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L’ARTE DELLA RESILIENZA NEL LINGUAGGIO EDUCATIVO ED ESPRESSIVO-DI ALESSANDRA DELLA QUERCIA

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Redazione-La resilienza è l’arte di riprendersi da esperienze negative di ogni sorta. In fisica, la resilienza è la capacità di un materiale di resistere a un urto improvviso senza spezzarsi. In sociologia e psicologia, con resilienza s’intende la forza di reagire ad eventi traumatici. Resiliente è chi sa sopportare il dolore senza lamentarsi, chi sa reggere le difficoltà senza disperarsi, chi sa volgere in costruttivo qualsiasi situazione che si trova a dover affrontare.

Numerose ricerche effettuate da attenti studiosi dell’argomento confermano l’esistenza di elementi in grado di aumentare il grado di resilienza individuale, sintetizzabili in:

  1. Un buon livello di autostima;
  2. Una profonda empatia;
  3. Un animo determinato e perseverante;
  4. Una forte sicurezza nella propria capacità di risoluzione dei problemi;
  5. Una grande abilità nell’osservazione, nell’analisi e nella gestione delle emozioni;
  6. Una visione positiva della vita, improntata sull’ottimismo e sull’ironia.

E’ doveroso sottolineare che non si deve confondere la resilienza con l’imprudenza e lo slancio cieco,  poiché  essa necessita di acuta coscienza dei propri limiti.

L’ASSISTENTE EDUCATIVO NEL PROCESSO DI EMPOWERMENT

 

L’empowerment è quel processo di crescita che mira a tirar fuori il meglio di un individuo, portando alla luce le sue risorse latenti e aiutandolo a sfruttare al massimo il suo potenziale.

Per raggiungere questo scopo, l’assistente educativo deve necessariamente porsi in ascolto dei bambini, generando uno scambio ricco e proficuo con loro e incitandoli ad aprirsi il più possibile e a non avere freni nell’esternare ciò che pensano e che sentono. Egli deve far acquisire al bambino energia e grinta, facendogli capire che se crede in se stesso può raggiungere ogni obiettivo che si prefigge. Esaltare ogni suo successo fa sì che egli aumenti la consapevolezza delle sue doti. Una delle imprese più complesse è indubbiamente fargli accettare gli errori e infondere in lui quella capacità di non lasciarsi bloccare da essi, ma di considerarli come un’importante possibilità di arricchimento interiore.

Le tecniche operative di empowerment dell’assistente educativo sono così riassumibili:

  • Favorire un clima sereno e distensivo, ricorrendo ad atteggiamenti non valutativi e a giochi didattici;
  • Assegnare compiti adatti all’allievo, che gli facciano comprendere che il successo ottenuto è il risultato dei suoi sforzi e che lo sollecitino ad esprimere i suoi pensieri più intimi, potenziando il suo processo mentale;
  • Offrire all’allievo continui spunti di riflessione sul suo modo di agire e sugli sbagli compiuti;
  • Mettere in atto il cosiddetto “Approccio Rogersiano”, che si fonda sull’ascolto attivo, partecipato e non giudicante e che racchiude la duplice funzione di raggruppare più informazioni possibili riguardo i valori, i comportamenti e le concezioni dell’allievo, spronandolo ad acquisire maggiore consapevolezza di sé.

RESILIENZA E ARTE NELLA DISABILITÀ: DUE CASI ILLUSTRI

 

La resilienza è quella preziosa abilità di risorgere continuamente dalle proprie ceneri e di reinventarsi sempre, anche laddove pare arduo o impossibile. Esempi di resilienza sono riscontrabili nei settori più variegati. Nel campo dell’arte annoveriamo pregiate eccellenze che hanno fatto della resilienza la loro ancora di salvezza e la chiave per dare origine a capolavori di straordinaria bellezza e immenso significato.

Tra i vari personaggi che hanno interpretato al meglio il concetto di resilienza, ricordiamo la pittrice messicana Frida Kahlo e il cantautore emiliano Pierangelo Bertoli.

FRIDA KAHLO => Ella si ammalò da piccola di poliomielite: spietata malattia che fece diventare il suo piede e la sua gamba destra molto esili e che la portò a diventare claudicante. In più, alla giovane età di diciotto anni, rimase vittima di un catastrofico incidente che la ferì gravemente e la costrinse a stare in ospedale per parecchio tempo, sospesa tra la vita e la morte. Ormai era diventata disabile a tutti gli effetti, ma non si arrese mai e con incredibile tenacia lottò fino alla fine dei suoi giorni. Le sue opere si caratterizzano per la cura certosina del dettaglio, l’attenzione per i particolari e le immagini a tinte accese. La peculiarità delle immagini che la raffigurano è lo sguardo fiero e penetrante. Dotata di temperamento intenso e passionale, visse di sogni e di amore. Personalità articolata e spiccata, intrisa di ferrea ostinazione e strenuo coraggio, fu il simbolo di un’epoca, la personificazione perfetta della femminilità trasgressiva e audace, che riusciva a tramutare l’immane dolore fisico e spirituale in arte sublime.

PIERANGELO BERTOLI => Egli ha trascorso la sua esistenza su una sedia a rotelle a causa della stessa malattia tremenda che colpì Frida Kahlo: la poliomielite. Avrebbe avuto tutte le ragioni di questo mondo per abbattersi e mollare, ma ha sempre combattuto a viso aperto e non s’è mai fatto scoraggiare da questo brutto male. Lungi da lui fare la vittima o piangersi addosso, lui dispensava sorrisi ed emozioni con la sua toccante sensibilità e con i suoi occhi puri e sinceri. Indomabile come un uragano e schietto come pochi, non ha mai rinunciato ad essere se stesso fino in fondo, anche a costo di andare controcorrente. Dotato di eccezionale caparbietà e rara integrità, è andato sempre dritto come un treno, rifiutando ipocrisie e compromessi e affrontando la vita con la potenza di un guerriero,“a muso duro”, come cantava lui stesso nel suo storico pezzo, inno alla nobiltà dell’autenticità.

CONCLUSIONI

Concludendo, si ritiene che un assistente educativo debba sempre trasmettere agli assistiti la speranza che le cose possano cambiare e che una vita migliore possa essere possibile. Egli deve tenere a bada i propri pregiudizi e riconoscere, affermare e rinforzare i modi di trasformare le avversità in opportunità, allo scopo di innescare in loro un’evoluzione. Così facendo si promuove appieno la resilienza.

Tra i tanti strumenti per mettere in pratica questo procedimento ben si coniugano la pittura e la musica, formidabili mezzi che svolgono funzioni terapeutiche e aggregative. Essi permettono agli assistiti di cacciare fuori la loro anima, in totale libertà, aiutandoli a trovare una loro voce, forte e distintiva. Fattore non meno importante è la fantastica occasione di socializzazione, che li stimola a relazionarsi spontaneamente agli altri con fantasia e creatività.

Ecco che allora si compie il miracolo: l’educazione diviene reciproca, perché nell’educarli, sono loro stessi ad educare tutti noi, regalandoci una meravigliosa lezione umana e morale: essi, con la geniale semplicità che li caratterizza, ci insegnano che una volontà sconfinata quanto l’universo   può superare tutto, anche il fato avverso.

Resilienza, il talento dei vincenti.

 

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