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“VENEZUELA . UN CONFRONTO LUNGO E COMPLESSO : LA LOGICA DI YALTA O LA DOTTRINA MONROE ” DI VALTER MARCONE

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Redazione-  E due .“È stata un’operazione brillante”. È così che il presidente Usa Donald Trump, in un’intervista riportata dal New York Times, ha definito la missione in Venezuela con cui è stato catturato Nicolas Maduro. gli Usa saranno “fortemente coinvolti nell’industria petrolifera del Venezuela”. Il capo della Casa Bianca ha poi fornito altri dettagli sull’operazione in una conferenza stampa a Mar-a-Lago, durante la quale ha precisato: “Gestiremo il Paese in attesa di una transizione sicura”. E’ stato un “assalto spettacolare mai visto dalla seconda guerra mondiale”, condotto “nei cieli, via terra e via mare”. Il presidente Usa ha paragonato il blitz alle operazioni contro Soleimani, al Bagdhadi e gli impianti nucleari iraniani. Poi ha confermato che le compagnie petrolifere americane si insedieranno in Venezuela. Il presidente venezuelano “è detenuto a bordo della nave Iwo Jima” e “verrà trasferito con la moglie a New York”.

Sicuramente, dunque quanto è accaduto in Venezuela ,una svolta storica nelle relazioni interamericane è un salto di qualità nella strategia statunitense verso il regime venezuelano, trasformando una pressione militare finora “perimetrale” in un intervento diretto sul vertice del potere.

Uno . Linvasione russa dell’Ucraina del 2022 è l’offensiva militare iniziata dalle Forze armate della Federazione russa il 24 febbraio 2022, invadendo il territorio ucraino e segnando così una brusca escalation del conflitto russo-ucraino in corso dal 2014. La guerra ha provocato la maggiore crisi per l’accoglienza di rifugiati in Europa dopo la fine della seconda guerra mondiale .In quattro anni di guerra da entrambe le parti centinaia di migliaia di morti e feriti , con fonti che indicano oltre 1 milione di perdite totali (tra morti e feriti) per la Russia, e decine di migliaia di militari ucraini morti, oltre a un numero significativo di feriti e vittime civili, con l’ONU che parla di oltre 50.000 civili uccisi o ferite .La guerra in Ucraina ha causato danni catastrofici al territorio, includendo milioni di ettari di foreste bruciate, inquinamento di suolo, aria e acqua da metalli pesanti e ordigni, e un enorme impatto climatico con milioni di tonnellate di CO2 rilasciate, compromettendo l’agricoltura (il “granaio d’Europa”) e minacciando la sicurezza alimentare globale, con stime di miliardi di dollari di perdite ambientali.

E poi : “ i morti possono essere molto utili. A me, personalmente, hanno risolto situazioni difficili più di una volta: primo, perché non parlano; secondo, beh, perché aggiustati bene possono sembrare vivi; e terzo, anche se gli spari, non succede niente perché al massimo potrebbero morire ma… sono già morti. È chiaro, no?”

Uno scenario sempre valido ,in ogni latitudine che solo il cinema poteva mirabilmente descrivere così come in “Per un pugno di dollari”, regia di Sergio Leone,( 1964)

“- Io non capisco perché, con tutti quei morti, dobbiamo seppellire proprio questi due.

– Ma, infatti, non li seppelliamo.

– Come sarebbe a dire ‘non li seppelliamo’?

– E… beh… sarebbe a dire che non li seppelliamo.

– E, allora, se non li seppelliamo, si può sapere a che servono questi due? Io vorrei capire perché stiamo faticando.

– Vedi, i morti possono essere molto utili. A me, personalmente, hanno risolto situazioni difficili più di una volta: primo, perché non parlano; secondo, beh, perché aggiustati bene possono sembrare vivi; e terzo, anche se gli spari, non succede niente perché al massimo potrebbero morire ma… sono già morti. È chiaro, no?

– Non è chiaro un accidenti e me ne vado. E poi, io sono vivo e voglio stare in mezzo ai vivi. E quando sarò morto vorrò stare in mezzo ai morti. E non mi piacerebbe che un vivo mi costringesse a stare in mezzo ai vivi. È chiaro per te?”.

Tre . A quando l’annessione di Taiwan da parte della Cina ?Non c’è una data stabilita per una “annessione” cinese di Taiwan, poiché la Cina considera Taiwan una provincia separatista e mira alla “riunificazione” (anche con la forza se necessario), mentre Taiwan si considera sovrana; previsioni recenti (2023) indicano 2027 come possibile termine, mentre la strategia a lungo termine della Cina punta al 2050 per la riunificazione, mantenendo lo “status quo” per ora ma con crescenti tensioni e manovre militari.

Gli scenari sono così completi. La triade del potere mondiale militare-industriale-tecnologica che muove le leve del potere economico e strategico ha in conclusione stabilito un tacito accordo .Purtroppo “l’orto concluso “ quello di Candido in questo caso è solo la libertà di poter fare quello che si vuole nel proprio territorio. Per Candido ” Il faut cultiver notre jardin ” (Dobbiamo coltivare il nostro giardino), significa lavorare attivamente, occuparsi della propria vita pratica e morale, e trovare senso nella fatica quotidiana piuttosto che nelle speculazioni filosofiche, un’idea che evoca l’ ortus conclusus medievale: un giardino chiuso e protetto, simbolo di paradiso terrestre, spiritualità e cura, dove coltivare se stessi e la propria piccola comunità. Niente di tutto questo che è appunto un aspetto positivo della gestione di se e del proprio vicinato. Anche attraverso la cattura di un Presidente legittimanete eletto in un paese sovrano.

Voce del verbo “CATTURARE” verbo transitivo: “Fare prigioniero, arrestare: catturare un ladro, un evaso; catturare un soldato nemico.” Abbiamo passato il segno da molto e, quest’ultimo episodio, costituisce un pericoloso precedente per tutti gli stati sovrani-.Per il momento è avvenuto nel cortile di casa .

Qui si tratta di ripudiare la logica di Yalta e di far “ ricicciare” la dottrina Monroe .

La narrazione internazionale dipinge il presidente del Venezuela Nicolás Maduro come il capo del “Cartel de los Soles”, oggi trattato apertamente dagli Stati Uniti come una struttura terroristico-criminale .Il “Cartel de los Soles” non è un cartello e non è guidato da un solo uomo, cioè dal presidente: è una rete di generali, apparati, ministri e diplomatici che mescola traffici illeciti, relazioni con Russia, Cina e Iran e controllo politico-militare di Caracas. Gli Stati Uniti li trattano come un’organizzazione terroristico-criminale, ma smantellare questa macchina criminale è quasi impossibile L’asse più importante è quello tra tra Venezuela e Iran: voli diretti Mahan Air-Conviasa, poi aerocargo Emtrasur, schemi di scambio carburante-oro, supporto tecnico iraniano alle raffinerie e i voli fantasma Caracas-Damasco-Teheran, citati in vari dossier per il trasporto di merci sanzionate, tecnologie dual use e personale legato alle Guardie rivoluzionarie.

Probabilmente il prossimo obiettivo dell’amministrazione statunitense , contiunando le proteste che hanno saldato alleanza tra studentui e commercianti sarà l’Iran che come è noto dopo il bombardamento dei suoi presunti laboratori per arricchimento uranio per costruire l’arma nucleare non ha potuto esprimere nessuna reazione considerato la condizione del suo apparato militare.

Cosa altrettanto simile per quanto riguarda l’apparato militare del Venezuela che pure comunque ha strumenti di difesa e quindi di opposizione in termini di rallentamento di qualsiasi attacco . Dall’ascesa del chavismo nel 1999 e, soprattutto, da quando Nicolás Maduro è al potere, le Forze Armate sono diventate un pilastro del sistema politico e sono guidate da oltre undici anni dal ministro della Difesa Vladimir Padrino López. Il Venezuela non ha un apparato in grado di sostenere una guerra convenzionale contro una superpotenza, ma ha costruito un sistema pensato per difendere il territorio, rallentare un attacco e renderlo costoso.

Com’è che l’operazione blitz per la cattura di Maduro è stata solo spettacolare , quasi in termini cinematografici come la definisce lo stesso Trump. ? Proverà il Venezuela ad ostacolare quell’occupazione che Trump paventa dicendo che saranno gli Stati Uniti a gestire il periodo di transizione sicura . E di che transizione si parla.

E’ certo .Dopo il blitz in Venezuela e la cattura del presidente venezuelano ad opera di Washington, l’America del Sud si spacca secondo la logica della destra e della sinistra .Lo scenario pverò è però come si diceva è quello del potere e quindi delle sfere d’influenza di Cina, Usa e Russia, e un’Europa sempre più spettatrice .In realtà però non c’è un’invasione. Niente ‘boots on the ground’, niente ‘forever wars’. Piuttosto, una politica estera compatibile con la sua base elettorale”. L’operazione, secondo le ultime ricostruzioni, è pensata per essere “spettacolare” e limitata:

Vedere l’America tornare a usare la forza nel cortile di casa, in quello che sembra un nuovo paradigma della Dottrina Monroe significa probabilmente l’abbandono della logica di Yalta.

La strada sembra segnata da tempo .Dopo l’elezione di Donald Trump,il diritto internazionale ha subito notevoli limitazioni dovute principalmente all’ “America First”. Una strategia concreta che ha compromesso appunto i principi del diritto internazionale perchè gli USA si sono ritirati da accordi (come l’Accordo di Parigi sul clima e l’accordo sul nucleare iraniano), mettendo in discussione alleanze tradizionali e sfidando norme e istituzioni internazionali. L’interesse nazionale prevale e prevalgono anche i rapporti bilaterali a scapito della cooperazione multilaterale e delle regole del diritto internazionale.

La logica di Yalta . Questa logica dava vita secondo gli accordi dei tre rappresentanti dell potenze vincitori Roosevelt, Churchill e Stalin nel febbraio 1945, alla divisione temporanea della Germania in quattro zone di occupazione e la creazione delle Nazioni Unite, ma soprattutto delineava le future sfere d’influenza in Europa, ponendo le basi per la Guerra Fredda attraverso compromessi sulla Polonia e la definizione di un assetto geopolitico diviso in blocchi, occidentale e sovietico. Una logica che negava la dottrina Monroe della politica estera statunitense, annunciata dal presidente James Monroe nel 1823, che stabiliva la separazione tra il sistema politico europeo e quello americano. La sua attualizzazione oggi si manifesta in vari scenari regionali, non solo nell’emisfero occidentale, ma anche in aree di cruciale rilevanza geopolitica come il Medio Oriente, laddove interessi strategici, alleanze di sicurezza e competizione interstatale si intersecano con dimensioni energetiche, tecnologiche e ideologico-politiche.

La crisi venezuelana rappresenta quasi un test in un’epoca on cui sembrava completamente superata Per gli Stati Uniti l’emisfero occidentale resta una priorità strategica Ed è stato ritenuto prioritario anche l’intervento in Venezuela per i seguenti elementi : l’alleanza strategica con Russia, Cina e Iran; la crescente interdipendenza energetica in un contesto di instabilità globale; l’emergere di rotte migratorie e crisi umanitarie che coinvolgono direttamente gli Stati Uniti; la presenza di basi, accordi militari e investimenti infrastrutturali che suggeriscono una penetrazione extra-emisferica nel continente americano.

Ha detto Donald Trump negli ultimi giorni “Cuba è un Paese che sta fallendo e noi vogliamo aiutare la popolazione cubana. È qualcosa di cui finiremo a parlare”. Seguirà Cuba?Il presidente della Colombia dovrebbe “guardarsi il didietro”. E poi la Colombia . “L’America può proiettare la propria volontà ovunque, in qualsiasi momento”. Lo ha dichiarato il segretario alla Guerra, Pete Hegseth, in conferenza stampa con il presidente americano, Donald Trump. “Il coordinamento, la furtività, la letalità, la precisione, il lunghissimo braccio della giustizia americana, tutto in piena mostra nel cuore della notte”, ha aggiunto. In sostanza L’operazione in Venezuela battezzata “absolute resolve”, ossia risolutezza assoluta. è per il presidente Donald Trump un messaggio chiaro a tutto il mondo:. “Il dominio degli Stati Uniti in America Latina non sarà mai più messo in discussione .”

Il dominio degli Stati Uniti su l’America latina non sarà mai più messo in discussione. Si comincia dal Venezuela .

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