UN FILOSOFO “SPINOZIANO”: TONI NEGRI (PARTE II) – PROF. DOTT. GABRIELE GAUDIERI
PEDAGOGISTA, DIDATTA, FORMATORE
Redazione- Il pensiero filosofico del Prof. Toni Negri si inserisce, a pieno titolo, nella società complessa, post-industriale dell’età compresa tra gli anni Ottanta del Novecento ed i primi venti del XXI secolo. Una delle opere più significative è , sicuramente, “IMPERO”, scritto con Michael Hardt che, originariamente, era stato considerato un saggio di filosofia politica, ma, ad un’attenta analisi, risulta un’opera straordinaria , poiché analizza la globalizzazione , nei suoi poliedrici aspetti, soffermandosi sugli effetti di questa dopo la fine della “guerra fredda”.
Il mondo, per Negri, è così cambiato che le vecchie “categorie” storiche, non solo non rappresentano più la realtà in perenne cambiamento, ma non colgono la “morte” degli stati-nazione, come l’impero britannico; è nata una nuova forma di sovranità, talvolta non percepibile dai lavoratori, dai cittadini e neanche da quella classe borghese che è stata essa stessa fagogitata da un “Leviatano”, che come una roulette, distrugge quei miseri resti dello Stato, così come insegnatoci dalle dottrine Novecentesche.
Che cosa è l’Impero di cui parla Negri? E’ tutto e nulla: sono le istituzioni sovranazionali, come FMI, WTO, ecc.., apparati che, come metastasi” si aggrappano a quella parvenza formale di democrazia/demagogia, sono i grandi tecnici a servizio di un capitalismo pervasivo, dei servizi segreti sempre deviati e devianti, il quale, al momento opportuno, interviene con la longa manus di un potere kafkiano: se serve uccide (vedi omicidio Pasolini), emargina, condiziona fortissimamente con strategie comunicative, con la creazione di stereotipi e la stessa conoscenza appare veicolata e funzionale a questa strategia polifunzionale: penso che, in modo diverso, siano stati antesignani di questo pensiero Pasolini, il quale dichiara che il consumismo capitalistico sia peggiore del Fascismo totalitario, poiché diviene “totalizzante”, pervasivo, distrugge le classi sociali, crea una società, come direbbe Bauman, liquida; un altro esponente, che ha timidamente evidenziato quanto detto, è Lucio Villari in “La roulette del capitalismo”: “Il capitalismo è un sistema che ha trasformato il mondo nel quale viviamo ed è uscito vittorioso dalla sfida lanciata dal Socialismo”.
Ho impiegato molto tempo per comprendere il “rivoluzionario” testo di Negri, poiché io, convinto marxista e comunista, trovavo difficoltà nel comprendere il suo messaggio “messianico” : mi sembrava, all’epoca, un testo anarchico, lontano dalla tradizione operaia e classica di sinistra, mi aggrappavo ancora a categorie morte e superate, che, forse, erano funzionali al capitalismo, tale è stato il Partito comunista dagli anni Settanta del Novecento alla sua dissoluzione!
Riuscii a comprendere il senso del libro, grazie all’aiuto fornitomi dall’amico di una vita, Prof . Luciano Onori, il quale mi fece notare che Negri non è mai pessimista, ma propone , sostituendosi alla classe proletaria, divenuta borghese dagli anni del boom economico, una moltitudine, composta da migranti (alcuni migranti consapevoli, non quelli massificati o al servizio della malavita!), movimenti sociali vari, lavoratori che, in virtù di lavori, non alienanti, in senso marxiano, possono tentare una nuova forma di democrazia, tra questi potrebbero rientrare i docenti universitari, gli intellettuali (termine non amato da Negri), ossia da coloro che rinunciano a “farsi cullare” dal conformismo degli emergenti ceti, fautori delle “umane sorti e progressive”.
Mi sono chiesto se Negri tenesse conto del pensiero hegeliano, che contrasta, quasi del tutto, la sua proposta, ma, riflettendo attentamente possiamo notare che condivide con lui che la realtà è storica, non esiste un potere naturale, ma esso è prodotto dalle elites, contro cui combattono le energie, provenienti dal conflitto sociale, che è eterno e “l’eternità abbraccerà sempre chi , rifiutando una vita borghese ed insulsa, porta avanti il cambiamento…”: è una consolazione metafisica o realtà…la storia giudicherà!
