Redazione- L’inizio dell’anno ha un’aura particolare. C’è chi lo vive come una pagina bianca, chi come un “reset” necessario, chi ancora come un’occasione per rimettere in ordine le priorità. Eppure, dietro l’entusiasmo dei buoni propositi e delle frasi motivazionali, gennaio e febbraio possono trasformarsi nei mesi più pesanti dal punto di vista emotivo. Il motivo è semplice: il cambiamento, anche quando lo desideriamo, richiede energie. E non sempre ne abbiamo abbastanza.
Dopo le feste, molte persone si ritrovano a fare i conti con un brusco ritorno alla routine, con scadenze accumulate, obiettivi lavorativi che ripartono a pieno ritmo e conti da sistemare. A tutto questo si aggiunge la pressione del “ricominciare bene”, come se i primi giorni dell’anno dovessero per forza dimostrare che siamo già sulla strada giusta. Questa aspettativa, spesso invisibile ma costante, può creare ansia e senso di inadeguatezza: se non siamo subito produttivi, se non siamo subito motivati, se non ci sentiamo “nuovi”, allora sembra che stiamo sbagliando.
Perché gennaio e febbraio sono spesso i mesi più pesanti
I primi mesi dell’anno non sono difficili solo per motivi psicologici: anche il contesto fa la sua parte. Le giornate sono corte, la luce è ridotta e le temperature rigide limitano la vita all’aperto. In molte città si passa dal lavoro alla casa senza vere pause, e questo riduce le occasioni di decompressione.
Il risultato è un mix che può diventare complesso da gestire: stanchezza, irritabilità, sonno irregolare, calo di energia e una sensazione diffusa di “dover recuperare”. A volte non è nemmeno una questione di eventi concreti, ma di percezione: si ha la sensazione di essere sempre un passo indietro, come se l’anno fosse partito e noi stessimo ancora cercando il ritmo giusto.
Ritagliarsi tempo per sé: non è un lusso, è una strategia
Ecco perché, nei primi mesi dell’anno, ritagliarsi del tempo per sé non è un capriccio. È una necessità. Significa creare spazi in cui abbassare il volume del mondo e rientrare in contatto con ciò che ci fa stare bene. Per qualcuno può voler dire fare una passeggiata senza meta, anche breve, solo per respirare. Per altri può essere tornare a un’attività fisica leggera, come lo stretching o lo yoga, senza l’obiettivo di “performare” ma solo di sentirsi più presenti nel proprio corpo. C’è chi trova sollievo nel leggere un romanzo, nel cucinare con calma, nel dedicarsi a un hobby creativo o nel concedersi mezz’ora di silenzio lontano dalle notifiche.
In questo contesto rientra anche l’intrattenimento online, che può diventare un momento di svago e leggerezza se vissuto con equilibrio. Una serie tv, un videogioco, un podcast o contenuti digitali scelti con consapevolezza possono aiutare a staccare la mente dalle preoccupazioni quotidiane e a recuperare energie. Anche piattaforme come NetBet rientrano tra le opzioni che alcune persone scelgono per concedersi una pausa. Insomma, riuscire a prendersi dei momenti per sé stessi può contribuire a ridurre la tensione e a ritrovare un po’ di leggerezza.
La fatica dei nuovi inizi secondo un sociologo famoso
Un aspetto spesso sottovalutato è che l’inizio dell’anno, proprio perché simbolico, amplifica i pensieri che già avevamo. Chi è insoddisfatto del lavoro tende a sentirlo ancora di più. Chi vive un periodo complicato nelle relazioni può percepire gennaio come una salita ripida. Chi ha rimandato scelte importanti può provare un senso di urgenza improvviso.
In questo senso, è utile ricordare il pensiero del sociologo Zygmunt Bauman, noto a livello mondiale per le sue riflessioni sulla “modernità liquida”. Bauman ha sottolineato più volte come l’incertezza tipica della società contemporanea renda più difficile attraversare cambiamenti e transizioni: quando il mondo intorno sembra instabile, anche un nuovo inizio può essere vissuto non come una promessa, ma come un rischio. Ripartire, quindi, non è automaticamente liberatorio: può diventare un peso, soprattutto se ci sentiamo soli nel gestire aspettative, paure e responsabilità.
Ripartire con un ritmo sostenibile
L’obiettivo non è “fare di più” per sentirsi all’altezza dell’anno nuovo, ma trovare un ritmo sostenibile. I primi mesi possono essere i più duri proprio perché chiedono adattamento, e l’adattamento richiede tempo. Invece di forzarsi a cambiare tutto subito, può essere più efficace iniziare da una cosa semplice: concedersi ogni giorno un momento che sia davvero proprio. Anche pochi minuti, ma con continuità, possono fare la differenza tra un inizio anno subito in salita e una ripartenza più umana, graduale e stabile.