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UN PERCORSO DI MUSICOTERAPIA A SCUOLA

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Redazione-Quello descritto nell’articolo seguente rappresenta uno dei tanti casi che il musicoterpista può trovarsi ad affrontare, nel frangente in un istituto scolastico.

Laura (nome convezionale), affetta da “Sindrome di DiGeorge” arriva traumatizzata all’Istituto Comprensivo “Don Lorenzo Milani” a seguito del terremoto nel Reatino. Subisce un ulteriore shock per un successivo grave episodio sismico avvenuto nella zona aquilana.

Nel frattempo, su sollecitazione dell’insegnante di sostegno – che aveva notato in lei una forte propensione musicale – il Collegio Docente e la Preside approvano l’idea di un intervento musicoterapico e dopo una lunga ricerca, il Dott.  Giampiero Carollo accetta l’incarico. Suo il racconto della singolare esperienza.

                                                                                                                                             S.G.

Sono stato contattato dalla scuola nel mese di dicembre, dopo una lunga ricerca – così mi è stato riferito – al fine di trovare un musicoterapeuta che potesse realizzare un progetto di musicoterapia per una bambina affetta da “Sindrome di DiGeorge” e, dopo varie riflessioni, accettai l’incarico. Così dal mese di gennaio fino a giugno ho avuto la possibilità di realizzare quindici sedute di musicoterapia con una bambina che chiameremo convenzionalemente Laura presso l’Istituto Comprensivo “Don Lorenzo Milani” di Pizzoli (AQ).

Le sue condizioni di salute, già gravi, erano state ulteriormente appesantite da due forti esperienze traumatiche, susseguitesi in tempi brevi, a causa dei terremoti nel Reatino e nel territorio aquilano. Proprio a seguito del primo episodio sismico la bambina era stata trasferita a Pizzoli, per subirne un altro a distanza di poche settimane.

In queste condizioni di grave shock ho iniziato le sedute di musicoterapia. Ho pensato subito di realizzare un trattamento con tecniche di musicoterapia attiva. L’intervento musicoterapico ha avuto lo scopo di agire sulla sfera neuropsicologica, cognitiva ed emotiva, lavorando in particolare sulle aree del senso-motorio e della comunicazione, emozione/motivazione.

L’alunna, in grado di emettere soltanto dei suoni gutturali (non dispone infatti di capacità di linguaggio), possedeva una limitata capacità motoria e presentava una motricità fine poco sviluppata. In compenso il suo forte interesse nei confronti del sonoro-musicale e la sua curiosità nei confronti dello strumentario hanno permesso l’attuazione di un proficuo trattamento musicoterapico.

All’interno di questo percorso mi ero prefissato determinati obiettivi: favorire le abilità motorie, raggiungere una maggiore consapevolezza nei confronti degli altri, un miglioramento dell’attenzione e il ridimensionamento del tono ansioso.

Laura ha indubbiamente mostrato verso questo tipo di attività un notevole apprezzamento/divertimento che ha permesso di lavorare in maniera ottimale per il raggiungimento degli obiettivi prefissati: ha messo in atto una continua manipolazione dello strumentario Orff e si sono verificati alcuni momenti in cui l’alunna ha accennato un utilizzo ritmico degli strumenti musicali. L’intervento ha permesso inoltre di raggiungere miglioramenti nell’area dell’attenzione e nella relazione. Si è potuto notare, infatti, una maggiore durata degli interventi sonoro/musicali e un sempre maggiore scambio tra noi, attraverso l’uso degli strumenti musicali.

Al di fuori del setting, secondo le parole delle figure professionali che continuano a seguirla, mostra una gestualità accentuata, un’emissione di nuovi suoni vocali e una maggiore reazione agli stimoli. L’esperienza si può quindi definire un grande successo, sotto tutti i punti di vista. Dal punto di vista umano, dal punto di vista degli obiettivi da raggiungere attraverso il trattamento musicoterapico, dal punto di vista del rapporto lavorativo che si è instaurato e che sembra possa proseguire.

Non è così comune, all’interno di contesti scolastici, spesso numerosi e con tante esigenze diverse, trovare persone che si prodighino in tal maniera allo scopo di migliorare il benessere e le condizioni di uno studente in tali gravi condizioni. Perciò non posso fare a meno di ringraziare tutti coloro (Preside, insegnanti e genitori) che hanno fortemente voluto che Laura potesse fruire di sedute di musicoterapia, dandomi così la possibilità di realizzare qualcosa di bello e, soprattutto,

di utile per la salute della bambina.

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