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CYBERSELFIEMANIA & SICUREZZA- DI STELLA CHIAVAROLI

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Redazione-I social media devono essere degli strumenti di crescita e scambio, non dannosi sistemi di incolumità per la salute. Johann Wolfgang Goethe sostiene “che i ragazzi non sappiano ciò che vogliono è opinione concorde di tutti i sapientissimi maestri e precettori. Che però anche gli adulti, come i ragazzi, brancolino su questa terra senza sapere da che parte vengono e dove vanno […] ecco, questo nessuno vuole ammetterlo.” Viviamo in un tempo in cui l’avvento delle nuove tecnologie hanno mutato il processo della comunicazione. Sono cambiati gli stili di vita e le modalità di comunicazione. Si è passati in maniera prorompente dalla comunicazione interpersonale a quella digitale.

In particolare, lo spazio del digital imaging ha invaso le vite di tutti.

Con lo sviluppo dell’informatica e dell’elettronica, se da una parte hanno fornito potenti mezzi di sviluppo per il sociale, dall’altra il processo di digitalizzazione ha investito anche il processo di trasformazione delle immagini.

In questo senso si pone una mera riflessione sulle immagini da selfie e da Airselfie che, se da una parte hanno consentito la sperimentazione di  metodologie  più efficaci per autoscatti  come selfie unici (selfie stick con il classico bastone da selfie), e non ultimo con il nuovo ritrovato chiamato drone ( per l’Airselfie: piccolo drone che incorpora una fotocamera capace di scattare degli interessanti  selfie volando nello spazio aereo sovrastante), dall’altra si teme una società troppo dipendente dal digitale mobile e che i modelli di riferimento (famiglia) non siano troppo adeguati al sistema educativo e alla prevenzione dei sistemi di sicurezza.

In questo senso, va presa  in seria considerazione la prevenzione alle dipendenza da cellulari e selfimanie con importanti modelli di reti informative e formative ( divieti e pericoli nell’uso dei digitali mobili ) per un sistema di sicurezza che rispetti e protegga la propria incolumità e quella delle future generazioni.

Oggi, il cellulare, ha sostituito la classica macchinetta fotografica ed il selfie assume lo strumento simultaneo per la produzione diretta in digitale.

Oggi, l’autoritratto avviene tramite smartphone, webcam da una  brevissima distanza.

Le imagini fotografiche si clonano dentro il paradigma di una fotografia sempre più dinamica, densa di messaggi e significati che si vogliono trasmettere simultaneamente.

I messaggi culturali, non avvengo più vis a vis, ma hanno assunto competenze mediatiche. Infatti , oggi si leggono, si scrivono e si ricevono messaggi, fotografie e autofotografie in maniera simultanea.

In questo senso, il rischio maggiore è quello dell’abbandono delle relazioni e delle emozioni umane .

I nuovi scenari digitali con l’autoritratto pongono dentro uno scenario di mutamento sociale. Essi,  stanno rapidamente e profondamente trasformando la nostra cultura di immaging e le nostre società spesso contravvengono  alla buona utilizzazione dei software.

L’avvento dei new media, in particolare, come sostiene Marshall McLuhan sta comportando diversi mutamenti nella gestione della vita collettiva e nelle relazioni tra gli individui.

Lo stamping  di selfimanie fa registrare sempre più, l’aumento di incidenti, distrazioni lesive alla salute. Si osserva per le strade e nei locali quanto le persone siano sole (tra persone) ed in compaqnia del loro inseparabile cellulare ( da cui si sentono in compagnia ). Basti vedere come un gruppo di persone attorno ad un tavolo, seduti fuori in un bar, abbiano tutti il cellulare in mano. Ognuno legge, scrive, guarda immagini con il proprio cellulare, vengono inviano messaggi da un tavolo all’altro. Sempre più cade la relazione interpersonale, perché ognuno crede di essere nel mondo, ma si trova in un mondo da  solo, anche se in compagnia. Si apre un’altra riflessione: quella del rischio. Rischio e solitudine. Rischio e sicurezza.

Sempre più, si apre l’importanza di progetti sulla sicurezza digitale a scuola e con le famiglie. Oggi, si osservano diversi fenomeni legati allo scatto fotografico, in qualunque momento della giornata ( mentre si mangia, mentre si guida, mentre si attraversa la strada ecc). Una recente ricerca della  Ford evidenzia come un giovane europeo su due abbia scattato almeno una foto alla guida. Il campione di giovani europei analizzati, riguarda la fascia di età compresa tra  i 18 e i 24 anni. Lo studio, evidenzia come uno su due abbia scattato almeno una foto mentre guida: l’operazione richiede mediamente  tra i 14 e i 20 secondi se si considera anche la condivisione della foto. A velocità autostradale, i 130 km/h equivalgono a 36,1 metri al secondo: scattare un “selfie” significa, nella più favorevole delle ipotesi, lasciare l’auto con scarso controllo per 500 metri; nella peggiore, più di 700. Inutile dire che l’eventuale presenza di un ostacolo improvviso o di una curva può portare a situazioni di grande pericolo. in Italia la percentuale è del 40%.

La ricerca mostra l’importanza di un intervento in campo educativo con i  giovani .

Mettere in pratica le norme di prevenzione all’uso equo dei media mobili consentirebbe la riduzione e il contrasto alla propria incolumità.

Il medium è’ rappresentato dal messaggio la cui  pregnanza  è tale da sovrastare  gli altri media proprio attraverso la selfimania che rappresenta l’anima della cultura contemporanea della telefonia mobile digitale.

Il medium si propone una nuova interfaccia con il mondo della comunicazione globale che attraverso la cybercultura contemporanea possa mediare il software culturale (utilizzato da milioni di individui) per trasportare atomi di cultura sottoforma di autoritratti digitali (selfie) ma che tuttavia possa fornire informazioni e interazione dialogica e relazionale. E’ necessario riassumere il recupero deontologico  dell’universo culturale con l’uso dei strumenti digitali in termini educativi.

La mission, dovrebbe essere quella di rendere i nuovi media strumenti educativi per una comunicazione appropriata e che faccia dei social media degli strumenti di crescita e scambio educativi.

In questo senso, merita una viva riflessione il pensiero di Lev Manovich sulla rivoluzione digitale e con quanto da lui affermato: “La rivoluzione digitale già in atto da diversi anni sta stravolgendo profondamente le regole della comunicazione e questo cambiamento trascina con se una profonda alterazione delle relazioni che governano il tessuto sociale. L’avvento dei new media, in particolare, sta comportando diversi mutamenti nella gestione della vita collettiva e nelle relazioni tra gli individui” coniando il suo pensiero con quello di Marshall McLuhan con “gli strumenti per comunicare”, in cui il sociologo propone una sfida continua verso i nuovi media già in atto da diversi anni. Questi  hanno  stravolto  profondamente le regole della comunicazione e questo cambiamento ha trascinato con se una profonda alterazione delle relazioni che governano il tessuto sociale.

Tutti i software presenti ormai nei digitali mobili  supportano la cultura contemporanea,  la nuova interfaccia con il mondo mostra un fenomeno del tutto nuovo: il cyberselfie che  si manifesta attraverso le imaging che possono  mostrare un linguaggio analogico del tutto fuorviante .

Internet è vero che ha aperto nuove possibilità per tutti, ma l’altra faccia della medaglia è  rappresentata dalle insidie e dai  rischi legati al cyberselfie. Si tratta di  un uso improprio di autoscatti fotografici con il proprio cellulare (selfie) e postati sui social media.

Le gare di selfimanie, portano ad autoscatti rischiosi e pericolosi, a volte del tutto diseducativi.

Le nuove generazioni si trovano proiettati dentro queste nuove tecnologie e, crescendo con questo contatto, hanno bisogno sempre più di recuperare il senso della vita  reale con quella online e  offline. Le attività che i giovani  svolgono online o attraverso i media tecnologici hanno quindi spesso conseguenze  irreparabili nelle vite delle persone. Allo stesso modo, le vite online  possono  influenzare  anche il  comportamento di ciò che si fotografa, di ciò che viene postato, e questo elemento ha diverse ricadute che non può non  essere preso in considerazione per comprendere a fondo il cyberselfie.

I nuovi scenari digitali si dispongono dentro una cultura contemporanea creata o mediata dal software culturale, che trasformando  i contenuti mediali in informazioni e interazioni virtuali possono inficiare i processi decisionali e il linguaggio numerico.

Gli obiettivi  generali di una prevenzione verso il cyberselfie e sicurezza, devono necessariamente coniare  i linguaggi mediatici con quelli interpersonali; recuperare gli aspetti di solitudine ed isolamento della comunicazione interpersonale tra le persone per l’uso sconsiderato dei media mobili; frenare l’uso inadeguato e di dipendenza da cellulare; potenziare la conoscenza dei rischi di dipendenza dai media mobili; aumentare il livello di conoscenza dei rischi mediatici; favorire l’adozione da parte del settore tecnologico soluzioni organizzative in sinergia con il settore educativo e sociale; trasmettere cultura del rischio e i tempi di accelerazione del ciclo vitale; consentire un uso moderato ed educativo dei nuovi media rafforzando la rete tecnologica con quella sociale, attraverso la metafora video e la musica che richiama il mondo degli adolescenti. Gli obiettivi specifici da prefiggersi sono certamente la promozione di  una cybercultura fusa  tra il binomio vincente tra comunicazione interpersonale e tecnologica(comunicazione /tecnologia metacomunicazione /sicurezza/ educazione)  ma anche attraverso una critica costruttiva delle immaginografie che con iniziative in-formative proattive indirizzano verso conoscenze di sicurezza informatica: potenziare e recuperare la comunicazione interpersonale; utilizzare in modo adeguato il cellulare; ricercare e produrre immagini in linea con la realizzazione del progetto; garantire la conoscenza e l’uso di sicurezza durante l’uso del cellulare (selfie,sms ecc); riflettere attorno alle tappe della vita attraverso la selfimania e all’uso di sicurezza dei dispositivi mobili; costruire attraverso l’autoritratto (inteso come opera figurativa) momenti di relazione;  rendere i selfie e gli airselfie adeguati alla prevenzione del rischio; inglobare il contenuto degli autoritratti digitali in un nuovo contenuto educativo e comunicativo; educare alla sicurezza nell’attività di autoscatto; potenziare i sistemi di sicurezza nell’attività pratica dell’autoritratto; ridurre la dipendenza da cellulare potenziando gli aspetti positivi delle nuova tecnologie; coniare la comunicazione digitale con quella interpersonale.

Cercare e trovare oggi, delle strategie quanto più possibili efficaci ed efficienti, vuol dire promuovere un software culturale di cui la componente essenziale è il vivere sociale.

Si tratta di  trasformare questa  cultura sociale verso  un salto di paradigma tra opportunità e rischio.

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