” IL RITIRATO”, ADOLESCENTI HIKIKOMORI | ” STARE IN DISPARTE”, RITIRARSI- DOTT.SSA ANTONELLA FORTUNA

Adolescenti Hikikomori = “stare in disparte”, ritirarsi

PROFILO:

Non esce dalla camera, nemmeno per lavarsi e mangiare .

  • La camera è disordinata, piena dei suoi cimeli e ha un computer
  • Inversione sonno veglia
  • Passioni tipiche: videogiochi, manga.
  • Sostituzione dei rapporti sociali diretti con quelli in internet

E’ una  “sindrome psicosociale”, una “scelta” in relazione ad un contesto

 Nei primi casi giapponesi ( Tamaki Saitō, Giappone anni ’80 ) l’analisi della famiglia individuava:

– Padre assente/prevaricante

–  Madre simbiotica

Il fenomeno degli Hikikomori comparira’, poi, massicciamente,  quando la cultura tradizionale giapponese va in crisi  in un contesto sociale postmoderno in cui si evincono:

  • ambito globale, occidentalizzato, tecnologico e performativo;
  • Tensione narcisistica al raggiungimento degli standard
  • cultura affettivo-narcisistica: ricerca dei talenti, estetica esacerbata.

Fattori influenti

Un corpo difficile da mentalizzare per gli adolescenti che vivono intensamente i sentimenti di colpa e vergogna; ha troppi limiti rispetto alle aspettative: è mortale, complementare,pieno di difetti.

I nuovi impulsi e desideri appaiono ingovernabili , le pulsioni emergono, irrompono.

Avviene la maturazione del processo di “separazione_ individuazione” cosicche’ l’estromissione della madre dalla sua gestione può essere dolorosa in quanto l’adolescente che cerca la sua via, sente di avere un debito di riconoscenza nei suoi confronti

La socializzazione fraintesa con il gruppo

  • Il gruppo è il vero oggetto di interesse, ma non riesce a farsi capire: il ritirato, ha modi e look

infantili, troppi vincoli .

  • Il gruppo si sente attaccato, lui assume atteggiamenti supponenti, in classe si chiude e si blocca.
  • Amicizie difensive con altri ragazzi fuori dal gruppo.
  • Il gruppo accelera, produce nuovi miti, il ritirato non sta al passo
  • Circolo vizioso: il ritirato non apprende codici e linguaggi virili, non sperimenta, il gap aumenta
  • A diversità sancita, lo sguardo del gruppo diviene insostenibile: non rimane che ritirarsi

Inizia il ritiro sociale acuto, assenza di contatto con i nuovi oggetti, ci sono solo i familiari

  • Dopo una prima fase di benessere, le giornate diventano tristi, sviluppa una depressione da

fallimento/carenza di relazioni sociali.

Il rifugio nel virtuale in  cui la tecnologia è usata come anestetico:

  • La virtualità del ritirato non è negazione del reale.
  • In rete va il Sé adolescenziale maschile, fragile necessità di una frustrazione sopportabile.
  • In rete si attivano i sentimenti dell’adolescenza ma possono essere filtrati e

controllati. C’è la possibilità di usare un tempo per rispondere, di chiudere, di cambiare

scenario.

Lo sguardo dei pari non oltrepassa la barriera  e si puo’ utilizzare un avatar

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