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UN DIALOGO TRA COMMISSIONE, CONSIGLIO E PARLAMENTO, SULLO “STATO DI DIRITTO” NELL’EUROPA DELLA GIUSTIZIA E DELLA LIBERTA’

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Redazione- Che  cos’è lo stato di diritto ? Si legge su wilkipedia : “Lo Stato di diritto  è una locuzione derivata dall’originaria espressione della  lingua tedesca Rechtsstaat, coniata dalla dottrina giuridica tedesca nel XIX secolo è quella  forma di Stato che assicura la salvaguardia e il rispetto dei diritti e delle libertà dell’uomo; insieme con la garanzia dello Stato sociale, concorre alla definizione dei diritti che gli Stati membri delle Nazioni Unite si sono impegnati a garantire ai loro cittadini” (1)C’è dunque una differenza tra lo stato di diritto e lo stato assoluto . Ancora più in sintesi leggiamo una definizione del tutto scolastica : “Lo stato assoluto (legibus solutus, cioè sciolto dall’osservanza della legge) si ha quando lo stato, e per esso il sovrano, detta la legge per i cittadini (che in realtà sono sudditi, si trovano cioè in uno status subjectionis [posizione di sudditanza/soggezione]), ma non la osserva perché è al di sopra della legge. Questa situazione è ben rappresentata dalla famosa frase di Luigi XIV: “l’état c’est moi” che, oltre che “io sono lo stato”, potrebbe ben tradursi “la legge sono io”, e, d’altra parte, il termine “cittadino”, colui cioè che si trova in uno status civitatis [posizione di cittadinanza], nasce con le rivoluzioni borghesi contro l’ancien régime, quella inglese del 1689, quella americana del 1776, quella francese del 1789. Lo stato assoluto è spesso uno stato “personale” (l’autorità si identifica tutta e solo nella persona – “sacra e inviolabile” – del sovrano, che considera “cosa sua” popolo e territorio) ed anche uno stato “patrimoniale” (le “casse” dello stato non si distinguono dalle “tasche” del principe il quale considera suo patrimonio tutti i beni dello stato, nel quale, peraltro, non c’è registrazione né controllo della spesa “pubblica”).  Allo stato assoluto si contrappone lo stato di diritto, nel quale gli stessi organi sovrani che producono la legge vi sono ugualmente sottoposti. In esso compare la separazione dei poteri, quello legislativo affidato al parlamento, quello esecutivo affidato al governo, quello giudiziario affidato ai giudici, e cominciano a comparire alcuni diritti individuali per i cittadini; in esso le sentenze dei giudici e gli atti amministrativi della Pubblica Amministrazione sono subordinati alla legge. Lo stato di diritto si distingue in stato liberale e stato democratico.” (2)Una lunga premessa  e anche di sapore scolastico per iniziare a riflettere  su una situazione  capace di  opporre delle condizionalità  in  piena pandemia Covid 19   all’approvazione del bilancio comunitario  europeo che prevede provvidenze economiche in favore delle economie  dei paesi colpiti appunto da questo morbo ( Next  Generation Eu ovvero Recovery Fund ) da parte di paesi sovranisti , come vengono comunemente  definiti,  quali Ungheria e Polonia a cui si è aggiunta l’Estonia  .Sul sito ufficiale della Commissione europea  ( 3) si legge : “Il meccanismo europeo per lo Stato di diritto prevede una procedura di dialogo annuale tra la Commissione, il Consiglio e il Parlamento europeo, insieme agli Stati membri, ai parlamenti nazionali, alla società civile e ad altre parti interessate, sullo Stato di diritto. Il punto di partenza di questo nuovo meccanismo è la relazione sullo Stato di diritto.”(…) La relazione sullo Stato di diritto 2020 monitora i principali sviluppi in questo campo, sia positivi che negativi, nei singoli Stati membri. Passa in rassegna quattro pilastri: il sistema giudiziario, il quadro anticorruzione, il pluralismo dei media e altre questioni istituzionali relative al sistema di bilanciamento dei poteri.” “La relazione sullo Stato di diritto 2020 presenta una sintesi della situazione dello Stato di diritto nell’Unione europea e, nei 27 capitoli dedicati ai singoli paesi, valutazioni specifiche per ogni Stato membro sugli sviluppi significativi in questo campo. Passa in rassegna quattro pilastri: il sistema giudiziario, il quadro anticorruzione, il pluralismo dei media e altre questioni istituzionali relative al sistema di bilanciamento dei poteri. I capitoli dedicati ai paesi si basano su una valutazione qualitativa condotta dalla Commissione e si incentrano su una sintesi degli sviluppi significativi a partire da gennaio 2019, introdotta da una breve descrizione fattuale del quadro giuridico e istituzionale relativo a ciascun pilastro. La valutazione presenta sia gli aspetti problematici che quelli positivi, comprese le buone pratiche. La Commissione garantisce un approccio coerente ed equiparabile applicando la stessa metodologia ed esaminando gli stessi argomenti in tutti gli Stati membri, pur mantenendo una proporzionalità con la situazione e gli sviluppi.”(4).Per quanto riguarda l’Italia ad esempio la relazione dice testualmente a proposito della giustizia : “Il sistema giudiziario italiano dispone di un solido quadro legislativo a salvaguardia  dell’indipendenza della magistratura, compresa quella dei pubblici ministeri. Nell’agosto 2020  il Governo ha proposto una riforma del Consiglio superiore della magistratura e di altri  componenti dell’ordinamento giudiziario. “(5)E della corruzione : “Nel 2019 l’Italia ha continuato a rafforzare il quadro  istituzionale e legislativo per la lotta alla corruzione. Facendo seguito a precedentiiniziative, la legge anticorruzione adottata nel gennaio 2019 ha ulteriormente inasprito le sanzioni per i reati di corruzione e sospeso i  termini di prescrizione dopo la sentenza di primo grado. È stata inoltre estesa ai reati di  corruzione l’applicabilità degli strumenti di indagine per la lotta contro la criminalità  organizzata. “Per quanto attiene alle libertà afferma : “La Costituzione italiana sancisce la libertà di espressione e di informazione così come il principio della trasparenza della proprietà dei media. L’autorità italiana di regolamentazione dei media audiovisivi è considerata indipendente ed efficace. Sussistono preoccupazioni in merito all’indipendenza politica dei media itali ani poiché mancano disposizioni efficaci per la prevenzione dei conflitti di interesse, specialmente nel settore dei media audiovisivi. L’Italia ha istituito un Centro di coordinamento contro le intimidazioni ai giornalisti, che definisce le misure di protezione necessarie per rispondere ai problemi relativi alla sicurezza dei giornalisti. “(…)”Per quanto riguarda il bilanciamento dei poteri, la Corte costituzionale continua a svolgere un  ruolo importante e recentemente ha incoraggiato  una maggiore partecipazione della società  civile e del pubblico ai suoi lavori. Le valutazioni dell’impatto normativo e le consultazioni  dei portatori d’interessi sono migliorate, ma potrebbero essere ulteriormente incrementate. Sono all’esame del Parlamento riforme volte a creare un’istituzione nazionale per i diritti umani, tuttora assente. La società civile è vivace, anche se alcune ONG sono oggetto di campagne denigratorie, specialmente su questioni come la migrazione.”Dalla  relazione comunque risulta che c’è ancora da fare anche se sostanzialmente lo stato di diritto in Italia trova una sua buona affermazione.Per l’Europa,  che attraverso la  piattaforma TrulyMedia, Pagella Politica e Faktabaari (Finlandia) – due organizzazioni che collaborano attraverso il progetto  Soma  -vuole combattere la disinformazione ,cinque  sono i principi necessari affinché lo Stato di diritto sia rispettato in un Paese.Secondo il Consiglio d’Europa  questi sono:  legalità, che significa che i poteri dello Stato e delle autorità devono essere definiti dalla legge;   certezza della legge, ossia l’idea che la legge e le decisioni giudiziarie debbano essere facilmente impugnabili e che la legge e le sue conseguenze siano chiare;   prevenzione contro gli abusi di potere, secondo la quale che i poteri dello Stato non debbano essere esercitati arbitrariamente o contrariamente alla legge;  e uguaglianza di fronte alla legge  e non discriminazione, che significa che la legge deve evitare trattamenti diversi per qualsiasi motivo; accesso alla giustizia, ossia che il sistema giudiziario deve essere indipendente e imparziale.Come  ricordato dall’Ue, perché lo Stato di diritto sia rispettato tutti questi principi devono essere raggiunti sia in modo formale sia in modo sostanziale.La relazione sullo stato di diritto, di cui abbiamo dato degli stralci anche  per quello che riguarda l’Italia , ha permesso di formulare un regolamento in tema di  stato diritto  alla cui attuazione viene subordinata l’erogazione di fondi , che è stato votato  dal Parlamento  europeo nella seduta del 5 novembre2020  . Tale votazione che prevede la maggioranza  ( secondo un compromesso  raggiunto dalle forze politiche )  ha sanzionato in qualche modo  e attenzionato il rifiuto di due paesi  aderenti all’Unione , Polonia e Ungheria,  di aderire allo stato di diritto. I sovranisti  polacchi e unghersi hanno sì  accettato il voto a maggioranza  ma  in realtà hanno risposto con una “bastonata”  pesante  allo spirito di solidarietà e di collaborazione dell’unione e  nei confronti di quei paesi che a causa  dell’epidemia da coronavirus   hanno bisogno appunto di una solidarietà, sotto forma di aiuti economici in qualche modo individuati nel Progetto Next Generation Eu  altrimenti detto  Recovery Fund .  Hanno risposto con un veto  nel momento in cui si è aperta la discussione e l’approvazione di queste provvidenze all’interno del bilancio europeo che prevede,assolutamente  , una approvazione all’unanimità. Dunque che cosa è accaduto. “ Lunedì 16 novembre 2020 , scrive il Blog di Pagella Politica  (6)   si è tenuta una riunione del Comitato dei rappresentanti permanenti dell’Ue (Coreper) sul quadro finanziario dell’Unione per gli anni 2021-2027 e sul pacchetto per la ripresa in risposta alla crisi sanitaria ed economica. Il Coreper è un organo  preparatorio : gli ambasciatori europei vi si riuniscono per esaminare i dossier – e su questi trovare un accordo – prima che vengano sottoposti al Consiglio dell’Unione europea. Non ha però il potere di prendere decisioni vincolanti. Nella riunione di lunedì, gli ambasciatori di Polonia e Ungheria hanno votato contro il pacchetto proposto dalla presidenza tedesca, comprensivo di tre parti: l’accordo di principio sul bilancio pluriennale 2021-2027, l’intesa con il Parlamento europeo sul rispetto dello stato di diritto come condizione per ottenere i fondi europei e la procedura sulle risorse proprie, che autorizza la Commissione europea a emettere debito comune per finanziare il Next Generation Eu da 750 miliardi di euro. “Come dicevamo,secondo la ricostruzione della testata di informazione “ Politico”, nello specifico, Polonia e Ungheria non hanno potuto ostacolare la bozza di regolamento che subordina i fondi al rispetto dei principi democratici, per la quale è bastata la sola maggioranza qualificata. I due Paesi hanno concretamente minacciato  di  non dare  però il via libera al bilancio 2021-2027 e alla cosiddetta “Decisione sulle risorse proprie”, un passaggio fondamentale, come abbiamo già detto, per autorizzare la Commissione europea a indebitarsi sui mercati per finanziare il Next Generation Ue. Per l’approvazione di entrambi questi capitoli è necessaria l’unanimità. (7).In realtà   Budapest e Varsavia  da anni  sono accusate  dalle istituzioni dell’Unione europea di violare lo stato di diritto. Il Parlamento europeo ad esempio ha promosso una procedura in base all’articolo 7 del trattato sull’Unione europea – quello che consente di sospendere il diritto di voto del Paese eventualmente condannato nel Consiglio, la più grave delle sanzioni previste dal diritto comunitario – sia contro la Polonia,  a marzo  2018, sia contro l’Ungheria, a settembre 2018..Polonia e Ungheria sono beneficiari netti del budget dell’Unione europea, ricevono cioè più soldi di quanti versino. Negli ultimi cinque anni, tra il 2015 e il 2019, la Polonia  ha avuto  dal bilancio Ue 49,5 miliardi di euro netti circa (da ultimo, più di 12 miliardi nel 2019), per una media annuale di circa 10 miliardi di euro. L’Ungheria ha  incassato  circa 21,7 miliardi netti di euro (da ultimo, 5 miliardi e rotti nel 2019), per una media annuale di oltre 4,3 miliardi.Contributi  che in riferimento alla spesa pubblica di questi paesi  forse significano  qualcosa se non proprio di essenziale ma comunque in qualche modo di significativo .  Infatti nei  cinque anni compresi tra il 2015 e il 2019 la spesa pubblica polacca è stata, in media, pari a 195,5 miliardi di euro (da ultimo, 222,7 miliardi circa nel 2019). Quella ungherese a 59,4 miliardi di euro (da ultimo, 66,6 miliardi nel 2019).Dunque i contributi Ue hanno pesato negli ultimi cinque anni, in media, per il 5 per cento della spesa pubblica polacca e per il 7,2 per cento di quella ungherese. Per cui forse le minacce di  Polonia ed Ungheria non vanno prese troppo sul serio tanto che il senatore del Pd Nannicini  afferma  che la minaccia è «poco credibile», in quanto i due Paesi sono beneficiari netti «non solo delle risorse del Recovery ma anche delle risorse pregresse». Bloccando il budget pluriennale e il Next Generation Eu, è insomma il ragionamento di Nannicini, Ungheria e Polonia rischiano di fare un grave danno in primo luogo a se stessie Pertanto, ha chiosato il senatore del Pd, «non vedo motivi per cercare compromessi che possano annacquare il piano».Nella riunione che si  è tenuta il  20 novembre 2020  a Bruxelles tra  i capi di stato  dei paesi dell’Unione europea chiamati appunto a discutere sul bilancio europeo ,la situazione è  rimasta per il momento immutata tanto che occorrerà ritornare  ad affrontare questo tema . Con un ritardo che potrebbe complicare la situazione della erogazione delle trance dei fondi  Next  Generation Eu, ossia quello che in Italia  chiamiamo Recovery Fund,  per il quale si avviano in questi giorni discussioni e polemiche in merito a cabine di regia e altre  modalità di  formulazione e implementazioni  ,già forse in ritardo sulla tabella di marcia della Commissione europea che per bocca della sua Presidente ha  detto all’Italia che il corretto uso di quei fondi potrebbe rappresentare una  vera opportunità di ripartenza.Una Europa dunque  che afferma lo stato di diritto  ma che si trova in questo momento a dover fronteggiare una Brexit a nord e una  opposizione fortemente sovranista a ovest , alla ricerca di  un modo di sbloccare  situazioni spinose tra cui anche la riforma del  Patto di stabilità  detto anche Mes.  Un’Italia che si trova  a dover subire le conseguenze  di una opposizione  dei sovranisti  su  un provvedimento  come Next Generation Eu che rappresenta  linfa vitale   per  contrastare gli effetti della pandemia Covid 19   e che allo stesso tempo  si fa portatrice di una opposizione alla riforma  del Mes .Riforma  che  in Italia sta creando  pesanti ripercussioni sulla vita dei partiti ( Movimento 5S),della maggioranza, e chissà se sul Governo medesimo  , con una stessa sfiducia al Presidente Conte fino al punto che  il Quirinale è dovuto intervenire , facendo trapelare che una sfiducia a Conte sul tema del Mes,  sarebbe la strada per sicure  elezioni anticipate.

(1)Pietro Costa, Danilo Zolo (a cura di), Lo stato di diritto: storia, teoria, critica, Milano, Feltrinelli, 2002.

(2) http://www.itcgfermi.it/webs/leonardo/diritto/stato/statoassoluto.htm

(3) https://ec.europa.eu/info/policies/justice-and-fundamental-rights/upholding-rule-law/rule-law/rule-law-mechanism_it

(4) https://ec.europa.eu/info/policies/justice-and-fundamental-rights/upholding-rule-law/rule-law/rule-law-mechanism/2020-rule-law-report_it

(5) https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:52020SC0311&from=EN

(6) https://pagellapolitica.it/blog/show/844/davvero-salvini-e-meloni-sono-rimasti-muti-dopo-il-veto-di-ungheria-e-polonia-in-europa

(7) Il 10 novembre il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Ue – l’organo dove siedono i rappresentanti dei vari Stati membri – avevano raggiunto un accordo sul prossimo budget pluriennale dell’Ue 2021-2027 e sul pacchetto da 750 miliardi di aiuti del Next Generation Eu (spesso chiamato in Italia Recovery fund). L’accordo conteneva, tra le altre cose, il compromesso tovato il 5 novembre tra Stati membri e Parlamento europeo sul meccanismo che consente la sospensione dei pagamenti dal bilancio Ue a uno Stato membro in caso di violazione dello stato di diritto (ma i pagamenti vengono comunque dati ai destinatari finali, aggirando nel caso gli Stati inadempienti). https://pagellapolitica.it/blog/show/843/quanto-pesano-gli-aiuti-ue-sui-bilanci-di-polonia-e-ungheria

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