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“UNA TAVOLA ROTONDA E UN CONCERTO CONTRO L’USURA A L’AQUILA PER LA FESTA DI .SAN BERNARDINO DA SIENA ” – DI VALTER MARCONE

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Redazione- E’ tornata dopo lo stop dell’anno scorso quando si è voluto partecipare al lutto dell’intera città per il tragico incidente verificatosi presso la scuola dell’infanzia 1° Maggio, che ha causato il decesso di un bambino e il ferimento di altri 5 compagni di scuola, la Festa di San Bernardino da Siena, Compatrono della città dell’Aquila. E’ tornata con un programma qualificato in ogni suo appuntamento ma soprattutto per il Convegno “Insieme contro l’usura. Il fenomeno dell’usura nell’attuale contesto economico-sociale. Dalla predicazione di San Bernardino da Siena ai giorni nostri”, organizzato dal Comando Regionale Abruzzo della Guardia di Finanza che con la sua Banda musicale ha tenuto anche un Concerto con la partecipazione del tenore Piero Mazziicchetti  e la conduzione di Lorena Bianchetti .( 1 )

Tra gli eventi del programma una tavola rotonda e un concerto contro l’usura. Questo l’impegno del Comando Regionale Abruzzo della Guardia di Finanza in occasione delle celebrazioni legate alla solennità di San Bernardino da Siena compatrono dell’Aquila.

La tavola rotonda, dal titolo “Il fenomeno dell’usura nell’attuale contesto economico-sociale. Dalla predicazione di San Bernardino da Siena ai giorni nostri” si è tenuta venerdì 19 (ore 11) all’Auditorium del Parco del Castello, all’Aquila, con la partecipazione di rappresentanti delle associazioni anti racket e antimafia fra cui l’ex parlamentare Tano Grasso. Nella stessa serata (ore 19.30), dopo le celebrazioni liturgiche, è stato offerto alla città un concerto straordinario della banda musicale della Guardia di Finanza, sul sagrato della Basilica in piazza San Bernardino, occasione per la consegna del Trigramma Bernardiniano alle organizzazioni civili e alle Forze di Polizia finanziaria che si sono distinte nel campo della prevenzione e repressione del reato dell’usura. Il concerto è stato diretto dal colonnello Leonardo Laserra Ingrosso e con la partecipazione come detto del tenore Piero Mazzocchetti e della conduttrice Lorena Bianchetti.

Un concerto dunque inserito nella superba scenografia della facciata della Basilica di San Bernardino e della scalinata antistante . Un gioiello architettonico ,uno scrigno vero e proprio , sviluppatosi a partire dal XV secolo per accogliere il corpo di San Bernardino da Siena incastonato nel suo mausoleo tra i più alti esempi di arte sacra abruzzese. Grandi tesori d’arte in un ambiente di rara bellezza che spinge alla contemplazione,alla preghiera e al religioso stupore.

Tomba Mausoleo di San Bernardino da Siena dunque la basilica , patrimonio del Fondo Edifici del Culto (FEC), affidata ad una comunità di frati francescani, che, garantendo lo svolgimento quotidiano dell’azione liturgica e promuovendo la venerazione del Santo senese, contribuisce a rendere questo luogo pronto ad accogliere gli aquilani ma anche iu numerosi turisti .Il lavoro di restauro, compiuto in seguito al sisma del 2009, ha ridonato luce e vita alla basilica favorendo, insieme al risveglio delle attività liturgiche, una mirabile armonia tra bellezza, arte e fede.

“Abbiamo voluto focalizzare questi due appuntamenti sul tema unico che è quello dell’usura – ha spiegato il Comandante regionale Abruzzo della Guardia di Finanza, generale di divisione Gianluigi D’Alfonso – Un fenomeno contro il quale si batteva anche San Bernardino da Siena e, quindi, quale occasione migliore per ricordare la gravità di questo fenomeno che in momenti di congiuntura economica negativa come quello attuale si fa sempre più grave?” “Purtroppo – ha aggiunto – sono in tanti tra persone, commercianti e imprese, ad avere bisogno di denaro e l’usura rappresenta un canale illegale parallelo per chiedere prestiti, anche se si ha a che fare con persone che sovente appartengono alla criminalità. Il caro bollette, l’aumento dei prezzi da energia, l’aumento dei tassi di interesse per denaro chiesto a prestito contribuisce a far sì che questo fenomeno diventi sempre più diffuso: negli ultimi tempi abbiamo denunciato vari usurai”. (ANSA ) (2)

Un problema quello dell’usura sempre presente nella dottrina della Chiesa tanto che il 23 aprile 2020 Papa Francesco additando il rischio di una “pandemia sociale” aveva detto: «Ci sono — ha detto nel corso della messa celebrata a Santa Marta — tante famiglie che hanno bisogno, fanno la fame e purtroppo li “aiuta” il gruppo degli usurai».
Francesco aveva quindi pregato per queste famiglie, per la loro dignità, e «anche per gli usurai», perché «il Signore tocchi il loro cuore e si convertano». Una questione vecchia, purtroppo: da sempre, infatti, malavitosi e usurai (due facce della stessa medaglia) approfittano dei momenti di difficoltà generale per stendere — come una piovra — i loro tentacoli; ne fa fede anche la storia della predicazione, in special modo quella di Bernardino da Siena.

San Bernardino più volte affrontò la questione dell’usura nelle sue opere latine: ne fanno fede gli otto sermoni sul dovere della restituzione nel Quaresimale De cristiana religione, o il trattato De contractibus et usuris nel Quaresimale De Evangelio aeterno, che si distende per quattordici sermoni, dalXXXII al XLV.

Gli usurai affermava Bernardino «sbudellerebbero Cristo per far corde da liuto, graffiano i piedi ai santi e ruberebbero con l’alito». Sono parole tratte dalle sue prediche che i “riportatori” che lo seguivano nelle piazze italiane ebbero per così dire a “ stenografare “ e che compongono un corpus di tesi che affrontano tra gli altri anchel’argomento dell’usura in modo chiarissimo per la comprensione di tutti . Tema quello dell’susra sempre presente nella dottrina della Chiesa e quindi nelola predicazione e nei resoconti che di queste predicazioni venivano fatti. . Una trattatistica che fu utilizzata da Bernardino, fonti tra cui spicca il De emptionibus et venditionibus, deusuris, de restitutionibus, opera del francescano provenzale Pietro di Giovanni Olivi.

Dobbiamo al cimatore di panni Benedetto di maestro Bartolomeo la trascrizione delle prediche che Bernardino tenne sulla Piazza del Campo di Siena tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno del 1427. Una trascrizione fedelissima che tenne conto non solo delle parole, ma anche del modo di parlare, dei gesti del predicatore , le sue frequenti esclamazioni, gli stratagemmi posti in atto per richiamare l’attenzione degli uditori, perfino gli avvertimenti che mandava ai tachigrafi, invitandoli a registrare bene le sue parole, poiché stava per dire qualcosa d’importante.

Nella predica XVII si legge: «Doh! Odi buona parola o scrittore, scrivela questa!». Poco prima, Bernardino aveva dichiarato l’intenzione di scagliarsi in particolare contro il prestito a interesse: «Io ve ne farò una predica — disse— di questa usura, e farolla per modo, che se fusse di mezzo gennaio, voi sudarete, ché gitterete gocciole così grosse, se voi considerarete la verità».

Un impegno quello di sviluppare e articolare meglio quelle sue idee sull’usura che forse non potè mantenere almeno nel ciclo del 1427, perchè una predica sull’argomento non ci fu , non si trova tra i resoconti.

Nella predica IV ,l’usura, che a quel tempo doveva essere una pratica frequente ,è nominata tra i peccati di cui si macchiava la parte maschile della popolazione, una di quelle colpe (predica X) che escono dal cuore e contaminano l’uomo, al pari dei furti, dei tradimenti,della lussuria, delle ruberie, delle guerre e di altri simili.

Aveva uno spirito da strozzini la classe mercantile del suo tempo. Nella predica XXXVIII lanciava un allarme perchè quel fenomeno aveva raggiunto ormai il livello di guardia. «O usuraio — esclama ancora nella predica XXXV— che hai prestato e furato già cotanto tempo, e beiuto il sangue de’ povari, quanto danno hai fatto, e quanto peccato contra al comandamento di Dio!». È questa la predica in cui Bernardino raggiunse i toni più forti. L’usuraio, disse, tira e tira sempre a sé, divorato da fame e sete inestinguibile: «O usuraio, o divoratore de’ povaretti, tu sarai ancopunito del fallo tuo», dichiarò in tono vibrante. Ma gli usurai pensavano bene di salvarsi l’anima ed evitare la dannazione eterna facendo elemosine. Un modo di salvarsi dunque la coscienza. Ma è qui che Berardino interviene pesantemente : “Non è accetta a Dio quella limosina” disse nella predica XL. Di fronte a questo “ vizio “ contro il quale nulla potevano i propri sforzi Berrardino fu costretto ad un gesto estremo .

Esortò perciò i confessori a rifiutare l’assoluzione a quanti mostravano solo un finto pentimento senza dare garanzie sicure, paventando ai penitenzieri deboli il rischio di condividere la stessa sorte dell’usuraio: «Amate il bene comuno, e non fate contra a Dio. E però dico a te: non pre-stare e non dare vigore a chi presta; e a te confessore dico: non gli asolvere, se non nerimane e non soddisfa di quello che e’ può» (predica XXXV). (3)

L’Osservanza, di cui Bernardino fu un esponente, aveva, a proposito della società nella quale operava e quindi era impegnata. un suo pensiero economico. Nata come riforma e rinnovamento nella seconda metà del Trecento ad opera del minorita Paoluccio da Trinci. estese la sua influenza nei due secoli successivi. Monaci e laici che vi aderirono avevano come punto di riferimento le origini del movimento. Malfrado l’intento dunque fosse quello di promuovere una riforma della vita religiosa non mancò l’interesse alla vita associativa, economica e culturale della società del tempo .

Nacque così una nuova visione della realtà economica che voleva combattere il prevalere dell’avidità e dell’egoismo all’interno del mercato. Da questa nuova dimensione muoveranno sia l’attenzione di Bernardino che dei frati dell’Osservanza per la riorganizzazione etico-economica delle città italiane. L’usura, intesa come accentramento improduttivo della ricchezza, ha un duplice effetto per gli abitanti della civitas: la rottura delle relazioni e la sottrazione della ricchezza dalla circolazione virtuosa, La convinzione di Bernardino e dell’Osservanza poggia sulla considerazione che gli usurai si servono dei beni materiali e del denaro in senso anticittadino e teologicamente perverso, perché distruttivo della vitalità cittadina. Ma la denuncia non basta. Occorre porre rimedio a questo fenomeno .Sorgono osì i “Mons Pietatis”, Istituti di beneficenza e gestione pubblica che prestavano ai bisognosi necessario, contro il conferimento di un pegno, al fine di proteggerli dalle spoliazione degli usurai. Una iniziativa gestista direttamente dalla città con il coinvolgimento determinante dei frati osservanti, I Monti sorgono con la ratio di arginare il prestito feneratizio ebraico, tentativo di recuperare la sinergia delle relazioni civili all’interno della comunità, inficiate dall’usura e dalla bramosia di guadagno. Essi, anche se vedono la luce successivamente alla morte di Bernardino, affondano le loro radici nel solco dell’attività e del pensiero bernardiniano, portato avanti e sviluppato da altri ragguardevoli esponenti dell’Osservanza.

Le condizioni sociali degli anni di transizione dal medioevo al rinascimento creano il contesto più adatto alla predicazione itinerante dei frati dell’osservanza. In quegli anni i predicatori carismatici profondono tutte le loro energie verso i fedeli inducendoli ad adottare comportamenti virtuosi in ogni campo dell’attività umana, soprattutto della gestione della res pubblica, al fine di perseguire l’affermazione di una maggiore giustizia sociale.

Tra i più eminenti rappresentanti della corrente osservante si annovera dunque Bernardino da Siena il quale l’8 settembre del 1403, a soli 22 anni, chiese di essere accolto nel Convento riformato del Colombaio. Era nati in una famiglia nobile l’8 settembre del 1380 a Massa Marittima. Rimase presto orfano e fu allevato da una zia di Massa per trasferirsi successivamente dal 1391 a Siena nella casa dello zio Cristoforo degli Albizzeschi.

A Siena a 22 anni aderisce all’ordine dei frati minori ricevendo l’abito da Fra Giovanni Ristori . L’8 settembre 1403, ricoperto del colombario fa la sua professione religiosa e l’anno successivo è ordinato sacerdote. Si trattiene presso quel commento fino al 1405 per approfondire gli studi teologici e prepararsi all’attività pastorale e alla predicazione. Raggiunge fama e notorietà come predicatore per la sua eloquenza ed è costretto a difendersi da accuse di eresia dimostrando la sua ortodossia .

La notorietà raggiunta dalla sua eloquenza si diffonde rapidamente. Tuttavia non gli vengono risparmiate accuse di eresia principalmente motivate dall’invidia pane tutti i casi riesce a dimostrare la propria ortodossia. Si era formato a Siena leggendo i testi più rilevanti della letteratura quali le opere di Pietro di Giovanni Olivi, di Giovanni Duns Scotto e di Ubertino da Casale , oltre allo studio della teologia . Il suo ministero di predicatore itinerante, lo portò in numerose città e villaggi, iniziando dalla Toscana, per passare poi all’Italia settentrionale, come Ferrara, Mantova, Padova, Genova, Milano, Tortona, Alessandria, Casale Monferrato, Asti, Pavia, Monza, Bergamo, Cremona, Piacenza, Brescia, zone del lago di Garda, Venezia, Verona, Feltre, Bologna, Perugia. Aveva anche doti fisiche come per esempio una voce suadente che lo aiutava in questo suo impegno. Il suo intento era quello di stimolare un rinnovamento spirituale, sociale e dei costumi delle popolazioni urbane e rurali alla luce del dettato evangelico, al fine di accrescere il sentimento della giustizia civile, presupposto fondamentale per la corretta impostazione della vita in comune. Aveva uno stile espositivo ricco di immagini, ironie, osservazioni argute, episodi concreti e conclusioni originali. Soprattutto aveva maturato la convinzione pedagogica di esporre l’essenziale perchè l’ascoltatore delle molte cose che lui diceva ne avrebbe conservato poche e quelle poche dovevano essere fortemente incisive. In un’epoca di discordie fra città e famiglie potenti, guerre, lotte e violenze politiche, sopraffazioni, ma anche eresie e ribellioni alla Chiesa, la predicazione di Bernardino era sferzante e metteva l’uditorio di fronte alle proprie responsabilità personali e collettive.

“ Gli studiosi hanno fatto una sintesi organica sui contenuti della predicazione di San Bernardino, suddividendola in nove grandi tematiche con risvolti religiosi e sociali che denotano un’attualità insuperata: la famiglia, con la denuncia della debolezza dei genitori sull’educazione umana, morale e religiosa dei figli; lo studio, ritenuto «gradito a Dio», necessario alla formazione della persona; il primato della Parola evangelica nella vita di ogni persona, perché essa è come il correre del sangue che garantisce la salute del corpo; la pacificazione nei cuori e fra le persone, perché lotte violente e divisioni hanno effetti deleteri nella vita di ogni comunità e nella vita spirituale; l’onestà, perché ogni tipo di frode, imbroglio, corruzione e usura ledono la dignità delle persone e sono un attentato alla carità cristiana e alla convivenza sociale; i governanti, chiamati al buon governo della città, non all’inettitudine e al tornaconto personale; la giustizia, virtù indispensabile, perché è meglio vivere senza pane che senza giustizia; la pace, che deve vincere la brama di guerra e di potere; la moda femminile sregolata, che può sfociare nell’immoralità e nel disinteresse dei valori più alti.” ( 4)

Gli storici sono concordi che san Bernardino si recò a L’Aquila almeno tre volte: nel 1433, nel 1438 e nel 1444, quando morì.

Di questi soggiorni aquilani, due sono gli eventi di particolare importanza: la predica del Santo di fronte la basilica di Collemaggio il 15 agosto 1438 dopo 12 giorni di predicazione sempre a Collemaggio , in occasione della festa dell’Assunzione di Maria in Cielo. Durante quella predica , mentre San Bernardino paragonava la Madonna alla stella, tutti videro verso mezzogiorno una stella fulgidissima sul capo del Santo. Testimoniarono questo evento straordinario molti testimoni oculari tra cui il beato Bernardino da Fossa.

L’altro evento importante per la sua unicità e eccezionalità, è la predica del sangue, l’ultima sua predica, fatta dopo la morte. Accogliendo l’invito del vescovo di L’Aquila che intendeva metter pace tra alcune famiglie della città, Bernardino iniziò un viaggio per raggiungere L’Aquila . Partì all’alba del 29 aprile 1444 con quattro compagni e si diresse verso l’Isola Maggiore del lago Trasimeno. Dall’isola del Trasimeno si recò a Perugia nel convento di Monteripido e proseguì per Assisi, Foligno, Spoleto, Terni, Piediluco Rieti, Città Ducale e Antrodoco. Quasi vicino alla meta, però, le condizioni di salute del Santo si aggravarono e i compagni si videro costretti a trasportarlo in barella fino alla città de L’Aquila dove giunse tra il 17 e il 18 maggio. San Bernardino non poté predicare e fu ospitato nel convento di San Francesco dove morì verso le 6 del pomeriggio di mercoledì 20 maggio 1444, vigilia dell’Ascensione a 63 anni. Il Santo si era recato a L’Aquila per ricomporre le liti tra alcune famiglie ma proprio in quei giorni la città era in grande tensione politica a causa di lotte tra famiglie nemiche e proprio in quei giorni era scoppiata una aperta ribellione soffocata brutalmente dalle autorità cittadine. Si era arrivati a condannare a morte alcuni rivoltosi. Fu in questa situazione che Bernardino offrì al popolo aquilano l’ultima sua predica, una predica di pace e di sangue.

Raccontano i testimoni che dalle narici del corpo del Santo cominciò a fluire sangue, sangue fino al punto di riempire la bara e bagnare la chiesa tanto esso era abbondante. Con la voce del sangue Bernardino chiedeva pace . E vi fu pace. I condannati a morte non furono uccisi e le famiglie rivali si convertirono e si riconciliarono tra loro.

Giovanni da Capestrano divenne propagatore della santità di Bernardino, ne chiese la beatificazione e, insieme a Giacomo della Marca avviò i lavori di costruzione della Basilica per custodire e venerare il corpo del Santo apostolo della pace.

La società mercantile del quattrocento La forza propulsiva dell’attività pastorale di Bernardino non si comprende se non la si inserisce nello scenario sociale dei economico del quattrocento caratterizzato da un’imponente apertura alle attività economiche. Il secolo XV segnò infatti la fioritura di un processo di rinascita iniziato già nel 1100, con la rottura dell’immobilismo politico del Mediterraneo in seguito all’invasione islamica e protrattosi fino alle soglie del secolo XVI. In tale contesto si assiste alla prima rivoluzione commerciale del bacino mediterraneo determinato dalla sinergia di diversi fattori quali la crescita arrivo grafica lo sviluppo della civiltà comunale l’introduzione e la diffusione di nuove tecniche produttive la mobilitazione del risparmio e la formazione di un nuovo spirito associativo in ambito economico.(5)

Bernardino, annovera tra i peccati più esecrabile la superbia, la lussuria e l’avarizia ma definisce solo quest’ultima “idolum desolationis” per le implicazioni sociali dei suoi effetti. Nella sua rigorosa condanna dell’avidità di guadagno, Bernardino guarda principalmente ai pericoli morali della ricchezza, che conducono l’uomo alla più cinica cecità nei confronti dei poveri e dei bisognosi. Sono questi i pericoli da smascherare, denunciare e combattere attraverso l’azione omiletica nella quale agli usurai riserva parole di fuoco giungendo persino a definirli uccisori dei poveri…L’usuraio è accecato dei beni terreni ed è peggiore dell’alto e del rapinatore; è schiavo delle ricchezze, cui posporre ogni altra dimensione dell’esistenza umana.

L’usura dunque, secondo la convinzione di Berardino, apportava solo male fino alla decadenza delle città e della vita sociale . Un cancro le cui metastasi si diffondevano velocemente compromettendo tutta la vitalità del corpo

Un discorso attualissimo in un presente di inedita complessità, a livello internazionale e nazionale, tra pandemia e guerra causa di crisi energetica, inflazione e rischio recessione che spesso alimentano il fenomeno usura.

I dati ISTAT in Italia partendo dal 2021 completano il quadro segnalando oltre 3 milioni di persone in condizione di grave deprivazione materiale e quasi 15 milioni a rischio di povertà o esclusione sociale (25,4% della popolazione), confermando la maggior rischiosità per gli abitanti delle aree più povere (41,2% nel Meridione, 21% al Centro) ma anche il peggioramento nelle aree più ricche (17% del Nord Ovest e 14,2% del Nord Est). L’emergenza energetica e la crescita dell’inflazione, ormai al 12%, indeboliscono il potere d’acquisto delle retribuzioni e possono costituire il presupposto di un’ulteriore crescita della povertà nel nostro paese (6)

In queste condizioni è facile alimentare la spirale dell’usura che supportata spesso dalla criminalità organizzata aggredisce singoli individui, imprese , intere collettività. Il presidente della Fondazione toscana Ets ,Lelio Grossi nel presentare innsieme al Presidente della regione Giani, un progetto di prevenzione e uno sportello di ascolto traccia un identikit del contesto nel quale il fenomeno dell’usura tende a prosperare : “ “L’usura – afferma Grossi – vede come causa principale il sovraindebitamento, un fenomeno destinato ad aumentare a causa delle conseguenze della pandemia, degli aumenti dei costi energetici e di un momento storico sempre più difficile dal punto di vista economico e sociale. Con il sovraindebitamento crescono anche i ‘nuovi poveri’, famiglie colpite da perdite del lavoro, cassa integrazione, cessazione dell’attività o altri motivi che portano le persone, e le micro imprese a non poter più fronteggiare impegni economici e finanziari assunti in passato in maniera attenta e responsabile. Questi – aggiunge – sono gli utenti che si rivolgono maggiormente ai nostri centri di ascolto: famiglie che si impegnano per trovare possibili soluzioni, mentre diverse famiglie in difficoltà temporeggiano ad affrontare i loro problemi sperando di ottenere contributi o sospensioni di pagamenti in scadenza senza valutare il rischio di aggravare la loro situazione fino al punto di cadere nelle mani di profittatori e usurai. Mi rivolgo a queste persone, per dire loro di contattare i nostri centri di ascolto, dove troveranno persone disponibili e professionalmente preparate che possono aiutarli concretamente senza alcuna richiesta, spesa o commissione per il nostro intervento”. Stimolare un uso corretto del denaro e supportare chi vive situazioni di difficoltà economica e di sovraindebitamento sono gli obiettivi primari della Fondazione Toscana per la Prevenzione dell’Usura Ets. Attiva dal 2004, con sede centrale a Siena, conta su 44 centri di ascolto in Toscana e una rete di 150 volontari impegnati ogni giorno nell’assistenza e consulenza gratuita per aiutare chi non riesce ad accedere al credito bancario ordinario. (7)

Nello scenario post covid oltre 40 mila attività, stando alle stime elaborate da Confcommercio, guardano concretamente al baratro scavato dai cravattari, mentre gli altri reati (rapine, contraffazione e furti), nella percezione del comparto, diminuiscono di intensità. Dello stesso avviso è l’Organismo permanente di monitoraggio ed analisi sul rischio di infiltrazione nell’economia da parte della criminalità organizzata di tipo mafioso. Ente creato ad aprile 2020 dal Ministero degli Interni e presieduto dal prefetto Vittorio Rizzi, raccoglie tutte le forze di polizia italiane e si prefigge il compito di comprendere come le organizzazioni criminali abbiano rimodulato il proprio operato ed intervenire di conseguenza

Proprio a L’Aquila come si legge in un comunicato Ansa c’è stato un appuntamento con l’approfondimento tecnico-giuridico dedicato all’esame dell’impatto delle infiltrazioni mafiose sull’economia nazionale. L’associazione Vittime del Dovere e l’Università degli studi dell’Aquila, Dipartimento di Scienze Umane, propongono nelle giornate di giovedì 10 novembre, dalle ore 9.30 alle 13.30 e venerdì 11 novembre, dalle 9.30 ore alle ore 13.30, il convegno online dal titolo: “L’impatto delle infiltrazioni mafiose sull’economia nazionale. Come la società civile e il terzo settore possono aumentare il benessere sociale”, un evento accessibile da un link reso disponibile sul sito www.univaq.it.
L’iniziativa nasce dalla volontà di affrontare, con uno sguardo ampio e da più angolature un fenomeno crescente ovvero l’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale. Un aspetto questo che così come rilevato nella relazione della Commissione Antimafia nel 2018. “Pur in presenza di una forte riduzione del consenso sociale e di rilevantissimi colpi inferti da forze di polizia e magistratura – si legge – le mafie dimostrano tuttora una forza enorme sul piano politico-economico, acquisendo nuovi consensi all’interno delle élite imprenditoriali di diversi settori economici. Gli ingentissimi profitti ricavati dalle attività illecite sono reinvestiti nell’economia legale, dando luogo ad intrecci sempre più stretti tra criminalità mafiosa, corruzione, criminalità economica e dei colletti bianchi: le mafie sono diventate, nonostante la repressione, protagoniste di una parte dell’economia italiana e internazionale”.
Durante la pandemia, secondo l’Organismo permanente di monitoraggio e analisi sul rischio di infiltrazione nell’economia da parte della criminalità organizzata di tipo mafioso, istituito nel Ministero dell’Interno in data 8 aprile 2020, le infiltrazioni sono aumentate puntando alle aziende in difficoltà e alle attività commerciali dei settori colpiti dalle chiusure.
Scopo del convegno, moderato dalla giornalista e collaboratrice ANSA Valentina Rigano, è fare il punto sull’attuale situazione economica e sociale, cercando di individuare modalità e strumenti per poter contrastare le infiltrazioni e i reati di tipo economico-finanziario. (ANSA). (8 )

Quello che è cambiato con la pandemia è soprattutto il contatto iniziale tra gli usurai e le loro prede. Una volta infatti erano queste ultime a rivolgersi al “cravattaro”, oggi invece sono loro ad andare in cerca di “clienti”. Stando alle evidenze degli inquirenti, oggi gli usurai si informano, sanno dove colpire, si propongono al commerciante o al ristoratore, mostrando comprensione. Si presentano e offrono denaro o palesano la possibilità di rilevare l’attività (o parte di essa), prima che il loro bersaglio si rivolga alle istituzioni bancarie. Anticipano le esigenze.

Per la legge, un tasso d’interesse praticato per un finanziamento è usuraio se supera il cosiddetto “tasso soglia”, il cui calcolo è effettuato dal Dipartimento del Tesoro e comunicato ogni trimestre su una apposita “Tabella di rilevazione”. Questa viene aggiornata e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale con Decreto del Ministro del Tesoro ed esposta in ogni sede o sportello aperto al pubblico di banche e società finanziarie.

Nel corso del 2020, le istituzioni hanno potenziato gli interventi per contrastare l’usura. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) ha rifinanziato il Fondo per la prevenzione del fenomeno: circa 32,7 milioni di euro da distribuire a 113 “enti gestori” – associazioni, consorzi per l’accesso al credito e fondazioni – che a loro volta avranno il compito di impiegare tali risorse nei territori. Dal 1998 ad oggi, il Mef ha stanziato circa 670 milioni di euro. La Regione Lazio, invece, ha varato un fondo da 4,4 milioni di euro che prevede molteplici destinazioni. Circa 900 mila euro per le vittime di usura e per soggetti sovra-indebitati: fino a 5 mila euro a fondo perduto per ogni richiesta; garanzie per prestiti bancari fino a 50 mila euro da restituire in 10 anni: il tesoretto è da 1,6 milioni ed è funzionale a prevenire il ricorso al prestito usuraio. Su questo versante, ulteriori 650 mila euro sono messi a disposizione per consulenze legali e contabili; 770 mila euro, invece, per lenire i danni subiti dall’oppressione dei cravattari: per ogni domanda, un contributo fino a 20 mila euro a fondo perduto; 30 mila euro sono per il sostegno psicologico alle vittime; e, infine, 450 mila euro sono previsti per supportare il lavoro delle associazioni che operano nei contesti locali. Sono le stesse organizzazioni – iscritte all’albo regionale degli enti antiusura e a quello del Mef – a fare da tramite tra le istituzioni e le vittime per l’erogazione dei finanziamenti.

( 1) Il programma . Il 16, 17 e 18 Maggio, Triduo di preparazione: alle ore 18.30 nella Basilica di San Bernardino Santa Messa con predicazione e al termine preghiera al Mausoleo di San Bernardino

Venerdì 19 maggio (Vigilia della Solennità) alle ore 11.00 presso l’Auditorium del Parco, Tavola Rotonda “Il fenomeno dell’usura nell’attuale contesto economico-sociale. Dalla predicazione di San Bernardino da Siena ai giorni nostri”. L’Evento è organizzato dal Comando Regionale Abruzzo della Guardia di Finanza. Al termine Cerimonia di consegna del Trigramma Bernardiniano. Alle ore 17.00 alla Basilica di San Bernardino da Siena celebrazione della Santa Messa nella vigilia della Solennità presieduta dal Rettore della Basilica – Padre Daniele Di Sipio; al termine processione al Mausoleo del Santo, Transito e apertura dell’Urna, Consegna del cotone benedetto; Alle ore 19.30sul Sagrato della Basilica “Insieme contro l’usura”, Concerto della Banda musicale del Corpo della Guardia di Finanza.

Sabato 20 maggio – Solennità di San Bernardino da Siena – alle ore 7.00 nella Basilica del Santo, Santa Messa. Alle ore 11.00, Santa Messa solenne e Celebrazione dell’offerta dell’olio per la lampada votiva presieduta da Sua Eminenza il Cardinale Edoardo Menichelli, Vescovo emerito di Ancona – Osimo e offerta dell’olio a cura dell’Istituto Superiore “Giovanni Caselli” della città di Siena; Alle ore 17.30, sempre nella Basilica del Santo, affidamento delle Comunità con accoglienza sul sagrato al Sindaco di L’Aquila, ai Sindaci dei Comuni confinanti e dei vicini Comuni del versante laziale. Seguirà l’atto di Affidamento a S. Bernardino da parte delle autorità riunite presso il Mausoleo; alle ore 18.00,  Santa Messa Solenne Presiede il M. R. P. Luciano De Giusti OFM, Ministro provinciale dei Frati Minori di Abruzzo e Lazio: Alle ore 19.00, avvio della processione con la Statua e la reliquia del Santo per le vie della città con accompagnamento della Processione a cura del Complesso Bandistico Città di Paganica. Sul Sagrato della Basilica, al rientro della Processione, Benedizione solenne con la Reliquia del Santo, Preghiera per la Città di L’Aquila e per i Comuni presenti e chiusura della Solennità con l’esibizione del Gruppo Sbandieratori Città dell’Aquila. Anticipazione del programma. Domenica 14 Maggio alle ore 21.00 alla Basilica di San Bernardino Concerto in onore del Santo dell’Orchestra da Camera Aquilana e Corale 99 con la Direzione del Maestro Carmine Gaudieri

(2)https://www.ansa.it/abruzzo/notizie/2023/05/15/laquila-eventi-anti-usura-per-ricorrenza-di-san-bernardino_6ed29371-75fe-43be-9c5b-44488f747031.html

(3 )https://sanfrancescopatronoditalia.it/notizie/fede/accrocca-la-lotta-di-san-bernardino-alla-piaga-dell%E2%80%99usura-48471

(4 )https://www.radiolaquila1.it/2023/05/10/torna-a-laquilala-festa-di-san-bernardino-da-siena-compatrono-della-citta/

( 5)https://www.radiolaquila1.it/2023/05/10/torna-a-laquilala-festa-di-san-bernardino-da-siena-compatrono-della-citta/

(6)https://valori.it/wp-content/uploads/2023/03/XVI-rapporto-sul-microcredito.pdf

( 7 )https://www.toscana-notizie.it/-/lotta-all-usura-centri-di-ascolto-e-volontari-al-via-la-campagna-di-informazione

(8)https://www.ansa.it/canale_legalita_scuola/notizie/associazioni_familiari_vittime_terrorismo/2022/11/04/infiltrazioni-mafiose-ed-economia-confronto-allaquila_bc8c2db8-4dff-4e29-b5eb-e2f6a6082591.html

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