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LO STRESS: COME EVITARLO, METTENDOSI IN ASCOLTO DEL PROPRIO CORPO-PROF.RE GABRIELE GAUDIERI PEDAGOGISTA(TERZA PARTE)

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Redazione-L’unione tra corpo e mente è un concetto discretamente diffuso nelle nostre società. Tuttavia, siamo ancora restii ad attuare tale connessione nella vita di tutti i giorni: difficilmente colleghiamo disturbi fisici a situazioni di difficoltà emotiva o di stress; altrettanto raramente concepiamo l’attività fisica come un momento di sviluppo della mente, della conoscenza di sé e delle proprie capacità.Brillante ed interessante l’intervento che fa il Prof.re Gabriele Gaudieri-Pedagogista su questo argomento che è il terzo della serie:<<Nella società attuale, ricca di speranze globali ,l’essere umano si trova a vivere in apparenti condizioni di benessere, dal momento che i ritmi di lavoro diventano sempre più “pervasivi”, facendo contrarre le ore per il tempo libero, inteso come creatività, ricerca di sé, riposo. Nel convulso mondo occidentale sembra che tutti abbiano dimenticato le tecniche di rilassamento e di riposo, per cui la gran parte non riesce a “percepire” di trovarsi in una situazione di stress di secondo livello (con presenza di somatizzazioni). Le grandi religioni, i grandi sistemi filosofici contemplano spazi giornalieri da dedicare al riposo: per Aristotele, nell'”Etica Nicomachea” il lavoro dovrebbe iniziare, quando termina il tempo libero, inteso come tempo da dedicare al miglioramento di sé ,alla creatività, alla migliore conoscenza di se stessi. Il riposo è più volte citato nella Bibbia, valga a mo’ di esempio, il salmo 23, 2 “Egli (il Signore) mi fa riposare in verdeggianti pascoli, mi guida lungo acque calme”. Nel mondo odierno non riusciamo a separare la vita privata da quella lavorativa che, spesso, per assecondare una logica capitalista, costituita da una competizione esasperata, fa diventare l’essere umano “oggetto di produzione” tra altri oggetti, alienandosi, perdendo la propria umanità. Secondo gli psicologi del lavoro è in netto aumento lo stress lavoro-correlato ed i casi di mobbing, la cui prevenzione è oggetto del decreto legislativo 81 del 2008. Secondo la semeiotica medica il corpo è il luogo di incontro della realtà psichica e della realtà sociale: l’una non deve avere la prevalenza sull’altra, ma, in un certo senso, devono essere in equilibrio omeostatico. Il nostro corpo, che è un tutto intero, a differenza di quanto affermava Cartesio (dividendo “res cogitans” dalla “res extensa”), deve interagire col mondo sociale, ma non esserne fagocitato, ossia deve trovare lo spazio per un numero sufficiente di ore di sonno, di attività fisica, di lieta convivialità. La Rivoluzione francese ci ricorda che, tra i diritti inalienabili dell’uomo, vi è il diritto alla felicità, la sola che può davvero ritemprarci. Penso, tuttavia, che la nostra vita quotidiana ci allontani sempre più da un sonno ristoratore, da una sana attività ludica, dal contatto con il silenzio (che ci permetterebbe di riflettere, di riposare, di allontanare i numerosi decibel che, nel corso della giornata, ci bombardano i timpani): il nostro corpo è sempre in allarme, sempre in tensione, dovendo rispondere ai numerosi stimoli quotidiani. Pensiamo agli adolescenti che oggi hanno perso la capacità di capire quando sono stanchi o di percepire il senso del sonno: il loro corpo, pieno di adrenalina, a causa di numerose ed estenuanti attività ,li porta per “riposarsi”, a protrarre nel tempo proprio quelle attività che sono responsabili dei loro affaticamenti; quando, nel corso della notte, dopo l’attivazione della melatonina, si attiva la serotonina, che fa diminuire la potenza muscolare, accade che, durante la guida, il giovane chini la testa, per il sonno, verso il basso, facendogli perdere il controllo dell’auto. In una scuola primaria del Belgio, da me visitata, i ragazzi vengono educati e rieducati a comprendere i segnali psico-fisiologici del proprio corpo, a non trascurarne alcuno e a dare voce a quelle sensazioni che vengono sopraffatte da dinamiche ossessivo-compulsive del nostro mondo occidentale. Richard Wiseman, in “Il potere del sonno” scrive: “Questa mancanza cronica di riposo sta devastando la nostra mente e il nostro corpo. La stanchezza è responsabile di migliaia di incidenti stradali, costa alle imprese miliardi in produttività persa e aumenta

il rischio di obesità, diabete e morte”.(Pagina 83)>>.

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