“IL DIAVOLO VESTE PMURT” – PROF.SSA GABRIELLA TORITTO

Redazione-  Nel film “Il diavolo veste Prada” la protagonista è Andi Sachs, la quale subisce una metamorfosi personale, una ‘mutazione genetica’, finalizzata al successo che la trasformano in una professionista spietata, priva di valori e di scrupoli, come colei che le è a capo. Dopo tanto ‘affannoso sgomitare’, Andi conosce il riscatto morale allorquando comprende che rinnegare gli affetti più cari, vendere l’anima al diavolo, non valgono la vera mission della vita. “Il diavolo veste Prada” in fondo è un film d’altri tempi, dato ciò che accade attorno a noi. Mi chiedo se nel distopico mondo che stiamo vivendo ci sia ancora la possibilità di un qualche riscatto morale per alcuni personaggi potenti, se ci sia la possibilità di una catarsi, di una qualche purificazione ed elevazione dell’anima.

Intorno vedo menzogna, inganno, rapaci predatori, sostenuti, appoggiati da altri rapaci un po’ più piccoli, perciò destinati anch’essi a soccombere e ad essere ‘fagocitati’.

E i predatori hanno già predato e accumulato stratosferiche ricchezze, complici i governi che non hanno loro imposto tasse, oggi particolarmente utili a sopperire ai fabbisogni di un welfare impoverito, quasi scomparso, con persone che non riescono più a curarsi, né arrivano a fine mese. La terra, l’acqua, l’aria e tutte le ricchezze del sottosuolo, dalle risorse energetiche ai metalli rari appartengono a tutti, appartengono all’uomo. Il rapace prima o poi verrà abbattuto.

E con le stratosferiche ricchezze accumulate il predatore ha costruito attorno a sé ‘fortificazioni’ d’ogni sorta, anche milizie che rispondono ai suoi comandi che non sono legittimati da norme riconosciute come democratiche.

L’ICE, ossia quella che, stando alla denominazione, dovrebbe essere l’Immigration and Customs Enforcement, ossia un’agenzia federale degli Stati Uniti che applica le leggi sull’immigrazione e svolge attività di sicurezza interna, si sta rivelando tutt’altro e, con la ripresa della presidenza Trump nel 2025, le operazioni dell’ICE stanno suscitando dibattiti e tensioni politiche in molti paesi oltre che negli USA.

L’ICE è stata voluta dal presidente George W. Bush dopo gli attacchi dell’11 settembre 2001. Le sue attività dovrebbero servire sia a garantire la sicurezza nazionale sia a difendere gli interessi strategici degli Stati Uniti. Conta oltre 21mila addetti e opera con un budget autonomo annuale che raggiunge diversi miliardi di dollari. Gli agenti dell’ICE, che operano prevalentemente nelle città, possono fermare, trattenere e arrestare persone sospettate di trovarsi illegalmente negli Stati Uniti, ma, per entrare in un’abitazione o in un altro spazio privato, è necessaria un’autorizzazione legale sotto forma di mandato giudiziario firmato. Negli ultimi tempi, tuttavia, si è distinta in modo feroce anche con l’uccisione di persone inermi.

A giorni l’ICE sarà nel nostro paese in occasione dei giochi olimpici Milano-Cortina. Dicono che verrà per tutelare e vigilare sulla sicurezza fisica e personale sia del vicepresidente sia del ministro degli Esteri degli USA. Rimarrà chiusa all’interno della Questura di Milano oppure nel consolato americano? La preoccupazione è generale. Molti sono i politici, i giornalisti, gli intellettuali e i cittadini che sollevano dubbi e obiezioni: quell’intelligence statunitense scambierà informazioni con la nostra intelligence? È sempre accaduto. Sì, ma in contesti storici in cui non vigeva l’attuale amministrazione statunitense la quale autorizza e legittima il crimine.

Da noi ci sono esponenti politici che tentano di minimizzare e sostengono che l’ICE non equivale poi alle SS. La coincidenza però vuole che tutto stia accadendo a ridosso del 27 gennaio, ricorrenza del Giorno della Memoria, coincidenza che dovrebbe farci allarmare se non rabbrividire. Già perché Minneapolis dimostra che siamo di fronte ad una milizia parallela come quelle conosciute negli anni Venti e Trenta del secolo scorso in Germania e in Italia. La MVSN, ovvero la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, meglio conosciuta sotto la locuzione “camicie nere”, fu istituita come forza paramilitare da Benito Mussolini nel gennaio 1923. Rispondeva direttamente al capo del governo per mantenere l’ordine pubblico, agendo in parallelo al Regio Esercito dagli anni Venti fino alla Seconda Guerra Mondiale. Ricordiamo la MVSN per le operazioni e per le esecuzioni, definite dello squadrismo fascista, durante il “Biennio Rosso” e per la legalizzazione delle squadre d’azione dopo la Marcia su Roma. Ufficialmente era “a servizio di Dio e della Patria”, operava per l’ordine pubblico, la sicurezza e la formazione premilitare. Solo quel Dio sa che cosa poi è accaduto davvero.

Parallelamente in Germania le Sturmabteilung , ossia le SA, reparti d’assalto speciali, o “squadre d’assalto”, costituiti durante la Grande Guerra, divennero il primo gruppo paramilitare del Partito Nazista e divennero note anche come “camicie brune” dal colore della loro divisa. Concorsero all’ascesa di Hitler al potere, protessero i raduni e le assemblee dei nazisti, irruppero durante le riunioni dei partiti avversari, mobilitandosi contro i loro corpi paramilitari. Ciò di cui si macchiarono è Storia.

Attualmente fra i cittadini è diffusa la paura verso le istituzioni. L’ICE è costituita da uomini armati fino ai denti, bardati fino agli occhi, non identificabili, impuniti. Sono agli ordini di un qualche personaggio che usa la menzogna a ogni pie’ sospinto, che pensa di essere il deus ex machina mondiale, che ordina di uccidere nel proprio paese, fingendo poi di commuoversi per i giovani assassinati in terre altrui a causa della repressione.

Soffia un vento terribile. È il tempo della Apocalisse

Nel film “Il diavolo veste Prada” i protagonisti sono donne e molte sono le donne che ruotano attorno a quegli alieni che stanno sconquassando il mondo. Aspirano tutte ad essere la superperfezione estetica e il dollaro ha loro concesso di ridefinire il viso e il corpo tanto da non riconoscerle più fra il prima e il dopo. Gli uomini non sono da meno.

Ritengo che così come nei nostri paesi democratici si impedisce il chador al fine di identificare le donne arabe che lo indossano, si dovrebbe vietare la chirurgia estetica per meglio identificare chi sono veramente, moralmente coloro che rappresentano e governano i cittadini elettori: il volto è lo specchio dell’anima. Se però quel volto è alterato, mascherato attraverso ripetuti interventi estetici – e di certo non mi riferisco agli interventi di ricostruzione dovuti a malattie o a traumi subiti – allora quel volto è alterato e non più identificabile nella sua vera essenza, nella sua natura.

Siamo al cospetto della volontà di alcuni rapaci predatori che scientemente hanno pianificato la militarizzazione di interi territori perciò l’ICE fa tremare. Sì, sono le nuove SS. I politici si sveglino, così i cittadini. La menzogna però serpeggia ovunque e con i dispositivi informatici e tecnologici di cui i potenti dispongono è facile costruire una propaganda menzognera. La propaganda è stato l’alimento più vitale e prolifico dei regimi totalitari di ieri e lo è anche di oggi. Gli anni Venti e Trenta del secolo scorso ne sono la più obiettiva ed inconfutabile fonte di documentazione.

Le criticità di un sistema vanno affrontate con provvedimenti costruttivi e non distruttivi a discapito dei più indifesi.

Nel frattempo, il core business dello sport olimpico è stato oscurato, gli atleti dimenticati. Siamo dinanzi all’ascesa mondiale di una stella oscura: un nuovo Hitler. La degenerazione etica è così diffusa e radicata che sembra direttamente proporzionale all’escalation di quella estetica – non di crociana memoria – artificiale, chirurgica che esalta la maschera e che oscura il volto così come la feke, ossia la menzogna perenne istituzionalizzata, obnubila la verità.

La feke. Quel parlare sempre in positivo è il diavolo che alletta, che blandisce: “Va tutto bene”; “E’ un bravo ragazzo”; “Paparino”.

F.to Gabriella Toritto

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