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LA LOGICA CONSEQUENZIALE E DELL’APPROPRIATEZZA DEL PENSIERO DI MARCH-DOTT.SSA SILVANA DI FILIPPO(QUARTA PARTE)

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“ L’uomo è mortale.

 Può essere.

 Ma permetteteci di resistere alla morte;

 e se il nulla è ciò che si aspetta, permetteteci

di non agire come se esso

 fosse l’unico destino”

( Senancour)

 

Redazione-I decisori adeguano un comportamento appropriato alle situazioni e sperimentano coerenza  alla loro identità.

Essi appaiono soggetti con capacità di attuazione procedurali rispetto a processi di creazione, mantenimento ed azioni molteplici. Rivolgono l’attenzione a modalità e regole codificate attraverso l’esperienza storica e all’apprendimento dall’esperienza ( ad esempio analisi delle complicanze nella comprensione del passato). Ne consegue, quindi, la presa in considerazione del processo decisionale come risultato tra conformità e regole per l’attuazione di una identità.

In questo senso, ciò è attuabile quando gli individui e le organizzazioni agiscono in base all’identità, seguendo regole e procedure che vengono considerate appropriate rispetto alla situazione in cui ci si trova. In questo senso, parliamo della logica dell’appropriatezza, fondata sulla conformità a regole. In questa vision, i decisori partono dall’analisi di almeno tre interrogativi: a) che tipo di situazione è questa? (domanda basata sul riconoscimento); b) di che tipo di organizzazione si tratta? che tipo di persona sono? (domanda basata sull’ identità); Cosa fa un’organizzazione come questa o una persona come me, in una situazione simile? ( domanda basata sulle regole ). Sotto questo aspetto la logica dell’appropriatezza è comparabile alla logica delle conseguenze, ma il processo decisionale basato sulle regole si svolge in modo diverso da quello razionale. Il ragionamento prevede la costituzione delle identità e stabilisce una corrispondenza tra regole e situazioni riconosciute.

Ne consegue che il processo decisionale si basa su regole ( investimenti, tempi, documentazione,criteri di valutazione, monitoraggio delle prestazioni),  identità ( selezione, formazione e socializzazione) azione .

  1. March, sostiene che le organizzazioni selezionano individui con identità e regole persistenti e che le organizzazioni stesse definiscono le loro specifiche identità, formano gli individui in tal senso e favoriscono la socializzazione affinchè gli individui le facciano proprie.

La logica dell’ appropriatezza, è legata quindi al concetto d’ identità. Quest’ultima è una concezione del sé organizzata in regole per adeguare l’azione alle situazioni.  Gli individui descrivono se stessi nei termini delle loro identità lavorative, di gruppi, familiari, sociali. Creare o accettare una identità significa attraversare  un processo motivazionale/cognitivo che poi determina il comportamento individuale con implicazioni di imparare ad agire.

Individuazione e socializzazione, viaggiano allora verso espressioni come “trovare se stessi” o “essere in contatto con se stessi” verso quel processo di creazione in cui gli individui sono incoraggiati ad assumere un ruolo attivo.

Gli individui appaiono fortemente impegnati a differenziare le loro identità da quelle degli altri, attraverso l’esibizione di abbigliamento, pensieri e comportamenti diversi. ne consegue che le identità possono essere viste come il risultato di un processo di socializzazione entro ruoli e relazioni socialmente definiti.

Nella prospettiva della socializzazione, l’identità è adottata o imposta piuttosto che scoperta o creata. Le identità si spostano da una situazione all’altra, poiché ogni situazione mette in risalto un differente assetto delle relazioni. Rappresenta le identità come scelte volontariamente. Le azioni sono il risultato standard autoimposti o di ruoli e regole selezionati automaticamente. vede le identità come qualcosa che si segue, non che si sceglie.

Le basi dell’identità, si frappongono tra quelle individuali e quelle  sociali. Rispetto all’identità individuale, assumono regole di comportamento a partire dalla famiglia, dalla scuola, dai gruppi, dai coetanei e dalla società. Essi contribuiscono alla conoscenza di se stessi utilizzando distinzioni basate sulle convinzioni sociali. Questo perché gli individui definiscono e risolvono problemi posti dall’ambiente in cui vivono, sviluppano regole di comportamento condivise e atteggiamenti comuni nei confronti dell’esperienza.

Le identità sociali, invece,  costituiscono matrici per identità individuali in  3 diversi modi: 1. La Natura Essenziale che permette agli individui di trattare le identità come entità significative ( contabile, manager,operaio ecc.). 2.Contratti preconfezionati accettati dagli individui in cambio di cose che apprezzano. L’accettazione sociale può essere preziosa non solo per l’autostima individuale, ma anche per la capacità di svolgere il proprio compito in modo efficace. 3. Asserzioni di moralita’ ossia un individuo “interiorizza” un’identità, accettandola anche senza la presenza di incentivi o sanzioni esterne. L’identità è protetta dalla coscienza e da sentimenti quali orgoglio, vergogna, imbarazzo ecc.

Per prendere decisioni in una logica dell’appropriatezza, i decisori devono essere capaci di determinare quali sono le loro identità  ( Il sé è una raccolta di identità non completamente integrata. Infatti un individuo può avere una serie di immagini di sé che sposta e modifica a seconda di come cambia il contesto, ad esempio secondo offerta di modelli, di suggerimenti, di esperienze), qual è la situazione (considerando anche quelli che sono lievi cambiamenti ambientali incidenti sull’impatto del comportamento), quale azione sia idonea(conformità di regole. Apprendimento dall’esperienza. Contesto sociale di norma.

Il comportamento si adegua alle regole che in un sistema sociale a volte vengono violate.

I decisori possono rivelarsi incapaci di osservare le regole per mancanza di risorse, competenze o tolleranze.

Il processo decisionale si basa quindi, su regole, forme, procedure e pratiche.

La ricerca considera il modo in cui il comportamento è plasmato dalle regole, il modo in cui i decisori operano entro le regole e come ne affrontino le incertezze.

La logica dell’APPROPRIATEZZA evolve insieme alla nozione di ciò che riteniamo appropriato. I decisori si attengono alle REGOLE, ma anche al loro  queste CAMBIAMENTO, poiché nel momento in cui cambiano, si modifica anche  il comportamento nel processo decisionale.

Poiché le identità e le regole sono costruzioni sociali, sviluppate all’interno di un contesto di altri decisori e di esperienza storica, comporta la comprensione di come questi contesti storici le hanno plasmate e le plasmerà in futuro.

Di conseguenza, le regole, risentono del mutamento culturale e dell’adattamento ambientale.

Le identità e le regole, dunque, cambiano come elementi del processo mediante il quale le istituzioni si adattano all’AMBIENTE.

Le REGOLE e l’AMBIENTE si adattano reciprocamente mediante diversi PROCESSI INTERCONNESSI. Questi ultimi sono riferibili all’analisi, alla contrattazione, all’imitazione, alla selezione e all’apprendimento.

L’analisi, riguarda l’anticipazione e la valutazione delle conseguenze future. Presuppongono che le regole riflettano le aspettative del futuro.

La contrattazione, invece, riguarda la negoziazione del conflitto ed è  orientata al futuro o retrospettiva ( o entrambe).

L’imitazione, implica che attraverso replicazioni di regole, possa essere orientata al futuro o retrospettiva (o entrambe) a seconda del comportamento di quelli che vengono imitati. (Quando parliamo di retrospezione, partiamo dal presupposto che le regole riflettono la storia).

La selezione, si manifesta attraverso regole fisse.

Con l’apprendimento, invece, avviene un  cambiamento di routine basato sull’esperienza.

Ne consegue che il processo decisionale contemporaneo, si sviluppa all’interno di presupposti in cui le aspettative e le azioni volontarie degli esseri umani realizzano il futuro nel presente. L’assunto è riflesso nelle teorie dell’azione razionale e del potere, incluse le teorie dell’azione strategica. Le identità, le regole e le forme CAMBIANO come conseguenze nell’ambito della competizione. Da queste prospettive gli INDIVIDUI e I GRUPPI creano REGOLE in modo consapevole come strumenti di CONTROLLO. Essi costruiscono IDENTITA’ e nozioni di COMPORTAMENTO adeguato al FINE di controllare LE AZIONI ALTRUI. Nella tradizione degli studi sull’AZIONE organizzata, il futuro si conquista con PIANI e CONTRATTI. I PIANI vengono sviluppati sulla base delle ASPETTATIVE FUTURE, quindi sono realizzate in modo tale da mettere in atto il futuro che anticipano.

Apprendere dall’esperienza significa vivere il passato come qualcosa che si impone sul presente attraverso la CONSERVAZIONE DELL’ESPERIENZA vivendo le regole come eredità del passato.

Le teorie sul modo in cui le regole cambiano, si riferiscono ai processi di apprendimento (le regole cambiano in seguito all’ESPERIENZA. Le teorie sull’apprendimento esperienziale diretto descrivono in che modo le inferenze dall’esperienza storica vengono re-immesse nelle azioni che creano la storia successiva)   e ai processi di selezione ambientale (non cambiano le regole in sé, ma cambia la loro presenza relativa).

Tali teorie postulano un ciclo in quattro stati:

  1. viene intrapresa un’azione utilizzando le regole esistenti
  2. l’azione dà luogo a vari tipi di esiti
  3. da tali esiti vengono tratte alcune inferenze
  4. tali inferenze vengono utilizzate per modificare le regole

Il ciclo dell’apprendimento basato sull’esperienza[1] consta di regole, di azioni, di esiti e di interpretazione.

Le interpretazioni dell’esperienza devono  fornire informazioni su cosa e perché CIO’ E’ ACCADUTO e verificare se ciò che è accaduto è stato soddisfacente oppure no. Le esperienze consistono in un insieme DI EVENTI OSSERVATI ( e nella loro interpretazione). Gli eventi osservati sono un campione di eventi realmente accaduti e quindi eventi POTENZIALI. Le organizzazioni sono insiemi complessi di individui aventi interessi, competenza, identità e sentimenti DIFFERENTI ( diversi individui IMPARANO cose DIVERSE dalla MEDESIMA STORIA). Questi diversi insegnamenti vengono combinati fra loro per produrre cambiamenti nelle regole.

Le caratteristiche fondamentali delle esperienze sono riassumibili in quattro dimensioni:

  1. REGISTRAZIONE E RICHIAMO: Gli eventi vissuti personalmente sono più disponibili degli altri. Le esperienze delle persone con cui si condivide un’identità sono più disponibili più prontamente di quanto non siano le esperienze di persone più lontane. La gente tende a registrare e richiamare vivide e concrete più prontamente di quelle astratte o statiche.(ad es. la pubblcità televisiva).
  2. INTERPRETAZIONE: * CONSERVAZIONE DELLE CREDENZE= le esperienze vengono interpretate in modo che sostengano le conoscenze passate. * INTERPRETAZIONI SOCIALI= le idee sulle cause degli eventi vengono sviluppate e condivise all’interno di una rete di connessioni sociali.

Gli individui elaborano una comprensione della storia che segue procedure socialmente approvate di narrazione degli eventi contando le idee di altri individui. La realtà viene CERTIFICATA da una fiducia CONDIVISA. di altri

  1. INCREMENTO: I campioni vengono spesso ampliati, male persone tendono a non dar peso alla loro grandezza accettando campioni più piccoli come non meno utili di quelli più grandi; inoltre ritengono più importante affermare la QUALITA’ dei DATI ottenuti DALL’ESPERIENZA che non la grandezza dei campioni. – Le persone sovrainterpretano l’esperienza. – i decisori imparano dalle proprie ASPETTATIVE prima di imparare dai risultati.
  2. VALUTAZIONE: Imparare dalle esperienze significa COMPRENDERE e VALUTARE gli ESITI delle AZIONI. ( se è positivo o negativo. Se ha avuto successo o insuccesso).

Con la selezione ambientale, catturiamo il passato. Cio’ è dato dall’apprendere dall’esperienza come una  procedura che consente di codificare il passato  in regole (l’evoluzione delle regole della comunicazione, dei linguaggi e delle tecnologie risente in modo sostanziale del carattere cooperativo ed interattivo della comunicazione stessa), procedure, forme, selezione ambientale ( le popolazioni si adattano al loro ambiente senza modificare le caratteristiche dei loro membri individuali)

L’apprendimento dall’esperienza dipende dal nesso fra AZIONI e gli ESITI e da una VALUTAZIONE di questi ultimi. Gli esiti relativi all’apprendimento dipendono dal numero dei concorrenti, dal loro apprendimento, aggiustamento e aspirazioni, dalla misura in cui ogni concorrente impara dall’esperienza di altri.

La selezione ambientale, dipende dagli ESITI in termini di sopravvivenza e dai processi di RIPRODUZIONE o VARIAZIONE DELLE REGOLE.

I fattori che influenzano gli esiti dell’adattamento delle regole, sono rintracciabili nell’aspirazione sociale, nella diffusione e nella legittimazione:

  1. ASPIRAZIONI SOCIALI: Non risentono solo della prestazione personale di un decisore, ma anche delle prestazioni di altri. Quando le prestazioni sono collegate alle prestazioni di altri, la valutazione di una data prestazione dipende dalle prestazioni altrui.
  2. DIFFUSIONE:Sia nell’apprendimento che nella selezione ambientale le regole si “riproducono” per diffusione. Le lezioni che un decisore impara dall’esperienza si diffondono tra altri decisori mediante il trasferimento di abitudini e lo scambio di conoscenze.
  3. LEGITTIMAZIONE: Sia nell’apprendimento che nella selezione ambientale la legittimazione delle regole risente dell’uso che ne fanno gli altri. All’interno di una popolazione di decisori, la definizione di comportamento appropriato tende a venire costruita socialmente mediante le INTERPRETAZIONI del comportamento OSSERVATO. Le pratiche, le regole e le forme diventano più legittime a mano a mano che aumenta il numero dei decisori che le usano.

La logica consequenziale, incoraggia il pensiero, la discussione, il giudizio sulle PREFERENZE e sulle  ASPETTATIVE.

La logica dell’appropriatezza, incoraggia il pensiero,la discussione e il giudizio personale sulle SITUAZIONI e sulle REGOLE.

Entrambi i processi stimolano l’interesse fra impegno personale e giustificazione sociale.

I teorici della scelta consequenziale, mostrano le regole come vincoli derivanti dall’azione razionale a un livello superiore.

I teorici del comportamento secondo regole, evidenziano la scelta consequenziale come  una delle molte possibili REGOLE che potrebbero essere evocate e seguite quando le si considera appropriate.

Gli studiosi del Processo decisionale cercano di conciliare queste diverse interpretazioni in

UNA VISIONE INTEGRATA.

Bibliografia:  JAMMES MARCH, “Prendere decisioni”, Ed. Il Mulino, Bologna, 2002.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] J.g. March e J.P. Olsen

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