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ASSISTENZA, PIU’ EFFICACE CON IL SUPPORTO DI PARENTI E AMICI

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Anche la “competizione” con altri pazienti potrebbe aiutare a gestire la malattia

Redazione-L’assistenza sanitaria potrebbe essere più efficiente se accompagnata dal supporto di familiari e amici. Il sostegno fornito dalle persone care potrebbe, infatti, aiutare i pazienti a seguire le terapie e ad adottare comportamenti salutari. Lo sostengono David A. Asch e Roy Rosin, due ricercatori dell’Università della Pennsylvania di Philadelphia, in uno studio pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine. Secondo gli esperti, l’aiuto di parenti e amici potrebbe essere più efficace delle interazioni con i medici. “Partner e  amici hanno maggiori probabilità di essere nei dintorni quando i pazienti prendono decisioni riguardanti la loro salute, come scegliere di fare una passeggiata piuttosto che guardare la TV, o cosa ordinare al ristorante – spiega il dottor Asch -. I malati sono anche più propensi ad adottare comportamenti sani, come andare in palestra, quando possono farlo in compagnia di un amico”.

Dato che la fornitura di un’assistenza medica costante appare poco fattibile e avrebbe costi spropositati, gli studiosi ritengono la pianificazione degli interventi sanitari dovrebbero prevedere anche l’aiuto che potrebbe essere fornito dalle persone care al paziente. “Anche se gli individui sono influenzati più fortemente da coloro che sono loro vicini ogni giorno piuttosto che da medici e infermieri, con cui interagiscono solo occasionalmente, queste relazioni a costo zero restano in gran parte inutilizzate quando si progettano incentivi sociali per migliorare la salute della popolazione – sottolinea l’esperto -. Questo rappresenta un’occasione mancata”.

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Il principale ostacolo al coinvolgimento di parenti e amici, secondo gli esperti, è rappresentato dai problemi di privacy. “Le preoccupazioni per la privacy sono spesso la ragione principale per cui medici e ospedali evitano di organizzare un sistema di sostegno sociale – prosegue il dottor Asch -. Ma se la privacy è molto importante per alcuni pazienti in determinate circostanze, il più delle volte i malati sarebbero felici se amici e familiari li aiutassero a gestire la loro malattia, e anche parenti e amici vorrebbero aiutare i pazienti a tenere sotto controllo le loro condizioni di salute”.

Gli autori ritengono, infine, che i pazienti potrebbero giovare non solo del supporto delle persone care, ma anche del rapporto con altri malati. “Anche se normalmente non pensiamo che la competizione o la collaborazione tra i pazienti potrebbero far parte di una strategia di gestione delle malattie croniche come ipertensione, insufficienza cardiaca e diabete, la ricerca dimostra che certi comportamenti sono ‘contagiosi’ e che i programmi che sfruttano queste relazioni naturali potrebbero essere molto efficace – afferma il dottor Rosin -. La maggior parte degli interventi di assistenza sanitaria sono progettati per il singolo paziente, ma c’è un crescente numero di evidenze scientifiche che mostra come le organizzazioni sanitarie possano ricorrere a strategie d’impegno sociale per migliorare la salute dei pazienti che vogliono essere coinvolti in attività di gruppo o in competizioni a squadre, volte a migliorare la salute”.

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