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ASSERTIVITÀ: FARSI VALERE CON GARBO, TENACIA E AUTENTICITÀ-DOTT.SSA ALESSANDRA DELLA QUERCIA

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Redazione-L’individuo assertivo è colui che riesce ad esprimere la sua personalità in qualunque contesto, relazionandosi agli altri in modo equilibrato e saggio. Egli conosce a menadito i migliori codici di comportamento e sa gestire a meraviglia ogni situazione. L’assertività rappresenta quella fantastica via di mezzo tra l’aggressività e la passività.

L’aggressivo è saccente, presuntuoso, egoista, prevaricatore, vuole avere sempre ragione, tende a pensare ai suoi bisogni e ad imporre le sue idee, è carente nell’ascolto. Sa solo urlare e sbraitare.

I motivi? È insicuro, ha bisogno di sfogare la sua rabbia e le sue frustrazioni con qualcuno, vede nemici ovunque, è convinto che ogni cosa gli sia dovuta.

Il passivo è debole, remissivo, influenzabile, teme il giudizio altrui, non riesce ad esternare le sue idee e le reprime, ascolta tutti ma non è in grado di farsi ascoltare. Accondiscende e china il capo.

I motivi? È insicuro, ha una paura folle dei conflitti, ha l’ansia di perdere il controllo di se stesso e degli eventi, vuole avere a tutti i costi il consenso altrui.

In ambedue i casi, per comprendere certi atteggiamenti occorre anche risalire alle esperienze vissute e al tipo di educazione ricevuta dall’individuo, due fattori essenziali per avere una visione più precisa ed esauriente.

L’assertivo si discosta nettamente da queste due condotte opposte e deleterie ed assorbe astutamente gli aspetti positivi di entrambe, facendo sue la grinta dell’aggressivo e la sensibilità del passivo. Ne viene fuori un maestro dell’arte oratoria, un campione di savoir-faire, un leader indiscusso della comunicazione. Insomma, un individuo sicuro e carismatico.

L’assertivo è sorridente, ma non accomodante; è dolce, ma non melenso; è umile, ma cosciente delle proprie qualità; è altruista, ma attento anche ai propri bisogni; dà ed esige rispetto.

Lo si riconosce perché non scade nella maleducazione, ma esprime la sue opinioni in modo cortese e deciso, con tatto e classe da vendere.

Come fa ad essere così? O è cresciuto in contesti che lo hanno aiutato a diventare tale oppure ha fatto un lungo lavoro su se stesso, che lo ha portato a riflettere molto sulle proprie criticità ed a tramutarle in punti di forza, affinando inoltre la sua conoscenza delle dinamiche relazionali.

Il professore Aldo Galeazzi, nel 1994, elenca le sei principali tipologie di assertività:

1)Assertività positiva: capacità di esprimere e ricevere approvazione, stima e affetto;

2)Assertività negativa: capacità di esprimere disapprovazione e critiche senza ferire gli altri;

3)Difesa dei propri diritti: capacità di proteggere i propri diritti e di rifiutare ciò che lede la libertà e la dignità individuale;

4)Assertività di iniziativa: capacità di risolvere i problemi, soddisfare le proprie necessità e avanzare richieste;

5)Assertività sociale: capacità di interagire con la gente, intrecciando relazioni vantaggiose;

6)Direttività: sapersi assumere responsabilità ed essere abili nell’indirizzare e guidare gli altri nelle situazioni di difficoltà.

I pilastri del Comportamento Assertivo sono:

  • Rispetto: per gli altri e per se stessi;
  • Resilienza: volgere in costruttivo ogni avvenimento negativo, concependolo come un’importante opportunità di crescita e di evoluzione personale;
  • Empatia: saper entrare in contatto profondo con l’altro, carpendo tante sfumature del suo mondo interiore;
  • Autocritica: essere obiettivi e saper ammettere spassionatamente anche i propri errori, chiedendo scusa e facendo un passo indietro, se necessario;
  • Ascolto Attivo: ascoltando veramente, e non per finta, si ottengono una miniera di dati utili per confrontarsi con l’altro nel modo più adeguato;
  • Incisività: parlare in modo chiaro ed efficace, con gentilezza e fermezza;
  • Intuito: fiutare all’istante gli atteggiamenti ambigui o pericolosi e stopparli nell’immediato;
  • Pazienza: armarsi di tanta calma e sangue freddo. Pur non facendo yoga, un “Om” ogni tanto potrà scappare!

Nella comunicazione assertiva non c’è chi vince o chi perde, ma entrambi gli interlocutori sono vincenti. Nella comunicazione aggressiva o passiva, invece, gli interlocutori ne escono perennemente sconfitti e distrutti.

Anche dal punto di vista della Salute, l’aggressività e la passività sono corrosive: l’aggressivo spreca il tempo a gridare e a farsi il sangue amaro, mentre il passivo spreca il tempo a reprimersi, somatizzando così i suoi tormenti. L’assertivo, al contrario, vive in armonia, senza rimorsi, né rimpianti, perché fa sempre ciò che sente e sa dire di no.

È perspicace, concreto, arriva subito al nocciolo delle questioni, non si lascia condizionare da niente, ma va dritto come un treno, inseguendo i suoi desideri e cercando di non urtare la sensibilità di nessuno.

RIFLETTENDO…

Diciamoci la verità, a parole è tutto semplice e non è affatto automatico mantenere un esemplare aplomb quando dobbiamo, per forza di cose, rapportarci con persone che non ci convincono o che, addirittura, ci irritano. Ci sta, c’est la vie! Alle volte dovremmo trasformarci in perfetti guru zen!

Non è facile essere assertivi quando ci capita di relazionarci con gente arrogante che blatera senza cognizione di causa o che ci inveisce ingiustamente contro.

È altrettanto dura essere assertivi quando abbiamo a che fare con gente troppo accomodante, perché può annoiarci e non ci dà gli stimoli giusti per entusiasmarci e per tirare fuori il nostro essere.

È assolutamente umano e normale perdere le staffe, ma sforziamoci a non cedere a polemiche sterili o tiritere angoscianti che non portano davvero a nulla e non fanno altro che innervosirci e sfibrarci.

Una volta compreso che dietro uno scatto brusco o un blocco emotivo si cela un disagio recondito, riusciremo anche a non dare eccessiva rilevanza a certi toni pesanti o monocorde e a passare oltre.

L’essenziale: godere la straordinarietà di ogni attimo che la vita ci riserva.

Il superfluo: inquinare l’anima con azioni e pensieri che logorano e basta.

L’acqua pulita dà buoni frutti, l’acqua putrida dà frutti malsani.

Così  è l’anima: solo se la si alimenta di sensazioni positive dà il meglio di sé.

Il marcio c’è sempre nel tortuoso percorso dell’esistenza, purtroppo è inevitabile, ma non bisogna mai farsi demotivare da esso. Occorre soprassedere, guardare avanti, trarre insegnamento da ogni accadimento e non abbassarsi a sprecare tempo e fiato in inutilità.

Assertività: uscire trionfanti da ogni battaglia, senza lottare, ma essendo semplicemente se stessi,

in totale libertà!

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