere anche l’ingente fondo europeo concesso per risollevarci.
Dunque siamo chiamati a fronteggiare eventi estremi in un cambiamento climatico devastante, di cui il Covid-19 è solo un’espressione, artificiale o meno sia la sua genesi.
Come ha scritto Edgar Morin tanti anni fa in un suo famoso saggio “La testa ben fatta”, il pianeta su cui viviamo è come una navicella in un cosmo infinito. Forse siamo soli. Se in questa navicella qualcuno osa
ammutinarsi, mette a rischio l’intero ’”equipaggio”: l’umanità.
