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MUSICOTERAPIA PREVENTIVA IN AMBITO SOCIO EDUCATIVO

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Redazione-Numerosi oramai i convegni che presentano le diverse applicazione della musicoterapia in vari ambiti, come quello che si è svolto a Senigallia l’11 marzo scorso intitolato “Musicoterapia preventiva in ambito socio educativo” , promosso dalla Scuola di Musica “G. Giovanni Chelli” con sede? a Grosseto e dall’Associazione “Musica XXI” operante a Milano, con un duplice obiettivo: sia quello di avere un confronto sulle diverse esperienze di intervento nell’ambito della Mt; sia quello di essere un’occasione di promozione di una “buona pratica”, soprattutto metodologica, nell’ambito dei contesti educativi e clinici che prevedano, come modalità prevalente, la comunicazione non verbale e l’insieme corpo-suono-musica.

Sono emerse tematiche interessanti che hanno offerto una panoramica lungo l’intero arco dell’età evolutiva, dalla primissima infanzia all’adolescenza; si sono attraversati, in maniera trasversale, i diversi contesti sociali, dalla scuola, alla famiglia adottiva, [e] alle [diverse] popolazioni colpite dalle calamità naturali che hanno messo a dura prova il Centro Italia negli ultimi tempi.. In particolare è stato riportato un’importante intervento musicoterapico svolto a L’Aquila, a sostegno della comunità aquilana colpita dal terremoto del 2009 ed  in particolare presso una scuola della primissima infanzia con bambini che, all’epoca del terremoto, erano appena nati o avevano fino ai trenta mesi di età. .

I diversi interventi, che si sono susseguiti durante quella giornata, hanno tutti considerato la Musicoterapia come una disciplina che : favorisce l’integrazione scolastica in casi di importanti forme di disabilità, e in generale là dove si presentano difficoltà di apprendimento e/o deficit di attenzione; supporta e contribuisce attivamente alla costruzione dell’identità personale e sociale in adolescenza; offre una rappresentazione simbolica di situazioni traumatiche vissute dai bambini adottati; promuove e consolida lo sviluppo psicomotorio nelle esperienze di acquaticità sperimentate nella prima infanzia; aiuta  ad elaborare  – drammatizzandole – le emozioni che la comunità ha vissuto in una condizione di calamità naturale e di emergenza.

Si è sottolineata l’importanza di affiancare la Musicoterapia agli ormai consolidati interventi terapeutici e riabilitativi, come scienza che favorisce l’efficacia, a lungo termine,

di interventi integrati.

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