“LE BANDE GIOVANILI ” (4 PUNTATA) – PROF. DOTT. GABRIELE GAUDIERI
Redazione- Nelle precedenti puntate ho analizzato, in modo analitico, il comportamento di alcune bande giovanili.Ora intendo far comprendere ai lettori ed agli operatori le motivazioni per cui gli adolescenti, più facilmente degli adulti, entrino in associazioni o bande fuorilegge. Negli ultimi anni i pedagogisti, servendosi dell’ausilio della psicologia e delle neuroscienze, hanno cercato di comprendere che cosa accada nel cervello dei preadolescenti e degli adolescenti e perché essi, talvolta, abbiano atteggiamenti davvero irrazionali: il cervello dell’adolescente “lavora” in modo diverso da quello di un adulto, così come dimostrato da consolidati studi, come quello del “Brain and Development Laboratory dell’Università di Leida, sconosciuti, ahimé, sia dal grande pubblico, ma anche da “esperti” che lavorano nelle scuole.
Il processo di trasformazione avviene durante la pubertà, età in cui è stato dimostrato che la comunicazione tra le diverse aree cerebrali non è ancora ben definita e può venir meno l’equilibrio tra le attività delle diverse regioni cerebrali; ricerche affidabili, negli ultimi anni, hanno consentito agli scienziati di osservare addirittura il cervello dell’adolescente durante una qualche attività. Non dobbiamo dimenticare che lo sviluppo del cervello è condizionato dai processi ormonali, che “ gestiscono” le emozioni e le “relazioni sociali”, i percorsi neurali diventano più efficienti. Dobbiamo tener presente, tuttavia, che, proprio in questo periodo, la crescita del cervello è fortemente influenzata dall’ambiente sociale circostante, che deve essere ricco di stimoli, ma anche far apprendere all’adolescente regole di buon comportamento, per cui questi ha bisogno, per diventare un adulto ben inserito nel contesto sociale, di una giusta severità dei docenti, degli educatori e dei genitori che oggi, sono diventati “ figli dei loro figli”; in questa fase il permissivismo, le promozioni facili, i voti REGALATI, NON MERITATI non aiutano il processo di crescita! A tal uopo giova ricordare “L’EMILIO” di Rousseau, citato spesso a sproposito da chi propone la scuola facile e permissiva, diseducante dei giorni nostri, il quale, analizzando l’infanzia, ritiene che si debba applicare nei confronti del bambino la cosiddetta “educazione negativa”, ossia l’educatore deve permettergli di auto-educarsi, di seguire la sua natura e astenersi il più possibile dall’intervenire a sproposito con moniti che il bambino non potrebbe comprendere! L’ “educazione negativa” riguarda, tuttavia, l’infanzia non la preadolescenza o l’adolescenza, in cui, secondo Rousseau, dobbiamo portare avanti l’ “educazione positiva”, ossia il docente deve farsi interprete di imporre leggi che, in quella precisa fase, il preadolescente e l’adolescente devono introiettare ( è una considerazione simile a quella che farà Freud, il quale afferma che dal “principio di piacere” del bambino si deve passare al Principio di realtà dell’adolescente!); la Scuola di oggi, con mille ingranaggi burocratici sta conducendo, inesorabilmente, gli adolescenti all’infantilismo, all’assenza totale di responsabilità, ad essere supportati su tutto…probabilmente un dio aiuta questi giovani a non rincretinirsi! Torniamo al problema principale : l’adolescenza è l’età compresa tra infanzia ed età adulta, deriva dal verbo latino “adolescere”, crescere e va dai 10-11 anni ai 22 e per un funzionamento ottimale del cervello adolescente è necessario che funzioni bene la corteccia visiva, che si trova nella parte posteriore, ma, talvolta, le diverse regioni si sviluppano, in tempi diversi, per cui la regione, ad esempio, dell’emotività si attiva prima di quella del controllo delle emozioni: questo può essere il motivo per cui i giovani corrono spericolatamente con le loro moto truccate e subiscono il fascino di alcuni ragazzi , un po’ più grandi, appartenenti a bande, le più disparate, che potenziano gli “atti di coraggio”; l’adulto, che dovrebbe vigilare attentamente, spesso non è presente o se lo è si limita a dare tutto ciò che l’adolescente chiede, non consapevole del male che fa nell’assecondarlo totalmente!
Dovremmo fare particolare attenzione alla “pubertà”, che viene giustamente definita come un periodo molto difficile in cui i giovani vengono condizionati da trasformazioni ormonali, che fanno sì che il corpo di un bambino si trasformi in quello di un adulto: la percezione di un seno grande, in una ragazza o dello sviluppo dei peli nella zona pubica e ascellare, insieme al cambiamento della voce, fa sì che alcuni ragazzi vivano questo periodo come uno dei più travagliati della loro esistenza, cadendo , talvolta, in depressione o, come nel caso delle ragazze, in problemi di disturbi dell’alimentazione.
E’ proprio di quest’età avere la necessità di una rete, come prevede la legge 328/2000, tra diverse figure istituzionali, quali il PEDAGOGISTA, il cui albo è stato istituito con la Legge 55/2024, che dovrebbe interagire con i singoli docenti, il cui ruolo primario è insegnare la loro disciplina, collaborando col pedagogista o, se necessario con lo psicologo od altre figure…il docente che diventa assistente sociale, psicologo e pedagogista è condannato a divenire un “tuttologo” nocivo a sé ed alla Scuola.
Talvolta alcuni genitori chiedono come insegnare principi etici ai loro figli, che spesso vivono nell’anomia;la risposta la fornisce sempre Rousseau, il quale afferma che in preadolescenza ( non usa questo termine) si può insegnare il senso morale, facendo comprendere l’utilità pubblica della stessa ( se universalizzassi il furto nessuno potrebbe vivere tranquillo, per cui il furto deve essere condannato), in un’età più grande (adolescenza) si può insegnare l’amore per se stessi, non ovviamente in chiave narcisistica, e, quindi, per gli altri, proponendo, altresì, viaggi nei luoghi del dolore: carcere, brefotrofi, ecc… di modo che l’adolescente conoscerà le realtà della vita e, forse, non si farà prendere dall’isteria per non aver avuto l’ultimo telefono cellulare alla moda!
La proposta di visitare i luoghi del dolore è sempre di Rousseau!
PROF. DOTT. GABRIELE GAUDIERI
PEDAGOGISTA, DIDATTA, FORMATORE
