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IN RICORDO DELLA PROFESSORESSA PAOLA PLACELLA SOMMELLA

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Redazione-  Nel lontano 1982/83 e 1983/84 seguii le lezioni della Professoressa, nel primo anno le lezioni  sul corso monografico vertevano su “Proust ed i movimenti pittorici di avanguardia”, nel secondo sulle “Lettere di Madame de Sevigne’ “: mi appariva una donna austera, forse a causa degli occhiali spessi che indossava, seria e preparata; le sue lezioni erano coinvolgenti, stimolanti sia per i contenuti trattati, sia per la dovizia di particolari che ci comunicava su autori, che pur conosciuti, ne evidenziava aspetti nuovi, come lo studio da lei condotto sui movimenti pittorici di avanguardia nella “Recherche” di Proust, di cui ho fatto tesoro sia per la metodologia da lei adottata, sia per il fatto che, grazie a lei, ho intrapreso a studiare con più meticolosità la storia dell’arte del Novecento in rapporto agli autori francesi ed italiani.

Penso che rendere omaggio oggi a Paola Placella significhi rendere omaggio alla più importante figura della cultura francese in Italia, ella realizzava una armoniosa sintesi, per cui insegnamento, ricerca e passione costituivano una stessa vocazione intellettuale.

La Professoressa aveva una visione ampia della letteratura,  la sua ricerca riguardava sia il mondo moderno, sia la letteratura del Seicento, più volte la ringraziai per avermi fornito, dopo la laurea,  notizie interessanti e particolari sul Seicento francese!

Per un periodo di tre o quattro anni la persi di vista, poi un pomeriggio l’amico Padre De Gennaro, docente di lingua e letteratura spagnola, mi disse che di lì a poco avrebbe incontrato Paola Placella e, sarebbe stato lieto di avere anche la mia presenza, io gli risposi che , sicuramente, la professoressa aveva completamente dimenticato la mia persona e Padre De Gennaro mi disse che , sebbene apparisse ad un occhio superficiale alquanto distratta, ricordava tutti gli ex studenti e ne conservava anche dei particolari:  appena arrivata mi disse: “Lei arrivava a lezione sempre con qualche minuto di ritardo e, non trovando posto a sedere, restava qualche volta in piedi!”

Poi Padre De Gennaro iniziò a chiederle notizie sul Barocco francese, dal momento che intendevano, in un convegno, operare un confronto tra letteratura spagnola e francese nel XVII secolo; fu un incontro molto interessante anche per me che, all’ epoca, mi dedicavo all’Italianistica con assoluta dedizione.

Ho davvero un ottimo ricordo di entrambi e posso dire che, foscolianamente, essi vivono nella mia memoria e mi “incitano” , ricordando il loro entusiasmo, a proseguire negli studi.

Vorrei, inoltre, ricordare la loro bontà,  autenticità, lealtà, doti rare nel mondo accademico!

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