” DAZI, MURI, CONFINI, FRONTIERE : FINE DELLA GLOBALIZZAZIONE E DELLE DEMOCRAZIE ? ” DI VALTER MARCONE
Redazione- “La globalizzazione, con la crescita del commercio internazionale, la riduzione delle distanze dovuta all’aumento e alla facilità dei trasporti intercontinentali, il sempre maggiore flusso di passeggeri, idee, ha ampliato gli orizzonti di libertà e spinto molti osservatori a pensare che fosse anche il più rapido veicolo per la pace, la cooperazione, se non la democratizzazione.La globalizzazione contemporanea ha prodotto un livello di integrazione internazionale e di crescita senza precedenti nel corso della storia. Miliardi di persone sono uscite dalla povertà. Scambi di conoscenze e opportunità sono aumentati esponenzialmente, il progresso scientifico ha compiuto passi in avanti impensabili e ha permesso applicazioni pratiche in ogni settore della vita umana.”
Insieme alla globalizzazione che ha prodotto indubbiamente un livello diintegrazione e di crescita il mondo si è dato degli organismi internazionali per regolare “Un ordine internazionale che, come tutti i contratti sociali e le strutture politiche, ribadisce la propria funzione, conferma la propria stabilità, se alimentato con impegno, sviluppando capacità di ascolto e adattamento, nonché cooperazione rispetto ai fenomeni che si presentano. La storia, in particolare quella del XX secolo, ci ha insegnato che quest’ordine è un’entità dinamica, subordinata a equilibri che, ovviamente, non sono immuni dall’essere influenzati da tensioni politiche, cambiamenti economici.”
Lo ha detto Sergio Mattarella , Presidente della Repubblica italiana a Marsiglia alla Cerimonia di consegna dell’onorificenza accademica di Dottore honoris causa dall’Università di Aix-Marseille: «L’ordre international entre règles, coopération, compétition et nouveaux expansionnismes».
Una difesa di questi organi internazionali,minacciati sovente e oggi ancor di più dai provvedimenti che Donald Trump, il neo eletto presidente degli Stati Uniti d’America, va prendnedo in queste prime settimane di governo del paese da parte della sua amministrazione. Uno sguardo particolare all’attuale momento storico in cui sembrano affacciarsi pericoli che a lungo sono stati combattuti :”Accanto a questa nuova articolazione multipolare dell’equilibrio mondiale, si riaffaccia, tuttavia, con forza, e in contraddizione con essa, il concetto di “sfere di influenza”, all’origine dei mali del XX secolo e che la mia generazione ha combattuto.
Tema cui si affianca quello di figure di neo-feudatari del Terzo millennio – novelli corsari a cui attribuire patenti – che aspirano a vedersi affidare signorie nella dimensione pubblica, per gestire parti dei beni comuni rappresentati dal cyberspazio nonché dallo spazio extra-atmosferico, quasi usurpatori delle sovranità democratiche.”
Il mondo ha cercato di darsi delle regole come quelle che Sergio Mattarella ricorda nel suo intervento alla Cerimonia di cui abbiamo detto attraverso organi internazionali per una organizzazione mondiale plurifunzionali
Anche se “L’utopia di un mondo “unipolare” si è consumata nel tempo di poco più di un ventennio. Il processo si è inceppato, a fronte di scontri di interesse, spesso all’interno delle stesse comunità, basti pensare alla ex Jugoslavia all’inizio degli anni ‘90, all’instabilità in molti paesi del Corno d’Africa e dell’Africa sub-sahariana, al mai risolto conflitto in Medio Oriente. Attori, spesso non statuali – anche se, talvolta, sorretti da Stati – si propongono la “conquista”, non esclusa la pratica di atti di terrorismo.All’inizio del XXI secolo ci si è così progressivamente trovati di fronte a una situazione fluida, nella quale a prevalere erano i rischi e il sentimento di incertezza e imprevedibilità.”
Con la conclusione che il momento in cui viviamo è forse un momento particolare che ripete vicende e avvenimenti già visti nella storia , si pensi ai menti più bui del Cinquecento che dettero però vita al Rinascimento e all’umanesimo , con l’affermazione e un interrogativo : “Regole e strumenti ci sarebbero per affrontare questa fase e allora perché il sistema multilaterale sembra non riuscirci, con il rischio del ripetersi di quanto accaduto negli anni Trenta del secolo scorso: sfiducia nella democrazia, riemergere di unilateralismo e nazionalismi? “(1)
Regole e strumenti che sembrano essere passati di moda .
Ora i padroni del mondo pensano di poter usurpare il potere e concentrarlo in poche mani .La cosa incomprensibile e stupefacente è che molti poveri hanno votato pochi ricchi; hanno votato per arrivare a questo risultato . E quello che è ancora più incomprensibile sono i provvedimenti a raffica del nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump in merito proprio allo sgretolamento degli organi internazionali attraverso l’abbandono per esempio dell’Organizzazione mondiale della samità, la fuoriuscita dai patti di Parigi sul clima, le critiche alla Corte Penale Internazionale.
Una strategia che sembra furiosamente incontrollata ma che ha una sua logica ben precisa ovvero quella della “trattativa “. Donald Trump sa bene che per ottenere “ dieci” deve sparare “ sessanta-settanta” . Ed è questo quello che sta facendo per esempio per i dazi . Una questione delicata e difficile perchè le politiche daziarie nel passato sono state fallimentari rispetto agli obiettivi che si prefiggevano. Ma soprattutto le politiche daziarie, come in questo caso tornano indietro come un boomerang e chi ci rimette è siicuramente chi sta peggio . Ovvero è lo stesso Trump che invocando un’America più grande si rivolge al suo elettorato e preannuncia qualche sacrificio anche se l’obiettivo di fare ricchi gli americani con queste gabelle si concretizzerà sicuramente del tempo. Anche se così quasi sicuramente non sarà.
La prospettiva autarchica di Donald Trump da una parte fa capire di non voler tener conto di come funzionano le attuali complesse economie nazionali e internazionali; dall’altra indica come il tentativo sia quello di mantenere fede ad una promessa elettorale:”Applicheremo dazi e tasse ai Paesi stranieri per arricchire i nostri cittadini”; dall’altra fa temere il peggio . De-globalizzazione a favore di un nazionalismo economico americano esasperato fa pensare ad un tentativo di contrastare l’egemonia cinese, di sottrarre l’Europa da quella influenza e quindi dagli affari della “ via della seta” di molte altre nazioni . Qualche anno fa , anche con il consenso americano, la Cina fu ammessa ad un organismo internazionale sul commercio con l’intento di controllare il suo sviluppo che in poco tempo è diventato inarrestabile per tutti . Anche per Donald Trump che comunque deve fare i conti con questo antagonista.
La Cina però ha un surplus commerciale favorevole di duecentosettanta miliardi di dollari. Anche l’Europa ha un surplus di centrotrenta miliardi. Nell’ultimo anno la Cina ha esportato più merci negli Stati Uniti di quante ne ha importate. Ora la strada per Donald Trump sarebbe , in tema di arricchimento dei suoi concittadini, favorire la produzione di quei beni che vengono importati da altri paesi. Ma è una strada difficile e incoingrua perchè se è vero che il parmigiano viene prodotto anche in California , quel prodotto non ha nulla a che vedere con il parmigiano prodotto in Emilia e Romagna . Non ha di quel prodotto nemmeno il nome ma una storpiatura del nome stesso.
Considerata la politica della trattativa , tanto cara a Trump probabilmente l’Europa potrebbe insieme al gruppi dei paesi del Brics tra cui Russia ed altri unire le forze e far capire al presidente Trump che la strada delle cooperazione rende di più in tutti i sensi .
Lo fa capire da sola la presidente messicana Claudia Chenbaum,paese verso il quale Trump ha prima posto dei dazi, li ha poi sospesi in funzione della sua politica contro i migranti che arrivano in America attraverso il Messico ottenendo da parte del governo messicano ,per il controllo del confine , l’invio di migliaia di soldati . Ebbene la Presidente si rivolge a Trump:
« Quindi, avete votato per costruire un muro… Bene, cari americani, anche se non capite molto di geografia, dato che per voi l’America è il vostro paese, non un continente, è importante che scopriate, prima che venga posato il primo mattone, che oltre quel muro ci sono 7 miliardi di persone.Ma dato che non conoscete davvero il termine “persone”, le chiameremo “consumatori”. Ci sono 7 miliardi di consumatori pronti a sostituire i loro iPhone con dispositivi Samsung o Huawei in meno di 42 ore.”
Ecco il punto : sette miliardi di consumatori in America Latina ma quanti altri miliardi di consumatori in Europa , nei paesi Brics e in altri paesi non allineati che possono tranquillamente fare a meno di prodotti dell’industria americana. Infatti continua la Presidente del Messico : “ Possono anche sostituire Levi’s con Zara o Massimo Duti. In meno di sei mesi, possiamo facilmente smettere di acquistare auto Ford o Chevrolet e sostituirle con Toyota, KIA, Mazda, Honda, Hyundai, Volvo, Subaru, Renault o BMW, che sono tecnicamente migliori delle auto che producono. Quei 7 miliardi di persone possono anche smettere di abbonarsi a Direct TV, e non vogliamo farlo, ma possiamo smettere di guardare film di Hollywood e iniziare a guardare più produzioni latinoamericane o europee che hanno una migliore qualità, messaggio, tecniche cinematografiche e contenuti. Anche se può sembrare incredibile, possiamo saltare la Disney e andare al resort Xcaret a Cancun, in Messico, in Canada o in Europa: ci sono altre destinazioni eccellenti in Sud America, Est America ed Europa.”
La Presidente evidenzia come l’influenza americana può essere combattuta in molti paesi non con i contro-dazi ma con efficaci provvedimenti e avveduti abbandoni al consumo dei prodotti americani, facendo capire di conoscere bene la storia ,ovvero gli studi fatti sulle conseguenze negative generate dalle politiche dei dazi imposti dopo la grande crisi di Wall Street del 1929. Dal 1929 al 1933 l’export-import americano crollò del sessantasette per cento e con esso anche il commercio mondiale .
Uno scenario che continua la Presidente del Messico coinvolge anche il suo paese : “ E anche se non ci credete, anche in Messico ci sono hamburger migliori di quelli di McDonald’s e hanno un contenuto nutrizionale migliore.
Qualcuno ha visto piramidi negli Stati Uniti? In Egitto, Messico, Perù, Guatemala, Sudan e altri paesi ci sono piramidi con culture incredibili.
Scopri dove si trovano le meraviglie del mondo antico e moderno… Nessuna di queste negli Stati Uniti… Vergogna a Trump, l’avrebbe comprata e venduta!
Sappiamo che Adidas esiste, non solo Nike, e possiamo iniziare a indossare scarpe da tennis messicane come Panam. Ne sappiamo più di quanto pensi.
Sappiamo, ad esempio, che se questi 7 miliardi di consumatori non acquistano i loro prodotti, ci sarà disoccupazione e la loro economia crollerà (all’interno del muro razzista) a tal punto che ci imploreranno di abbattere questo brutto muro.
Non volevamo ma… Se vuoi un muro, ottieni un muro. Con sincero apprezzamento. »
L’Unione Europea da par suo che dirà di fronte all’invito di Trump : “ Non ci sarà miglior posto dell’America per aprire fabbriche, venite a produrre qui, perché se non lo fate dovrete pagare tariffe per esportare nel nostro Paese» . Certo una minaccia verbale, una sparata come quelle di cui è capace questo Presidente che però chiede all’Europa di fare i conti con una debolezza strutturale quella del settore energetico .Trump ha ribadito che gli Usa «hanno la più grande quantità di petrolio e gas di qualsiasi altro Paese sulla Terra, e la useremo. Questo non solo ridurrà il costo di quasi tutti i beni e servizi, ma renderà gli Stati Uniti una superpotenza manifatturiera»
Fonti energetiche che gli Stati Uniti d’America cercano di incrementare e che vendono ad un prezzo abbastanza alto . Una vendita che fa parte appunto di quella strada della contrattazione imposta con la minaccia dei dazi. A dimostrazione del fatto che le politiche trumpiane sono politiche di arricchimento e di profitto ,specialmente per gli “oligarchi americani “ che non dimentichiamoci il Presidente Mattarella ha ben definito come: “figure di neo-feudatari del Terzo millennio – novelli corsari a cui attribuire patenti – che aspirano a vedersi affidare signorie nella dimensione pubblica, per gestire parti dei beni comuni rappresentati dal cyberspazio nonché dallo spazio extra-atmosferico, quasi usurpatori delle sovranità democratiche.”
Un mondo alla rovescia dunque quello che Trump sta costruendo in cui dazi, muri, confini, frontiere che , se da una parte preconizzano la fine della globalizzazione ,dal’altra rappresentano un attacco alle democrazie. Precarizzazione, crisi migratoria e climatica, erosione dello stato sociale sono temi politici che alimentano il favore nei confronti della destra radicale che li usa come spauracchi nei confronti dei cittadini che si sentono dall’altro lato abbandonati dalle istituzioni. Questo si trasforma in una critica del liberalismo e in una difesa dell’ordine neoliberale. Ovvero l’internazionale sovranista dagli USA al Brasile passando per l’Europa sotto forma di suprematisti bianchi, razzisti, estrema destra mirano ad una sola cosa : governi forti, condotti da uomini forti che tra loro si intendono ( vedi Trump -Netanhyau , Trump- Putin ). La vittoria di Trump indubbiamente sotto questo profilo sta offrendo legittimità e forza politica ai tanti soggetti della galassia nazionalista, antiatlantica ed eurofoba.
La retorica trumpiana senza moderazione nè istituzionalizzazione ma protesa contro gli avversari interni ed internazionali, come se la campagna elettorale fosse ancora in pieno svolgimento, dovrà fare presto o tardi i conti con la realtà . Già si profilano prnunce da parte della magistratura americana che bloccano alcuni suoi provvedimenti e già si muovono forze di contrastointerno ed esterno. Interne : come la reazione di Stati e municipalità controllati dai democratici, che come nel 2017 – dopo il ritiro degli Usa dalla COP21 – sfideranno su questo terreno l’amministrazione, accelerando i loro piani d’investimento e la loro specifica regolamentazione. Esterne : come quella della Presidente del Messico di cui abbiamo riferito. La realtà probabilmente non guarda in faccia nessuno e nemenno a Donald Trump e alla rosa dei suoi sostenitori e sodali. Trump sicuramente sta adottando una linea di azione molto “transazionale” che distingue poco o nulla tra alleati e avversari, colpendo anche gli stessi partner europei. Una linea che potrebbe risultare perdente con conseguenze catastrofiche non solo per gli Stati Uniti d’America ma anche per altri stati .
Zigzagare nella politica, nella economia, nella vita delle persone con cipiglio e con provvedimenti a volte incomprensibili , a volte imprevedibili, è un modo tutto trumpiano di procedere in una narrazione che la realtà sicuramente sconfesserà perchè l’America “non è più il mondo” e perchè probabilmente Joe Biden ha tracciato una strada che “the Donald” non potrà non seguire . Come sta facendo in molti settori. Soprattutto bisognerà capire se Trump potrà beneficiare del sostegno del Comgresso come quello di cui poté beneficiare, sia pure con maggioranze molto risicate a Camera e Senato, Biden tra il 2021 e il 2023.
Guerra Israele-Hamas e assetto del medio oriente, guerra Russia Ucraina, politiche dell’Europa sono un ulteriore banco di prova di quello che dice Trump su questi dossier e quello che intende fare , per esempio amministrare il territorio di Gaza senza più palestinesi come un resort e parco giochi internazionale . Una prova alla resa dei fatti e della Storia che non è per niente “finita”. Come nel 1989 Francis Fukuyama profetizzò con una imminenza che in realtà non si è vista. La Storia ha continuato ad esercitare i suoi ammaestramenti ( probabilmente in aule vuote e senza discepoli ) dopo il crollo del comunismo sovietico e la fine della Guerra Fredda, della democrazia liberale e di alcune forme di capitalismo, dimostrando che i nodi relativi all’aziendalismo e l’economicismo imperanti; la globalizzazione, l’incontro-scontro tra culture, la tolleranza; la guerra, la pace e il pacifismo; lo strapotere della scienza, la sperimentazione biomedica, le cellule staminali, la procreazione assistita; la devolution e la riforma delle Costituzioni; il significato del termine “democrazia” ,la laicità e la famiglia sono problemi umani e che umanamente possono essere sciolti in una prospettiva di speranza e di rilancio ,soprattutto in favore delle giovani generazioni e per la realizzazione di orizzonti di vita nuovi e rinnovati come, è bene ricordarlo ancora una vota, è avvenuto nel passato.
(1)https://www.quirinale.it/elementi/127308
