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ESSERE MUSICOTERAPISTI NEL REGNO UNITO: LA FORMAZIONE E GLI SBOCCHI LAVORATIVI

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Redazione-I corsi di formazione per diventare musicoterapisti nel Regno Unito sono corsi di laurea specialistica e quindi, per accedervi, è necessario avere una laurea triennale in musica oppure avere una laurea triennale di altro genere ma unita a profonde conoscenze musicali. I corsi attualmente riconosciuti dal HCPC sono sette:

  • Queen Margaret University, Edinburgh
  • Guildhall School of Music and Drama, Londra
  • Master of Music Therapy (Nordoff Robbins) – Music, Health and Society – London and Manchester
  • University of Roehampton, Londra
  • University of the West of England, Bristol
  • Anglia Ruskin University, Cambridge
  • University of South Waleswydd, Cardiff

Sul sito della BAMT (www.bamt.org) sono indicati anche dei brevi corsi di formazione, per lo più introduttivi alla musicoterapia.

Per accedere ai corsi di formazione sono richiesti anche altri requisiti. Alla Guildhall School for Music and Drama, per esempio, è necessario avere più di 25 anni ed aver svolto esperienze lavorative (volontarie o retribuite) in setting educativi o di aiuto al di fuori del percorso formativo.

Il corso è full-time, della durata di due anni. Ciò significa che i giorni di lezione sono due a settimana. L’attività clinica, supervisionata da un musicoterapista iscritto al HCPC, comincia dal primo semestre del primo anno in almeno due differenti setting e continua obbligatoriamente anche nel secondo anno per un totale di circa 340 ore di esperienza sul campo.

Per quanto riguarda invece gli sbocchi lavorativi, in Inghilterra i musicoterapisti possono lavorare negli ospedali sia pubblici che privati, scuole pubbliche, scuole per bambini con disabilità, centri diurni, hospice, strutture residenziali per anziani, prigioni, centri di riabilitazione acuta e post-acuta. Cosa che in Italia, non accade, vista l’incertezza sul riconoscimento della professione soprattutto in ambito sanitario.

Il lavoro al Birmingham Centre for Arts Therapies, mi ha fatto toccare con mano quanto, in questo paese, il musicoterapista sia visto con professionalità. In Italia, quell’incertezza della professione a cui accennavo, sembra rendere necessario –  per essere più credibili in ambito lavorativo –, un percorso accademico aggiuntivo, molto più apprezzato se riguarda titoli dell’area sanitaria. Ciò non toglie che anche nel Regno Unito è richiesta una formazione professionale continua e, soprattutto all’inizio, una

costante supervisione.

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