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LE RAGAZZE CON L’OMBRELLO DI RAFFAELE GAROFALO

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Redazione-Caro Augias, i giornali hanno riportato l’episodio accaduto a Sulmona che ha suscitato clamore e coinvolto personaggi della politica e non solo. Allo scrosciare improvviso della pioggia, delle ragazze si sono ritrovate a riparare con i loro ombrelli dei politici riuniti a convegno all’aperto. In fila dietro ognuno di loro offrivano uno spettacolo veramente deprimente, se previsto dal copione. Ugualmente imbarazzante anche se partito da una spontanea iniziativa delle stesse, come è stato dichiarato. Limitarsi a porgere gli ombrelli ai convenuti perché si riparassero da soli era poco agevole, praticamente impossibile con microfoni e carte in mano. Le foto non argomentano: si rivelano all’occorrenza esaltanti o impietose. Hanno fatto la Storia quelle della ragazza vietnamita e del piccolo Aylan. La foto in questione denunciava servilismo da una parte e vizio di essere servita dall’altra. Caratteristiche che contraddistinguono una nazione che sembra non avere più il senso della propria dignità. Al di là di tutto, nonostante numerose battaglie, il ruolo della donna rimane di subalternità nella società civile. Ancor più gelosamente quella religiosa conserva una antica eredità che “crocianamente” fa sentire il proprio peso. Tuttora nelle Chiese si legge che delle donne seguivano Cristo e gli Apostoli” per servirli”. Il linguaggio è immediato per gli uomini di oggi ma non ci si scandalizza di una tale dichiarata sottomissione quando non venga addirittura esaltata. Nei testi sacri di tutto si piò leggere ma non di emancipazione della donna. Di gesti di amore, tuttavia le donne hanno dato testimonianza in ogni società, in ogni epoca, come rivalsa contro la rozzezza degli uomini. Di una donna” chiacchierata” si legge che addirittura bagnasse i piedi del Maestro con le lacrime, asciugandoli con i propri capelli. Con grave turbamento del padrone di casa e degli ospiti benpensanti. Ma lo scandalo maggiore non consisteva tanto nella dubbia morale della sventura, quanto nell’atteggiamento del “personaggio” che non respingeva la grossa umiliazione di cui la donna si faceva carico. Una finzione letteraria dell’Evangelista offerta al protagonista in previsione del forte messaggio che stava per lanciare: “A lei molto è perdonato perché molto ha amato!”. Le donne sanno amare di più. Tornando alle “Ragazze dell’Ombrello”, quale che sia stato il retroscena che ha accompagnato i loro gesto(di disinteressata cortesia o di smaccato interesse) non meritavano comunque di essere equiparate alle “Olgettine”, di cui all’orizzonte si captano nuovi richiami…La buona politica sa essere dura senza nutrirsi di malafede.

Mala tempora currunt..

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